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Cronaca
18.12.2020 - 18:140

"Le decisioni di Berna ci soddisfano, avevamo chiesto di intervenire tempestivamente".

Confermate le misure del Consiglio Federale. I comprensori sciistici restano aperti. Vitta invita i ticinesi a consumare d'asporto. Gobbi: "Il Governo ha tenuto il passo"

BELLINZONA - A stretto giro di posta dopo quella di Berna arriva la conferenza stampa del Consiglio di Stato ticinese. Presenti Norman Gobbi, Presidente del Consiglio di Stato, Raffaele De Rosa, Direttore del Dipartimento della sanità e della socialità e Christian Vitta, Direttore del Dipartimento delle finanze e dell'economia.

Gobbi: "Misure più strette rispetto a Berna"

"Dopo le comunicazioni del Consiglio Federale sulle misure decretate oggi e da applicare dal 22 ringrazio i colleghi che sono con me. La situazione è sempre critica, anche se al venerdì abbiamo avuto il minor dato di contagi, quando di solito era il più alto. Ma la notizia non può lasciarci tranquilli, anche se potrebbe essere un preludio degli effetti delle misure, prima cantonale con la riduzione degli orari di chiusura di bar e ristoranti e poi con l'allineamento di Berna. Purtroppo non è sufficiente e la stagnazione delle ultime settimane, con un aumento settimana scorsa, ci preoccupa e ha bisogno altre misure".

"Siamo pronti a prendere misure. Ne abbiamo discusso mercoledì, nell'ottica di decidere oggi. Stamattina abbiamo ipotizzati alcuni scenari in attesa delle scelte federali, per non avere cacofonia, decidendo magari mercoledì per dover cambiare. Abbiamo visto un disallineamento tra le comunicazioni, che non ha aiutato la comprensione delle misure: bisogna essere chiari nella comunicazione e allineati, per affrontare questo periodo decisivo, con la frenesia di chi non ha ancora finito gli acquisti di Natale e la tranquillità con un periodo che ci richiama a essere fermi e prudenti, oltre che a ricercare gli affetti".

"Abbiamo preso atto delle decisioni di Berna, anche se alcuni punti saranno da chiarire, penso agli aiuti, per la ristorazione e l'albergheria che saranno colpiti e anche per le attività sportive e del tempo libero".

"Ci allineiamo quanto deciso dalla Confederazione e confermiamo le misure più restrittive con delle eccezioni per i giorni delle festività natalizie".

"Assembramenti vietati per più di 5 persone, nei luoghi pubblici, più restrittiva di quella federale, ma confermata. Le riunioni a casa possono essere di 5 persone, ancora come adesso. Ma il 24, il 25, il 26, il 31 e il 1o gennaio potranno esserci al massimo 10 persone, ci allineiamo a Berna aumentando la capacità e riconoscendo il bisogno delle famiglie di riunirsi".

"Restano possibili le riunioni e le assemblee politiche. Le celebrazioni religiose possono avvenire con al massimo 30 persone, misura più restrittiva di Berna. Ma per le celebrazioni del 24 e 25 dicembre è consentita una partecipazione fino a 50 persone con il rispetto delle misure".

"Anche i locali erotici e notturni devono restare chiusi, è vietato l'esercizio della prostituizione".

"Il 6 gennaio i negozi e le strutture pubbliche devono restare chiusi".

"Ai gestori dei negozi e centri commerciali è ribadito l'obbligo di rispettare i piani di protezione che saranno più stringenti, soprattutto a livello di numero di persone che potranno essere all'interno, come deciso da Berna".

"Raccomandazione e obbligo di mantenere la mascherina se non ci sono le distanze".

"Sconsigliato a chi ha patologie pregresse di frequentare luoghi con tanta gente, pensiamo per esempio ai centri commerciali. Chiediamo a chi è a rischio di andare nei negozi e anche negli alimentari nella fascia mattutina, fino alle 10, semmai di far uso degli aiuti di chi garantisce le consegne a domicilio, come comuni e associazioni. Chi vuole o deve viaggiare resta attiva l'hotline cantonale".

"Le disposizioni entrano in vigore martedì 22 dicembre sino al 22 gennaio".

