Cronaca
24.03.2019 - 09:170
Aggiornamento : 14:02

"C'era una volta Andreotti". Il libro di Massimo Franco verrà presentato a Lugano

Appuntamento per lunedì 1 aprile all'Aula Magna dell'USI alle 18:00. Alla serata moderata da Stefano Piazza presenzieranno l'autore del libro e il Consigliere nazionale PPD Marco Romano

Di Stefano Piazza

LUGANO – Chi è stato davvero Giulio Andreotti? Il “Divo Giulio” rappresentato nel film di Paolo Sorrentino, oppure il
“Belzebu” ritratto in decine di vignette satiriche a volte impietose? A 100 anni dalla sua nascita (14 gennaio 1919) Massimo Franco giornalista e scrittore italiano, ci offre con il suo ultimo libro “C’era una volta Andreotti. Ritratto di un uomo, di un’epoca e di un Paese", un racconto straordinario.

Giulio Andreotti nella sua lunga vita, ha visto passare sette papi, Re e regine,ha attraversato la seconda guerra mondiale, il fascismo e le leggi razzali, la Prima e la Seconda Repubblica, la lunga stagione del terrorismo di destra e di sinistra, il delitto Moro, la strategia della tensione e gli anni delle stragi di mafia in Sicilia. Giunto al crepuscolo della sua esistenza, Andreotti affronto’ ben sei processi dove le accuse furono pesantisssime: Secondo i giudici di Palermo era il referente delle cosche mafiose nelle istituzioni, e persino di essere il mandante dell’omicidio del giornalista e e Direttore di “OP” Mino Pecorelli, ucciso a Roma nel 1979.

La sentenza di primo grado di questo processo celebrato nel 1999, assolse Giulio Andreotti ma successivamente alcuni pentiti ritenuti “credibili ”, fecero si che nel processo d’Appello Andreotti, venisse condannato a 24 anni di carcere. La parola fine la mise la Cassazione che nel 2003 annullò “senza rinvio”, la sentenza di Appello validando la prima sentenza di assoluzione del 1999.

Nei processi per mafia che furono il vero calvario di Giulio Andreotti, venne descritta “un’autentica, stabile ed amichevole disponibilità dell’imputato verso i mafiosi” anche se le prove di incontri spericolati avuti dal Senatore della Democrazia
Cristiana con uomini delle cosche anche dopo il 1980, non emersero. I magistrati ravvisarono “la totale assenza di prove per poter ricostruire i contenuti dei dialoghi intercorsi” Poi tra prescrizioni e cambiamenti del Codice penale Andreotti venne riconosciuto fino al 1980,“colpevole per associazione semplice”. Il 4 maggio del 2010 il Senatore DC venne condannato per diffamazione “ per aver oltrepassato il limite della continenza e del diritto di critica”, nei confronti del giudice Mario Almerighi che il Senatore democristiano defini’ «pazzo» e «falso teste».

Almerighi nella sua deposizione disse che il giudice Corrado Carnevale (detto l’ammazza-sentenze), era il terminale delle volontà di Giulio Andreotti nella Corte di Cassazione. Il libro di Massimo Franco (che è la riedizione ampliata e aggiornata del volume del 2010) ha il grande merito di descrivere la figura di Giulio Andreotti in tutta la sua complessità analizzando anche gli aspetti piu’ enigmatici di un uomo in apparenza gelido, ma capace di capace di tessere relazioni in tutto il mondo. Tutto questo senza dimenticare la sua longevità politica e la sua enorme influenza in tutti gli apparati dello Stato e nelle segrete stanze del Vaticano dove l’Andreotti conservatore, anticomunista viscerale e nemico giurato dei cambiamenti, fu sempre amato.

Il Senatore a vita Giulio Andreotti, è morto il 6 maggio del 2013 ma la sua figura per molti versi, resta ancora controversa, misteriosa e nessun processo, è riuscito a chiarire chi fu colui che rimase il garante di un Italia a metà tra democristiani e comunisti nello scenario della Guerra Fredda.

Nel bellissimo viaggio di Massimo Franco c’è anche l’Andreotti privato con la descrizione del rapporto fortissimo seppur controllato, con la moglie Livia Danese e i figli tutti lontani anni luce dalla spettacolarizzazione della politica di oggi. Forse Giulio Andreotti è stato l’emblema di un’Italia da sempre con un piede all’Inferno e uno in Paradiso rappresentando con la sua figura, il Purgatorio. Nel libro si scopre anche la straordinaria capacità di Giulio Andreotti di riassumere la vita in una sola battuta come; “A pensare male degli altri si fa peccato, ma spesso si indovina”, oppure il celebre aforisma
“Il potere logora chi non ce l’ha.” Aforismi e battute fulminanti che rivelavano il suo ironico pessimismo di fondo sulla natura umana. Di questi tempi anche solo per questo non puo’ che risultarci piu’ simpatico.

Il libro "C'era una volta Andreotti" di Massimo Franco sarà presentato il 1 aprile all'Aula Magna dell'USI. Alla presentazione, moderata dal giornalista Stefano Piazza, presenzieranno l'autore del libro e il Consigliere Nazionale PPD Marco Romano. L'ingresso è gratuito.

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