Politica
31.08.2015 - 11:310
Aggiornamento : 19.06.2018 - 15:43

Orlando Del Don torna a sparare: «Fonio, potevi risparmiarci la tua spocchia»

Orlando Del Don insiste: «giocate anche contro disoccupati, gente in assistenza, malati e invalidi, anziani che muoiono soli, e contro chi non ha più speranze nel futuro».

BELLINZONA - Quando da una partita di calcio la polemica rotola proprio come un pallone e si ingrandisce man mano... . La squadra del Gran Consiglio ha affrontato ieri a Losone una selezione composta da richiedenti l'asilo, e l'evento aveva scatenato le ire di Orlando Del Don, ex capogruppo proprio dell'UDC. Giorgio Fonio gli aveva risposto piccato, dicendo che la partita si svolge nel tempo libero dei parlamentari e aveva affermato di essere nauseato da chi «sta basando la propria campagna elettorale sulla pelle delle persone». Oggi Orlando Del Don, attraverso il suo profilo Facebook, ha ribattuto nuovamente. «Mi ripeto, ha parlato il primo della classe! Fonio si squalifica da solo con questa presa di posizione. A conferma e riprova di quanto ho sostenuto e detto: politica-spettacolo finalizzata alla disperata ricerca di consenso e vuoto a perdere per quanto riguarda l'impegno politico serio» - scrive - ripetendo la tesi secondo cui la partita aveva uno scopo elettorale. «Vedere poi negli avversari politici - come praticato nella fattispecie da Fonio - le proprie intenzioni e cercare di girare la frittata e attribuirla agli altri è semplicemente patetico e puerile. Visto però che egli insiste compiacendosi delle sue performance in ambito della politica-spettacolo mi sento di dire ancora due parole». Se il calcio, dunque, è integrazione e solidarietà, secondo Del Don «sarebbero magari da prendere in considerazione forse anche altri casi umani con le partite domenicali, categorie sociali dimenticate e che non sono da meno, meritando tutta la sua e altrui attenzione», ovvero, per esempio, «i disoccupati, quelli che fanno fatica ad arrivare alla fine del mese, quelli che sono in assistenza, tutti coloro che si disperano perché malati e invalidi, per non dimenticare poi quelli che hanno subito torti e vessazioni dalla giustizia e dallo Stato, i giovani che non riescono a terminare gli studi, quelli che si ammazzano di lavoro e non riescono a mettere da parte un franco, come pure tutti quelli che sono in burn out, quelli che non hanno più fiducia nel prossimo, quelli che non hanno più futuro, le persone abbandonate e sole, i nostri anziani che muoiono soli e abbandonati in appartamenti anonimi, i giovani che hanno subito violenze e abusi, ecc. Devo continuare?» «Fonio, hai perso un'altra occasione per stare zitto e per risparmiarci la tua prosopopea e la tua spocchia», conclude pepato lo psichiatra.
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