Estero
08.12.2016 - 17:000
Aggiornamento : 19.06.2018 - 15:43

Proteste formali, chiusure mattutine e serali, ristorni: quando una rapina fa (ri)litigare Ticino e Italia

Il sindaco di Lavena Ponte Tresa ha alzato i toni dopo i blocchi della Polizia e delle Guardie di Confine per cercare i malviventi di Monteggio. E Bignasca, Quadri e Pantani non gliele hanno mandate a dire...

BELLINZONA - La tentata rapina alla filiale Raiffeisen di Monteggio ha lasciato pesanti strascichi. Non nella refurtiva, perché come si ricorderà i malviventi sono stati messi in fuga dall'azione tempestiva degli impiegati, e neppure per i due ladri, ancora in fuga (mentre è stata ritrovata la loro auto). I blocchi di Polizia e Guardie di Confine sono stati la causa di una nuova polemica fra Ticino, in particolare i leghisti, e Italia. Il tutto è partito quando il sindaco di Lavena Ponte Tresa, Massimo Mastromarino, ha alzato i toni, parlando di 5mila persone sequestrate, visto che il valico per alcune ore è rimasto chiuso ai veicoli. Il giorno dopo si è addirittura rivolto alla Prefettura di Varese, chiedendo che si faccia promotrice di una protesta formale contro la Svizzera. Non sono mancati i commenti social di Boris Bignasca e dei due Consiglieri Nazionali leghisti. Il deputato si è chiesto: «Praticamente per far contento il sindaco di Lavena Ponte Tresa, dovremmo far scappare tutti i malviventi che varcano il confine e commettono reati?! E questo sarebbe un sindaco che tutela la sicurezza dei propri cittadini??». Ancor più duro Lorenzo Quadri, che ha minacciato una chiusura dei valichi, ma al mattino. «Questo signor Mastromarino ha proprio perso la trebisonda. È evidente che le esigenze di sicurezza del Ticino, in casa nostra, hanno la priorità, e costui non ha alcuna facoltà di metterci becco. Sequestro di persona? Frontalieri ostaggio dei ticinesi (sottointeso: razzisti)? Ma non facciamo ridere i polli! Primo: e come la mettiamo le migliaia di ticinesi che tutti i giorni si trovano ostaggio della viabilità bloccata dall'invasione di frontalieri che entrano quotidianamente in Ticino uno per macchina? Niente da dire al proposito? Anche tanti lavoratori ticinesi si alzano alle 5 perché devono trascorrere ore in colonna nelle nostre strade ed autostrade intasate da targhe azzurre. Secondo: caro sciur sindic, se non ti sta bene che i frontalieri debbano sottostare, in Ticino, alle decisioni delle autorità ticinesi, non hai - assieme agli altri politicanti tuoi connazionali - che da creare posti di lavoro in Italia, di modo che quasi 65mila tuoi connazionali non debbano ogni giorno varcare il confine per lavorare in Ticino, generando - oltre al collasso viario di cui sopra - sostituzione e dumping salariale a danno dei lavoratori residenti. Terzo: si può comunque concordare sul fatto che non è stata una grande idea chiudere le frontiere alle 6 di sera col risultato di non far uscire i frontalieri dal Ticino. La prossima volta le si chiuderà alle 7 di mattina per non farli entrare. Magari il signor sindaco di Lavena Ponte Tresa apprezzerà di più», è il suo lungo messaggio. Rincarato da un altro il giorno seguente: «Il signore insiste, in sprezzo del ridicolo. Costui pretende di dettare gli ordini in Ticino, ma non ha capito da che parte sorge il sole. Chieda lui scusa al Ticino per le sue sbroccate, visto che senza il nostro Cantone tanti suoi compaesani non avrebbero la pagnotta. E chieda anche scusa per tutti i ticinesi quotidianamente ostaggio delle strade intasate da targhe azzurre. E se non si scusa, cominciamo a ri-bloccare i ristorni delle imposte dei frontalieri, così avrà un motivo concreto per lamentarsi. E magari decidiamo una bella chiusura dimostrativa delle dogane, ma (come detto nel precedente) alle 7 di mattina». Roberta Pantani invece ha utilizzato l'assist per riprendere il tema della chiusura ai valichi secondari (anche se, ribadisce, Ponte Tresa non lo è). «Bene, tanto per tranquillizzare il Sindaco di Lavena-Ponte Tresa, comunico che proprio oggi ho depositato una domanda al Consiglio federale, con la quale chiedo perché mai, quasi alla scadenza del termine, non si è ancora proceduto alla chiusura notturna dei valichi secondari. Attendo risposta lunedì prossimo in Consiglio Nazionale, (anche se - per già tranquillizzare il cui sopra - quello di Ponte Tresa non entrava in gioco, perché non secondario...) e insieme a me l'attendono vari cittadini che hanno promosso petizioni e azioni, in particolare quelli di Pedrinate, di Novazzano, di Astano e tanti altri, che si sentono davvero minacciati durante la notte nella loro tranquillità e sicurezza. Capito, signor Sindaco di Lavena Ponte Tresa?»
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