"Chiediamo a tutti di essere prudenti su più fronti. Nell'ambito degli acquisti natalizi, pianificandoli per tempo, evitando l'ultimo momento. Anche nelle attività all'aperto, che è ammessa, ma non esente da rischi".

"Pensando alla protezione della popolazione, con regimi di apertura e chiusura attorno a noi, come l'Italia, abbiamo deciso di chiedere all'autorità federali la chiusura dei valichi secondari per poter meglio controllare i principali. In Italia ci saranno delle limitazioni che da noi sono impensabili, numerosi cittadini italiani sono venuti da noi a godere delle nostre libertà: d'altro canto, devono garantire anche il rispetto del paese dove arrivano".

"Sottolineo l'impegno di tutti noi Consiglieri di Stato, con le riunioni straordinarie oltre agli impegni dei dipartimenti. Lo abbiamo fatto rispettando tutte le sensibilità. Ringraziamo i nostri collaboratori e il Dottor Merlani per ringraziare tutti gli operativi al fronte. Il Governo è riuscito a tenere il passo e il gioco di squadra, è il nostro compito, ringrazio dunque i miei colleghi, abbiamo lavorato insieme e per voi per proteggere la popolazione e mantenere un equilibrio fra le varie necessità".

"Per i comprensori sciistici avevamo chiesto criteri oggettivi per evitare mobilità. Abbiamo chiesto ai nostri comprensori di privilegiare i clienti locali e di ridurre la capacità. Vorremmo anche maggior presenza sulle piste di pattugliatori, perchè se qualcuno si fa male ha bisogno di un ricovero, per cui serve sensibilizzazione. Stanno camminando sulle uove, che rischiano di rompersi". 

De Rosa: "Eravamo pronti a misure più drastiche se Berna non agisce"

"Abbiamo preso atto delle decisioni di Berna e discusso sulle misure in particolare in funzione della situazione epidemiologica. La tendenza alla crescita dei contagi è stabilizzata, anche se negli ultimi giorni si sono visti i risultati delle misure. Tutto ciò mette pressione comunque sul personale impegnato al fronte. Dobbiamo ricordare che in totale, rispetto alla prima ondata di marzo, abbiamo avuto più ospedalizzati, addirittura un terzo in più. Questo dimostra quanto questa seconda ondata sia più lunga e c'è stanchezza negli operatori sanitari e nella popolazione: chiediamo di tenere alta la guardia in un periodo intenso, di mettere in campo le misure che permettano di ridurre contagi e ospedalizzazioni, che sono molto elevati. Dobbiamo scendere nei contagi e nei ricoveri".

"L'occasione che si presenta nel periodo delle festività, che porta a un rallentamento della società, va volta per frenare la diffusione del virus. È importante perchè il sistema sanitario deve garantire le cure anche ai non malati Covid e la qualità delle stesse".

"Le decisioni odierne di Berna ci soddisfano. Avevamo chiesto di intervenire tempestivamente. Se il Consiglio Federale non si fosse mosso eravamo pronti a mettere provvedimenti più restrittivi. Non si deve inventare nulla, abbiamo visto l'efficacia delle misure applicati nei Cantoni romandi e quando deciso oggi è andato in quella direzione".

"Si tratta ora di continuare e seguire la situazione per vedere l'impatto delle misure. Il Consiglio Federale è pronto a inasprire ancora se non ci sono miglioramenti. Sappiamo che stiamo chiedendo molto, da tante settimane, e ringrazio tutti i cittadini, augurando che nel rallentare per le festività possiamo trovare la quiete propria di questo periodo. Invitiamo a rimanere a casa e ridurre i contatti, per ridurre la circolazione del virus. Sarà un Natale diverso ma non per questo meno sentito, abbiamo imparato a stare vicini pur mantenendo le distanze".

"Servirebbe un approccio intercantonale, noi avevamo chiesto federale, per evitare che la chiusura degli impianti sciistici di un Cabtone causi mobilità. Fare sport e stare all'area aperta fa bene, anche alla salute mentale. Muoversi all'aria aperta, dove non ci sono contatti stretti, fa bene e dunque è importante poter praticare con prudenza, è un appello, gli sport invernali. Un altro pensiero che abbiamo avuto è stato che pur chiudendo gli impianti abbiamo visto attività fuori pista e incontrollate, come nel Canton Uri. È una considerazione che abbiamo discusso, un'eventuale chiusura rischiava di spostare persone fuori da ambiti sicuri ad altri meno controllati".

