Politica
16.11.2015 - 14:510
Aggiornamento : 19.06.2018 - 15:43

Ecco "Noi". «Faremo politica in modo nuovo, sul modello del Movimento Cinque Stelle»

Savoia presenta "Noi". «La nostra militanza non è antitetica con quella nei Verdi, ma vogliamo fungere anche da pungolo, affinché rispettino il programma di legislatura. Sarà la nostra rete a decidere se saremo un nuovo partito»

BELLINZONA - Un nuovo modo di fare politica, ma senza essere un partito, almeno per ora. Questa è in sintesi la volontà di "Noi", che si è ufficialmente presentata oggi con una conferenza stampa. Sergio Savoia ci spiega le finalità del nuovo gruppo. «Vi saranno tre ambiti di azioni. Il primo sarà la costruzione e il consolidamento di una rete di persone che fanno parte dell'associazione dalle quali partire. La società è stata fondata, abbiamo una quarantina di aderenti, e va fatta crescere. Il secondo ambito sarà l'attività diretta nelle istituzioni, considerando che abbiamo quattro deputati in Gran Consiglio che potranno fungere da cinghia di trasmissione con la rete, magari con iniziative o mozioni che vorranno farci fare. Poi vi sarà l'attività sul territorio, con conferenze e eventi e eventualmente raccolte firme. Stiamo già pensando ad un'iniziativa istituzionale da preparare nei prossimi sei mesi». Ce la può anticipare? «Uno dei temi su cui vogliamo essere attivi è quello delle regole del gioco, quindi come i cittadini possono eleggere i loro rappresentanti senza passare dai partiti, come liberarsi dalla cappa dei partiti e costruire un rapporto col minimo di delega possibile. Si dovrà capire in che modo. Non ce l'abbiamo coi partiti, ci vogliono, ma pensiamo che le istituzioni vadano liberate da esse e che i cittadini possano votare più le persone e meno i partiti, il che può significare molte cose, anche magari il sistema maggioritario. Nei prossimi sei mesi l'obiettivo principale è consolidare la rete e preparare un sistema elettronico per consultare sempre i nostri aderenti. La nostra idea è quella di un'assemblea permanente, sul modello del Movimento Cinque Stelle». A livello politico qual è la vostra posizione? Simile a quella dei Verdi, vero? «Politicamente partiamo dalla riflessione che tutto ciò che è sociale, di targa sia socialdemocratica che cristiano sociale ed anche radicale più tutto quella che è l'eredità ecologica è in perdita di velocità in Ticino. Per noi il motivo è che non ci siano stati rinnovamento e adeguamento di un messaggio giusto a quelle che sono le nuove realtà sociali, e che si devono trovare nuovi contenitori e nuovi contenuti per portare questi temi. L'associazione ha tre parole d'ordine: ambiente, lavoro e solidarietà (piuttosto che competizione). Non consideriamo la nostra militanza in "Noi" antitetica a quella nei Verdi. Riteniamo che con l'andare del tempo si Verdi si allontaneranno da questi temi e che non sapranno attirare nuove adesioni, ma i punti fondamentali sono questi». Per ora non siete un partito. Lo diventerete? «Il nostro approccio è questo: sarà la rete che costruiremo che dirà se ci sarà bisogno di costituire un partito o no. Non è all'ordine del giorno nei prossimi mesi, potrebbe essere uno degli impulsi ma anche no. Non ci presenteremo alle comunali, abbiamo come termine ultimo per decidere se essere o no un partito l'inverno del 2018, quando si dovrà pensare semmai alle cantonali. Sino lì svilupperemo il messaggio e l'organizzazione e abbiamo scelto appositamente di nascere al termine di un anno elettorale. Poi, ovvio, pensiamo di fungere anche da pungolo per i Verdi, per impedire a chi prenderà in mano il partito di dimenticarsi che il gruppo in Parlamento è stato eletto sulla base di impegni ben precisi concordati con i nostri elettori. Non esiste che ora si cambi posizione sui punti come mercato del lavoro, Europa, libera circolazione, e che il gruppo in Gran Consiglio si adegui: il gruppo ha fatto un patto con gli elettori ed è l'unico che rispetterà. Se chi guiderà il partito continuerà con questo programma andrà bene, altrimenti ci sarà una rottura e l'abbiamo detto esplicitamente nell'ultima riunione di gruppo». Come sono al momento i vostri rapporti con i Verdi? «Abbiamo ribadito la fiducia a Maggi, il quale ha detto che il programma non si cambia. Michela Delcò è stata più inafferrabile, in un'intervista mi pare dicesse che il programma non era in dubbio. Vedremo cosa accadrà all'assemblea, a cui andrò come semplice militante. Se si sceglie la revisione dei punti qualificanti non lo accetteremo. Non ci scinderemo noi, bensì loro, perché l'accordo con gli elettori era sottoscritto da tutti i candidati. I nostri obiettivi sono chiari, ovvero fare politica in modo nuovo. Se fra un paio di settimane capissimo che i Verdi vogliono rinnegare le promesse agli elettori il tutto subirebbe un'accelerazione ma non credo succederà». E se fossero ipoteticamente loro a non volervi più? «Cosa fanno, ci espellono? Se lo vogliono fare che lo facciano, io non impongo la mia presenza. Siamo comunque quattro Gran Consiglieri Verdi, la maggioranza del gruppo parlamentare, dunque a livello di gruppo i numeri sono inversi».
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