Economia
26.02.2021 - 09:410

In Ticino l'occupazione è diminuita del 4,4%. In Svizzera la contrazione è dello 0,4%

Per quanto concerne il quarto trimestre 2020, l'occupazione in calo per la terza volta consecutiva. A risentirne di più sono il settore alberghiero e dei ristoranti, crescono sanità e commercio al dettaglio

BERNA - Nel quarto trimestre 2020 l’occupazione complessiva (numero di posti) è calata dello 0,4% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente (+0,1% rispetto al trimestre precedente). L’occupazione femminile ha segnato una flessione dello 0,6%, mentre quella maschile dello 0,3%. Nello stesso periodo, anche le cifre occupazionali convertite in equivalenti a tempo pieno sono diminuite dello 0,4%. Sulla piazza economica svizzera sono stati contati 12'600 posti liberi in meno rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente (–16,1%), e l’indicatore delle prospettive d’impiego tende al ribasso (–2,4%). Questo è quanto emerge dagli ultimi risultati dell’Ufficio federale di statistica (UST).

Secondo la statistica dell’impiego, nel quarto trimestre 2020 in Svizzera si contavano nel complesso 5,135 milioni di impieghi nei settori secondario e terziario, pari a una contrazione dello 0,4% (–23 000 posti) su base annua. L’occupazione a tempo pieno è calata sia nel settore secondario (industria e costruzioni) che nel terziario (servizi), rispettivamente dell’1,2% (–13 000 posti) e dello 0,2% (–10 000 posti). L’occupazione tra le donne ha subito una flessione dello 0,6% (–14 000 posti), tra gli uomini è stata osservata una contrazione dello 0,3% (–9000 posti).

Calcolata al netto delle variazioni stagionali, l’occupazione totale ha segnato un incremento dello 0,1% rispetto al trimestre precedente (+6000 posti). Mentre nel settore terziario è aumentata dello 0,4% (+14 000), in quello secondario si è ridotta dello 0,3% (–3000). Espresso in equivalenti a tempo pieno, il volume di impieghi ammonta complessivamente a 3,995 milioni di posti (–0,4% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente); l’occupazione è calata sia nel secondario (–12 000 unità; –1,2%) sia nel terziario (–4000 unità; –0,1%).

Marcato calo nel settore secondario, nella ristorazione e nel lavoro interinale

Nel settore secondario la crescita dell’occupazione è diminuita sia nella sezione «attività manifatturiere» (–8000 posti; –1,2%) sia in quella delle «costruzioni» (–6000 posti; –1,6%). Il settore terziario si è sviluppato diversamente a seconda della sezione: continuano a risentire fortemente delle conseguenze della pandemia di COVID-19 la sezione «alberghi e ristoranti» (–41 000; –15,2%) e il ramo «attività di ricerca, selezione e fornitura di personale» (–10 000; –7,8%). Invece, dove si è registrata una crescita è stato tra l’altro nella sezione «sanità e assistenza sociale» (+21 000; +2,8%) e nel ramo «commercio al dettaglio» (+7000; +2,3%).

Situazione occupazionale variabile a seconda delle regioni e dei settori

Nel quarto trimestre 2020 l’occupazione complessiva presentava un andamento al ribasso in quasi tutte le Grandi Regioni: su base annua, è aumentata solo nella Svizzera orientale (+0,8%), mentre è calata in tutte le altre Grandi Regioni, in particolare in Ticino (–4,4%). Solo nella Regione del Lemano gli impieghi sono risultati in aumento nel settore secondario (+1,5%). Nelle rimanenti Grandi Regioni, invece, sono stati osservati cali compresi tra l’1,0% (Svizzera nordoccidentale e Svizzera centrale) e il 2,5% (Espace Mittelland). Il settore terziario ha registrato una crescita degli impieghi nell’Espace Mittelland (+0,6%) e nella Svizzera orientale (+1,7%). 

Numero di posti liberi in continuo calo 

Sulla piazza economica svizzera sono stati contati 12 600 posti liberi in meno rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente (–16,1%). Il numero di posti liberi è diminuito sia nel settore secondario (–15,3%) sia in quello terziario (–16,4%). Il tasso totale di posti liberi è pari all’1,3%, in particolare 1,3% nel settore secondario e 1,2% nel terziario.

Prospettive d’impiego negative

Nel quarto trimestre 2020 le imprese che intendevano mantenere stabile il proprio organico nel trimestre successivo rappresentavano il 72,2% dell’occupazione totale (uguale al 72,2% nello stesso periodo dell’anno precedente). Le imprese che prevedevano di aumentare gli effettivi rappresentavano l’8,5% degli impieghi (9,9% nello stesso trimestre dell’anno precedente), quelle che prevedevano di ridurli il 7,1% (contro il 4,2% nello stesso trimestre dell’anno precedente). La quota delle imprese che non si sono pronunciate in merito si attesta al 12,1% sulle 18 000 intervistate (13,7% nello stesso periodo dell’anno precedente).

L’indicatore delle prospettive d’impiego calcolato in base a tali dati è lievemente calato rispetto all’anno precedente (1,01; –2,4%). L’indicatore raggiunge un record negativo nel ramo degli alberghi e ristoranti (0,89; –10,9%), nel quale nemmeno il trimestre successivo lascia presumere cifre in rialzo.

Minori difficoltà nel reclutamento di personale qualificato 

Le difficoltà nel reclutamento di personale qualificato sono diminuite rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente (28,2%; –3,9 punti percentuali). Ciò dipende dal fatto che è stato più facile occupare i posti liberi, ma anche che la ricerca di personale è stata inferiore.

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