Vitta: "Consumate d'asporto. Ecco gli aiuti"

"La situazione economica è difficile, in molti vivono una situazione delicata, con incertezza e paura. Costantemente come Governo definiamo e mettiamo in atto una serie di sostegni che possono servire a dare sollievo e sostegno alle attività economiche del Cantone, soprattutto a chi sta risentendo delle misure prese a tutela della salute collettiva".

"In questi giorni a livello federale sono stati potenziati gli strumenti di aiuto. Oggi abbiamo in funzione le indennità di lavoro ridotto, con estensioni mirate, prima di tutto quella della riscossione a 18 mesi, con la richiesta semplicificata, l'allargamento anche a chi ha un contratto a tempo indeterminato, adesso anche a contratti determinati e apprendisti, l'azzeramento del tempo di attesa e la concessione del 100% dello stipendio. È la misura più usata, sono stati erogati in Ticino 600 milioni di franchi".

"Un altro strumento importante è quello dell'indennità per perdita di guadagno, per chi deve interrompere o limitare l'attività a causa di misure per contrastare il Covid. Anche chi ha una posizione di chi è assimilabile al datore di lavoro, il dipendente-titolare, può avere aiuti. È stata ridotta la percentuale della riduzione della cifra d'affari. Abbiamo erogato oltre 100 milioni di franchi con questa indennità".

"Ci sono altri strumenti, per sport, cultura e media. Oggi a Berna si è detto che ci saranno nuove misure messe in consultazioni a breve. Non sappiamo quali saranno, ci attendiamo da Berna che definisca a breve in maniera concrete ulteriori misure e che sia concretamente a fianco dei settori più colpiti e dei Cantoni che sono al fronte. Abbiamo chiesto la riattivazione dei prestiti Covid, come Ticino, come altre misure, che ci attendiamo siano prese a breve".

"Avremo oltre 75 milioni di franchi per i casi di rigore, con una trentina a carico nostro. Abbiamo allargato la cerchia dei settori, compresa la ristorazione. Vi diremo di più settimana prossime. Le forme di aiuto previste saranno di due modalità, la fidejussione e il contributo a fondo perso. I beneficiari potranno scegliere che cosa utilizzare. Sono aiuti come partecipazione alla copertura dei costi fissi, come affitti, ammortamenti eccetera, mentre la parte legata a salari e stipendi viene coperta dagli strumenti già citati".

"Oggi l'Assemblea Federale ha approvato le modifiche sulla legge Covid. Con il quadro definitivo della legge possiamo chiudere il messaggio, lo presenteremo ai media e al Parlamento, che dovrà dare evasione al messaggio trattandolo e discutendolo".

"Il settore della ristorazione, oggi colpito in modo importante, mantiene un'attività, ridotta, dei servizi d'asporto. Pensando alle imminenti festività natalizie tutti abbiamo un impegno morale di dover usufruire di questi servizi, sarebbe un bel gesto di solidarietà verso chi è stato colpito. Da oggi è attiva sul sito Vivi il tuo Ticino, che aveva promosso beni e sconto, una nuova pagina dedicata ai ristoranti, i ristoratori che applicano l'asporto possono compilare l'apposito formulario per avere visibilità, così i cittadini potranno trovare le informazioni per procedere alle comande".

"Qualcuno ha detto che ci sono due giorni all'anno in cui non si può far niente, domani e ieri. Oggi è il giorno giusto per fare, ben si coniuga con la situazione. Dobbiamo agire con consapevolezza e responsabilità, perseverare e credere negli sforzi. Ogni gesto e azione di oggi influirà sul domani nostro e della collettività. Occorre continuare con costanza per tutelare la salute collettiva, l'obiettivo comune. Tutti devono rispettare scrupolosamente le misure d'igiene, ci permetterà di uscire prima dall'ondata pandemica".

 

 

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