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24.05.2018 - 15:490
Aggiornamento 19.06.2018 - 15:43

Di Meghan Markle e di femminismo. L'amore è anche compromesso e rinuncia, il suo non è un passo indietro. Per me libertà è poter scegliere quel che vorrò

In molti si sono scagliati contro l'ormai duchessa, vedendola come un esempio negativo per le donne. Ma perché, mi chiedo? Una donna può fare tutto quel che possono fare gli uomini, dai lavori agli studi, però la vera libertà è poter decidere liberamente a cosa eventualmente dire no per scegliere altro

3 mesi fa Il matrimonio da favola di Harry e Megan. Un sogno collettivo ma alla fine le loro emozioni saranno state quelle di qualunque coppia
BELLINZONA – È passata quasi una settimana dal Royal Wedding tra Harry e Meghan Markle, e ancora si fanno discorsi sul femminismo. Ecco, che cosa vuol dire? Da donna, da romantica, da persona che è capace di passare senza problemi qualche ora del suo sabato davanti alla tv per vedere l’ “I will” di due sconosciuti, quasi commuovendosi, non capisco.

Perché sposare un principe deve essere un passo indietro rispetto alle lotte per l’emancipazione? Perché sposare chiunque lo deve essere? Ho letto, ripeto: si parla di diritto alla carriera, di ambizioni, di chi cerca lo scapolo d’oro per le figlie. 

Parlo da giovane donna, anche se mi riesce più facile ritenermi ancora una ragazza. Ho un lavoro che amo, per fortuna. Ho una persona a fianco, che chissà se sarà quella della mia vita oppure no. Sogno un futuro, come tanti. Voli pindarici e balzi nella realtà, domande e angosce. Quando sarà il momento, si vedrà. Sono cresciuta con la mentalità che la vita di una donna non deve più per forza dipendere da un uomo, che ci si possa autostostentare e bastare, psicologicamente e economicamente. Tra l’altro, ora non è più necessario neppure il partner per avere figli.

Sono cresciuta sapendo che una donna può fare tutto come un uomo, dallo scegliere una professione maschile a studiare e scalare le vette. Non è il sesso a fare la differenza ma la preparazione e l’impegno, a volte anche il talento.

So di poter fare qualunque cosa, mi sono scelta la professione che sognavo. Però questo vuol dire che, teoricamente, potrò fermarmi, sposarmi, decidere di mettere al mondo una numerosa prole, fare la casalinga, non disperata ma felice. Le donne possono, non devono. Dove sarebbe la libertà in un mondo dove per forza una ragazza debba ambire alle vette?

Una donna deve poter scegliere, anche se questo comporta un passo indietro. Non so come sarà il mio futuro, anche se vorrei avere la sfera di cristallo. Mi piacerebbe continuare a lavorare, certo, perché il giornalismo fa parte di me. Però so che se un domani la mia scelta sarà quella di sposarmi e di avere una famiglia, dovrò rinunciare a qualcosa per l’uomo che mi sarà a fianco. Fosse anche solo la spensieratezza quasi adolescenziale, le uscite, la lavatrice fatta da mamma. E allora? La vita e l’amore, dopo tutto, sono compromessi, lo sappiamo.

E qui arrivo a Meghan Marlke. Probabilmente non ha scelto di innamorarsi del principe. È successo. Se fosse accaduto anche in caso lui fosse stato povero, non lo so. Lui l’ha chiesta in moglie, lei ha accettato. Ha dovuto dire addio alla sua carriera, ai suoi profili social, anche a smaltare le unghie. L’ha fatto, l’ha deciso lei. Non ho visto pistole puntate alla tempia. Se tutto questo fosse stato troppo pesante, troppo rispetto alla forza dell’amore che provava per lui, avrebbe potuto scappare. Avrebbe suscitato uno scandalo, è vero, ma sarebbe sopravvissuta.

Allora, dove sta il passo indietro? Dov’è il femminismo dimenticato? Che le regole di vita dei Windsor siano incomprensibili per noi comuni mortali, ci sta. Però tutto il resto è eccessivo. Meghan è una giovane donna che ha realizzato il suo talento, ha espresso le sue opinioni, si è fatta valere, e poi ha deciso per l’amore, per unirsi a un uomo, prendendosi tutto di lui, non solo materialmente. Lo trovo un esempio di scelta. Puoi essere scienziata o principessa, casalinga o moglie, operaia o professoressa. Basta che tu sia quello che vuoi essere.

Per me, la libertà è questa. Non dover per forza risultare emancipata: agli occhi di chi, poi? Portare i pantaloni e gridare ai quattro venti l’indipendenza della donna è la cosa giusta? Per chi lo desidera, sì. Non per tutti. Se qualcuna ha un talento, però decide di fare una scelta diversa per un uomo, per una causa, per semplice mentalità, deve poterla fare. Si potrà dire “peccato”, ma la sua decisione andrà rispettata.

Non è femminismo, non è libertà, per restare a casa Windsor, far sposare a qualcuno una donna che non si ama, causando infelicità a tutti. Pensiamo a Carlo e Diana. Quel che fa felice, è giusto, è maschile e femminile, dunque anche femminista. Un domani voglio poter decidere da donna e da persona, la carriera, la famiglia, le rinunce, i compromessi, quel che vorrò: a quel punto, mi riterrò libera. Come lo è stata Meghan quando ha detto “I will”.

Tutto il resto, per me, non è femminismo ma propaganda. 

Paola Bernasconi
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