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Cronaca
11.03.2020 - 16:540
Aggiornamento : 17:32

Coronavirus in Ticino: il Governo ha deciso: "Chiuse le scuole post-obbligatorie"

A partire dalle 16.00 i ministri e il medico cantonale informano l'opinione pubblica

BELLINZONA - Il Consiglio di Stato torna a informare l'opinione pubblica sull'evoluzione dell'emergenza Coronavirus. Il Governo in corpore e il medico cantone parleranno a partire dalle ore 16.30 a Palazzo delle Orsoline nella sala del Gran Consiglio, affinché ministri e giornalisti possano mantenere la distanza sociale. Scuole e frontiere i temi cruciali. A Bellinzona è presente anche Daniel Koch, direttore del BAG, inviato in Ticino da Alain Berset.

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16.21 - Secondo le prime indiscrezioni che circolano con insistenza da Bellinzona, il Governo avrebbe deciso di tenere aperte le scuole dell'obbligo. La conferma definitiva però l'avremo soltanto durante la conferenza stampa

Vitta presenta il giro di vite del Governo

"Siamo al completo come Governo perché annunceremo misure importanti e per rispetto per la popolazione. Siamo qui per affrontare insieme in questo difficile momento. Tutti gli interventi del Governo sono stati presi all'unanimità, così come la strategia che abbiamo implementato sin dall'inizio. Si tratta di misure che limitano la libertà e che incidono sul quotidiano di tutti. Da domani è decretato lo stato di necessità su tutto il territorio cantonale fino al 29 marzo. Per gli over 65 e per chi ha delle patologie croniche di non  accudire minorenni, partecipare a manifestazioni pubbliche o private, utilizzare i trasporti pubblici se non per ragioni di lavoro o mediche, frequentare gli esercizi pubblico. A partire da questa sera a mezzanotte dovranno restare chiusi cinema, teatri, musei, centri fitness, impianti di risalita, locali erotici devono etc.... Sono vietate le attività sportive di gruppo, indipendentemente dal pubblico. È consentita l'attività sportiva individuale. Gli esercizi della ristorazione e del settore alberghiero, potranno rimanere aperte a patto che ospitino al massimo 50 clienti, personale compreso, in uno spazio in grado di poter far rispettare la distanza sociale.  Tutte le altre attività commerciali devono far rispettare la distanza sociale. La polizia cantonale vigilerà affinché queste misure siano applicate.  

Le scuole pubbliche e private post obbligatorie resteranno chiuse, questa misura è stata presa sentito il parere dell'Ufficio federale della salute pubblica. 

Merlani: "128 casi, 27 in ospedale, 11 in cure intense"

"I numeri che stiamo vedendo sono più rapidi di quello che ci aspettavamo. Questa mattina abbiamo registrato 128 casi, abbiamo 11 persone in terapia intensiva e 27 ricoverate in ospedale. Dobbiamo rallentare i contagi. Le misure che mettiamo in atto oggi non avranno un effetto immediato, ci vorranno da 5 a 10 giorni per avere un impatto sulla curva dei contagi".

Daniel Koch: "Non esiste la possibilità che il Ticino venga isolato"

"La Svizzera non vuole arrivare alla situazione dell'Italia con il sistema sanitario al collasso. Parlo della Svizzera e non del Canton Ticino. Lo voglio dire nel modo più chiaro possibile: non esiste la possibilità che in Svizzera venga isolata una regione della Svizzera per ragioni frontiere. Il Ticino è più avanti degli altri Cantoni. La Svizzera ha raccomandato per il momento di tenere aperte le scuole dell'obbligo, per fare in modo che i bambini non stiano con i nonni. Vogliamo tenere separate le generazioni. Tutte le misure che il Consiglio di Stato ha deciso di oggi sono concordare con la Confederazione".

Bertoli: "Tenere le scuole dell'obbligo aperte è una misura di carattere sanitario". E bacchetta il dibattito tra medici...

"Per quanto riguarda le scuole dell'obbligo: invito tutti i genitori di pensare agli ospedali. Le scuole dell'obbligo rimangono aperte con l'uncio obbiettivo di evitare i contatti intergenerazionale. Solo per questo motivo le teniamo aperte. Sappiamo che non è facile, sappiamo che c'è molta pressione. Questa è una misura di carattere sanitaria e non scolastica. Chiedo ai municipi di non prendere decisioni diverse. Dobbiamo remare tutti dalla stessa parte. Sappiamo che ci sono opinioni diverse espresse dal mondo sanitario. È deprecabile questo dibattito tra scienziati,  fatto sui media è nefasto perché disorienta la popolazione". 

Gobbi: "Berna non vuole chiudere le frontiere"


"La variante della chiusura totale delle frontiere non è stata accettata dell'autorità federale. Per questo abbiamo chiesto al Consiglio federale l'applicazione dell'articolo 41 della legge sulle epidemie che consentirebbe controlli sanitari all'entrata, previste anche ulteriori misure di limitazione dell'immigrazione. Al momento l'autorità cantonale non può rilasciare nuovi permessi d'entrata".

 

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