Estero
24.08.2020 - 12:000
Aggiornamento : 25.08.2020 - 09:30

Il racconto shock dalla Bielorussia. "Persone picchiate, con gambe spezzate, senza poter vedere per giorni i legali"

Una signora bielorussa residente in Svizzera testimonia di quanto sta succedendo nel suo paese. "Le autorità hanno perso il senso della realtà. Il popolo protesta pacificamente, non è stata rotta nemmeno una vetrina" IMMAGINI FORTI

BIELORUSSIA - La Bielorussia sta vivendo, dopo le elezioni, un momento difficile di rivolte e scontri tra popolo e autorità. Difficile avere notizie, una signora bielorussa residente in Svizzera da anni (Nadia Gotti) ci ha inviato  un pezzo con il racconto, nudo e crudo, di quanto si sta vivendo. Lo riportiamo volentieri nella sua interezza, pubblicando anche le foto che ci ha inviato, provenienti da media locali bierolussi (ATTENZIONE sono immagini forti)

"Lo scontro che negli ultimi giorni si è verificato tra le autorità e il popolo bielorusso ha dimostrato, ancora una volta, che le autorità hanno perso il senso della realtà e che il popolo rappresenta per loro semplicemente un mezzo di sopravvivenza. Le autorità non ritengono opportuno né sanno dialogare con il popolo. Non si può parlare di nessun tipo di democrazia nel Paese perché le autorità attuali non potrebbero sopravvivere in un sistema democratico.

Per loro la politica di terrore e repressione, attuata in URSS negli anni 1937-1938, è la più consona. Considerando la bassa “partecipazione” durante le elezioni nell’ultimo decennio, l’eliminazione di persone scomode per le autorità e la propaganda ideologica molto attiva, nessuno avrebbe previsto le dimensioni e la durezza dello scontro che si è verificato in questa campagna elettorale.

In Bielorussia, a differenza dei Paesi limitrofi, l’energia delle masse non è stata sfruttata da nessun gruppo di oligarchi. Gli avvenimenti di oggi assomigliano davvero alla rivoluzione popolare. Non è lotta per il potere, né per il cambiamento dell’indirizzo politico, ma è lotta per la sopravvivenza del popolo come nazione. A differenza di alcuni Paesi ex-sovietici, la Bielorussia ha tutte le chance per disfarsi di un regime politico disumano e trasformarsi in una repubblica democratica europea con divisione e alternanza del potere e con partiti politici veri.

Come sono le proteste in Bielorussia?

Dal punto di vista legislativo le autorità hanno fatto tutto il possibile affinché nel Paese non ci fossero né manifestazioni, né proteste pacifiche. Gli avvenimenti degli ultimi anni hanno dimostrato che anche una riunione di due amici o un picchetto solitario possono essere considerati come una manifestazione non autorizzata. Gli esempi sono tanti. In Bielorussia, da più di 20 anni, per mezzo di multe, manganelli e carceri le autorità hanno fatto passare la voglia ai cittadini di uscire in piazza senza autorizzazione. Numerosi arresti e repressioni avrebbero dovuto intimidire la gente.

Però, questa volta, si è formata una massa critica di intellighenzia che ha fatto da catalizzatore. È apparso qualcosa di più forte della paura. Tutto è successo spontaneamente e senza organizzatori. Organizzare in poche ore più di centinaia dimarce contemporaneamente senza alcuna preparazione è impossibile.

Al momento della stesura dell’articolo, dal 10 al 17 agosto 2020, in molte città bielorusse hanno avuto luogo manifestazioni pacifiche nelle quali hanno partecipato giornalmente decine di migliaia di cittadini. La manifestazione più grande si è svolta il 16 agosto a Minsk. Secondo diverse fonti in essa avrebbero partecipato circa 250 mila persone. Per quanto lo volesse la propaganda, non è stata rotta nemmeno una vetrina, non è stato bruciato nessun edificio, non è stata ribaltata nemmeno una macchina. I manifestanti non hanno causato danni né ai beni municipali, né a quelli dei privati. È quasi incredibile se confrontare con le proteste europee e americane degli ultimi mesi.

Ma le autorità rispondono lanciando granate e sparando con proiettili di gomma. Ci sono stati i casi in cui hanno sparato con i proiettili veri. Picchiano con manganelli, con calci e con tutto ciò che capita sotto mano. Dopo le persone vengono portate nelle carceri e vengono torturate in modo disumano. Centinaia di loro sonoferiti gravemente. Più di 7000 arrestati. Molti finora risultano scomparsi. 

Numerose testimonianze di atti illeciti da parte delle autorità, di torture e maltrattamenti di cittadini pacifici hanno scioccato anche quelli che solo ieri sostenevano la politica di Lukashenko.

Non ci sono dati definitivi circa il numero dei morti. Numerose testimonianze e racconti degli arrestati lasciano senza parole. Le persone venivano picchiate intenzionalmente: manganellate alle ginocchia, al collo, alla testa, alla colonna vertebrale, ai genitali. Secondo quanto riportato dagli arrestati, fiotti di sangue sarebbero usciti dalla bocca, prima gli avrebbero spezzato le gambe e dopo li avrebbero costretti a stare sulle gambe rotte. Le persone venivano impilate una sopra l’altra e gli si saltava addosso, molti se la facevano addosso (letteralmente).  Torturavano tenendo svegli, picchiando di notte i gruppi degli arrestati. Minacciavano con violenze sessuali (i medici dopo aver soccorso alcune di queste persone hanno constatato fra i traumi la rottura dello sfintere anale, del colon retto, una delle ragazze arrestate aveva un’ovaia danneggiata). Alle persone tagliavano i capelli e le facevano spogliare pubblicamente. Agli arrestati scrivevano i numeri sui vestiti, li segnavano con una vernice come “categorie diverse” (ricorda il campo di concentramento?). In aggiunta a tuto loro subivano la tortura della fame e l’assenza dell’acqua. Per gli arrestati si creavano le condizioni per le quali erano costretti a confermare tutto quello che gli chiedevano gli inquirenti.

Non lasciavano entrare gli avvocati degli arrestati, le famiglie per diversi giorni non sapevano dove si trovassero i loro cari.

Ora i bielorussi stessi stanno raccogliendo i fondi per chi ha subito violenza da parte della polizia. I bielorussi hanno costruito il “Fondo di solidarietà” per sostenere le persone che lasciano il pubblico impiego (non eseguono gli ordini criminosi), è stato già costituito il Comitato per l’investigazione sugli atti di tortura. Alle persone offese dalle azioni della polizia viene prestata assistenza da parte dei centri medici privati, psicologi, giuristi e insegnanti. Il settore privato promuove l’occupazione dei cittadini licenziati per disaccordo con il regime politico, la famosa compagnia EPAM Systems apre i corsi formativi gratuiti per la riqualificazione professionale per le persone licenziate.

Tutte le persone si sono unite, si sono dette “non avere paura, sono con te, ti aiuterò”. E nonostante tutto loro continuano a lottare per i propri diritti e libertà in maniera legittima, senza creare caos e disordini, volendo vivere onestamente e liberamente nel proprio Paese. In tutto questo non c’è alcuna minaccia alla “sicurezza dei cittadini”, che serve solo da pretesto per le
autorità e per quello che fanno. A mio avviso, è un esempio unico per la società mondiale.

Io auguro la vittoria ai bielorussi amanti della libertà. La meritano!".

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