Politica
20.01.2017 - 17:300
Aggiornamento : 19.06.2018 - 15:43

Robbiani, «per Bertoli sempre meglio qualcuno di oltre confine, perché ritiene i ticinesi ignoranti»

Il leghista commenta la risposta del Governo sul caso del torinese al Centro di dialettologia. «Assunto l'amico dell'amico...» Galeazzi: «qualcuno ci sta prendendo in giro?»

BELLINZONA - La risposta del Consiglio di Stato in merito all'assunzione al 60% di un giovane torinese al Centro di dialettologia non ha convinto colui che aveva inviato l'interrogazione, ovvero Massimiliano Robbiani. «Il Governo ha confermato le voci che giravano», ci ha detto il granconsigliere leghista. «Bertoli è convinto che il ticinese è ignorante e non può avere certi posti di lavoro, e crede che lo sia anche leggendo e credendo a certe risposte alle interrogazioni. Non vedo come non si possa trovare un profilo almeno residente al posto del torinese, abbiamo un'Università da cui esce qualche persona in gamba. Bertoli un mese fa ha detto che per insegnare l'italiano sono meglio coloro che vengono dalla vicina Italia, ora lo sono anche per il dialetto... deve comunque dire che preferisce quelli di oltre confine, perché i ticinesi sono ignoranti, non bisogna girare attorno alle parole». Dunque la risposta non lo convince? «Offende il popolo ticinese. È una risposta non risposta, un arrampicarsi sui vetri, come aveva fatto Lurà prima». Ritiene sul serio impossibile che non si trovasse il profilo adatto? «Non è stato fatto un concorso, e dunque Bertoli e il PS hanno preso l'amico dell'amico e il profilo l'hanno trovato con facilità. Senza concorso non si vanno a vedere i candidati e si cerca, come detto, l'amico dell'amico...» Lo stipendio è pagato dalla Confederazione, non le sembra strano che da Berna nessuno abbia protestato di fronte alla scelta di un ricercatore italiano? «Si afferma che paga la Confederazione, mi sa un po' di scarica barile. A Berna quando è arrivato il candidato lo hanno preso, si sono fidati del Centro. In fondo a Berna conoscono ben poco i problemi ticinesi, non ci difendono spesso, e dunque va bene». Ora pare verrà assunta una ragazza ticinese al 50%... «Cosa faranno fare a questa ragazza? Vedremo per quanto tempo rimarrà lì... La risposta è solo una giustificazione, ora dicendo che si assume una ticinese si giustifica anche di aver scelto il torinese: no, vanno presi tutti e due di qui! Per lei il caso relativo al Centro si chiude qui o preparerà ancora qualche atto? «Seguo le dichiarazioni di Bertoli, è evidente che per ogni ruolo è meglio chiunque basta che non sia uno dei nostri. Mi attendevo che rispondessero anche all'altra interrogazione, dell'UDC, sul Centro. