Sanità
10.04.2017 - 13:000
Aggiornamento : 19.06.2018 - 15:43

Cardiocentro, l'Associazione per la difesa del servizio pubblico: "se non fosse stato per la politica restrittiva del Governo, sarebbe già dell'EOC"

In una nota, viene espressa preoccupazione per la presa di posizione di Giorgio Giudici. "Solo l'integrazione con l'Ente Ospedaliero Cantonale può garantire un futuro, nell'interesse pubblico"

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LUGANO – Il Cardiocentro deve essere incorporato nell’EOC, come stabilito. L'Associazione per la difesa del servizio pubblico è preoccupata dopo le esternazioni di Giudici, che proponeva un mix di pubblico e privato per il centro cantonale di cardiologia luganese.

“Se non ci fosse stata una politica restrittiva del CdS, che privilegiava gli aspetti finanziari alla soluzione dei problemi, la nascita di un servizio di cardiologia non avrebbe incontrato nessun ostacolo. L'EOC se ne sarebbe occupato egregiamente, come ha fatto con tutte le altre discipline”, si legge in una nota, dunque non tenera con il Consiglio di Stato. Ripercorrendo la nascita del Cardiocentro, si dice che “con un messaggio del giugno 1995, il Consiglio di Stato proponeva l'istituzione di un servizio cantonale di cardiologia” ma che poi “con la presentazione delle Linee direttive e del Piano finanziario dello Stato  per il quadriennio 1996-1999, il Consiglio di Stato adottò una serie di misure di risparmio. Con altri progetti, cadde anche il Servizio cantonale di cardiologia (il CdS ritirò il messaggio nel dicembre 1995)”. Con una donazione nacque in seguito la Fondazione, e il Cardiocentro fu costruito su un sedime appartenente all’EOC, però dopo 25 anni la Fondazione stessa deve essere sciolta e il patrimonio devoluto all’EOC, con tutte le attrezzature.

Il termine si avvicina, e Giorgio Giudici ha proposto una soluzione diversa, che non piace per nulla all’Associazione per la difesa del servizio pubblico. Essa riconosce come il lavoro svolto dal Cardiocentro sia stato senza dubbio positivo, ma che “i tempi e le condizioni sono mutati, per cui questa struttura può essere adeguatamente incorporata nell’ente pubblico, anche considerando l’esito della recente votazione popolare sull’EOC (che di fatto ha bocciato la partnership fra pubblico e privato, ndr)”.

L’invito è dunque che “gli enti e le Autorità coinvolte in questa importante questione sappiamo rispettare gli accordi presi, anche per  sottrarre il CCT da eventuali appetiti di gruppi o enti speculativi.  Solo l'integrazione del Cardiocentro nell'EOC può infatti garantire, in futuro, che lo stesso possa continuare a svolgere un servizio importante per la popolazione ticinese e privilegiare l'interesse pubblico”. Tenendo conto, appunto, che l’EOC non è divenuto “proprietario” del Cardiocentro proprio per decisioni economiche da parte del Governo.



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