Politica
28.09.2016 - 12:030
Aggiornamento : 19.06.2018 - 15:43

Bühler, «Michela, non è così. E "Prima i nostri" non l'hanno votata solo gli elettori UDC»

Risponde a Delcò Petralli e sostiene che «dire che dobbiamo arrangiarci a far applicare la legge non va bene! Noi non ci tiriamo indietro ma si dovrebbe lavorare assieme»

LUGANO - All'UDC, e ad Alain Bühler in particolare, la presa di posizione via Facebook di Michela Delcò Petralli, che ha specificato come alcune misure che i democentristi stanno provvedendo a proporre per applicare "Prima i nostri" siano in realtà già state promosse dai Verdi, non piace. «E adesso si gioca a chi ci è arrivato prima? Poverina...", commenta il consigliere comunale di Lugano, sempre via social. Non conta, scrive poi, chi arriva primo, e non è solo l'UDC a dover applicare quella che ora è la volontà del popolo. «"Poverina perché Delcò-Petralli che si erge a salvatrice della Patria dimentica che il modello di Ginevra è arrivato in Ticino grazie ad una mozione UDC del mese di settembre del lontano 2012 (Marco Chiesa)», prosegue, linkando la mozione del 2012 dell'attuale Consigliere Nazionali, firmata anche da Del Don, Filippini e Mellini. Ma per Bühler, in realtà, il discorso è un altro. «56'101 cittadini ticinesi hanno espresso la chiara volontà di attuare il principio della preferenza indigena in Ticino, in modo generale ed obbligatorio. Per quanto attiene al settore privato bisognerà chinarsi su una legge di applicazione e l’UDC non si tira di certo indietro. Ma sul settore pubblico bisogna fare di più e soprattutto subito, delle scartoffie sui tavoli delle commissioni i ticinesi non se ne fanno nulla. In questo caso è il Consiglio di Stato che è chiamato ad agire quanto prima». La preferenza indigena nell'Amministrazione e negli enti parapubblici e sussidiati «sarebbe un grandissimo passo per iniziare, nel mentre si lavora all’applicazione in toto dei dettami costituzionali iscritti dal Popolo nella Magna Carta cantonale». «Ricordatevi di una cosa, qui non si tratta più di un’iniziativa UDC ma della volontà del Popolo espressa con il 58% delle preferenze», continua Alain Bühler. «A meno che non attribuiate tutto questo solo al nostro elettorato, il che ci renderebbe il partito di maggioranza assoluta, non dovreste mancare di rispetto ai vostri elettori lavandovene le mani. Frasi come “arrangiatevi” e “che se la sbrighino loro a trovare una soluzione” non fanno onore a chi è chiamato a rappresentare i cittadini a livello politico. Il Cittadino ha nuovamente e apertamente dichiarato che cosa vuole, ora la politica deve muoversi in quella direzione. Meglio ancora se tutti assieme».
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