Politica
15.12.2016 - 13:450
Aggiornamento : 19.06.2018 - 15:43

Va in scena il «teatrino», e «il triciclo perde le ruote». Tutti contro tutti, e in particolare alla Lega

Pioggia di commenti su quanto successo ieri in Gran Consiglio in merito al Preventivo. I GLRT: «perché non avete proposto prima misure alternative». Mattei: «siamo messi male, molto male»

BELLINZONA - Il caos del Preventivo 2017, di cui sono stati respinti i due messaggi, ovvero sia quello che chiedeva di approvarlo sia quello che chiedeva di bocciarlo, ha scatenato le reazioni di diversi partiti e esponenti politici. Fra i primi a farsi sentire con un comunicato sono stati i Comunisti. «Il Partito Comunista tramite il suo deputato Massimiliano Ay ha bocciato un Preventivo 2017 in linea con le misure di austerità in stile Unione Europea, approvate con la manovra di rientro: l’attacco ora sarà ancora più incisivo, e tenderà ad una svolta a destra della politica cantonale, a cui non bastano i tagli che già vengono promossi da anni», si legge. «Il teatrino andato in scena oggi in Parlamento mostra un fronte borghese incapace di governare, e di imprimere una via d'uscita dalla crisi che non si limiti a risparmiare sulla pelle della popolazione. La contraddizione sviluppatasi ora fra i partiti governativi è tale da rendere necessario un deciso impegno da parte delle sinistre, affinché i referendum in votazione a febbraio possano vincere, e che la riforma III sulla fiscalità delle imprese venga bocciata. Bocciati i loro conti, ora bocciamo anche le loro politiche!». I Giovani Liberali Radicali hanno prese le difese del loro partito, accusando Lega e PPD. «In un momento storico-economico difficile per i cittadini, che lavorano dalla sera alla mattina per arrivare a fine mese, il Parlamento ha preferito mettere gli eghi e gli interessi personali davanti alle necessità dello Stato e dei cittadini. I ticinesi ne hanno ormai piene le scatole di un movimento che la domenica urla e strilla sul proprio giornale di partito lamentandosi del poco senso di responsabilità dei partiti storici, e poi nell’aula del Gran Consiglio fa esattamente l’opposto: invece che assumersi le responsabilità di primo partito in Ticino, la Lega dei Ticinesi ha deciso di tirarsi indietro e nascondere la testa sotto la sabbia insieme al PPD. Questo modo di fare politica va contro ogni regola di buon senso ed è sempre stato criticato da coloro che oggi ne sono i portabandiera», hanno scritto. Poi, rivolgendosi in particolare ancora alla Lega, «nel 2015 i cittadini hanno deciso di dare fiducia a persone che hanno a cuore i problemi dei ticinesi e di dare loro il compito di governare questo Cantone. Invece, questi eletti sono gli stessi che a tre secondi da mezzanotte hanno deciso di bocciare il preventivo perché non sono stati fatti abbastanza tagli ai costi. Perché non avete proposto misure per tagliare i costi degli asilanti e dell’assistenza? Perché in sede commissionale e nel plenum non avete portato emendamenti per plafonare i costi? Perché avete solo lanciato proclami senza passare ai fatti?». «Bocciato il Preventivo 2017: clamoroso? Il PS ha evidenziato da mesi le incoerenze e la fragilità del triciclo PPD-PLR-Lega, soprattutto in funzione di una manovra di rientro forzata e disordinata. Questa è stata portata avanti con testardaggine dalla destra liberale della maggioranza in Gran Consiglio, ma non contava sui presunti accordi vantati dai tre partiti dell’establishment», scrive il partito socialista sul proprio profilo Facebook. «In mezzo a questa confusione, il PS ha agito con coerenza e continuerà a farlo: s'è opposto agli inaccettabili tagli supplementari contenuti nella manovra di rientro. Ha presentato un Rapporto di minoranza con cui ha chiesto di bocciare il Preventivo 2017, ha promosso i referendum contro lo smantellamento dello Stato sociale». E «mentre il ‘triciclo’ perde le ruote», viene ribadita la necessità di dire basta ai tagli, approvando i tre referendum in votazione il 12 febbraio. Breve il commento dei Verdi: «coerentemente con il voto contrario ai tagli nel sociale e alla politica neoliberista portata avanti dal governo del nostro cantone, posizioni già espresse nell'ambito della discussione sulla manovra di rientro, abbiamo bocciato il preventivo 2017, che contemplava tali tagli. Ribadiamo il nostro sostegno ai tre referendum lanciati contro i tagli nel sociale e nella magistratura sui quali si andrà a votare in febbraio 2017». Categorico, in rappresentanza di Montagna Viva, il suo unico rappresentante, Germano Mattei: «avevo preannunciato che mi sarei astenuto e mi sono astenuto. Manca qualsiasi progetto prospettico per le zone periferiche e di montagna, lasciate al loro inarrestabile declino. Siti di vacanza, per il mordi e fuggi! Triste realtà e destino senza nessun sussulto degno di essere segnalato. Bocciatura dei rapporti di maggioranza e minoranza. Era nell'area, ma possibile che i servizi giuridici del Gran Consiglio, del Consiglio di Stato non hanno saputo prepararsi a dare subito risposte certe e sicure ed evitare il caos che di è creato in aula? Mi risulta inconcepibile ed è una figuraccia che non fa onore a nessuno. E poi come di può pretendere fiducia nella gente. Siamo messi male. molto male».
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