Cronaca
15.05.2019 - 11:000

"Caro Bertini, non avete mai accettato la realtà degli autogestiti, pretendendo che si adeguassero alle vostre regole"

Brughera di AIDA, l'associazione pro-autogestioen, riflette: "Nessuno in Municipio e in Consiglio Comunale vuole esporsi e proporre il riconoscimento dell'autogestione come possibilità di esperienze autonome. Avete perso un'occasione"

LUGANO – Cosa ne sarà degli autogestiti? Il Comune pare intenzionato a disdire l’accordo secondo cui occupano gli spazi dell’ex Macello, dato che col voto in Consiglio Comunale si è di fatto dato il via all’iter per la sua riqualifica.

Tra chi gioisce (la destra) e chi non è d’accordo (la sinistra), dice la sua anche AIDA (Associazione Idea Autogestione), fondata da Gerri Beretta Piccoli qualche tempo fa. Un’associazione che non nega, anzi evidenzia, attraverso la sua pagina Facebook qualche incontro con le autorità.

Un membro, Bruno Brughera, rivolge una missiva a Michele Bertini.

“Michele, come vanno le cose in Consiglio Comunale si sa benissimo e quindi avendo i numeri potete avanzare come carri armati. Vabbé fa parte delle dinamiche in democrazia che il più forte decide”, si legge.

“Ma il punto focale della discussione è che nessuno in Municipio e tanto meno in Consiglio Comunale vuole esporsi e proporre il riconoscimento dell’autogestione come la possibilità di esperienze autonome da parte di cittadini di persone di uomini e donne - di cui la maggior parte in divenire-. Con la disdetta di fatto rompete quel esile filo che legava le autorità e l’autogestione... rotto quello non ci sarà più traccia per le generazioni future di poter esercitare il diritto di autodeterminarsi in modo autonomo e collettivamente!”, sono le sue accuse. Insomma, pare che, detta così, qualcuno abbia paura a “riconoscere” l’autogestione, un tema da sempre controverso.

“Non credo che si possa andare fieri di questo anche se moltissime persone ti sostengono e si complimentano- purtroppo la non conoscenza e i molti pregiudizi fanno da padroni... basta sentire i vari commenti di molti consiglieri...”, prosegue amaramente. “No Michele, avete perso un’occasione per passare da un filo ad una trama e tessere un nuovo tessuto sociale per la città!”.

Come? “Bastava calarsi sul rapporto di minoranza e accettare l’idea di integrare, magari con degli aggiustamenti, l’esperienza pluridecennale dell’autogestione! Mi dirai che avete provato di tutto per cercare il dialogo, in parte te ne do atto ma non avete mai voluto accettare la realtà della contro parte e avete sempre preteso che si dovessero adeguare alle vostre regole, che possono essere valide per la stragrande maggioranza delle situazioni in cui operate ma non si addicono ad un rapporto con un assemblea! Difatti il CSOA è retto da una dinamica assemblare ed è solo accettando questa logica che potevate intavolare una discussione...”, termina.

Come a dire: dell’autogestione avete capito e accettato poco, per riuscire realmente a comprenderla e ad avere un dialogo avreste dovuto calarvi nella realtà vissuta dai molinari.

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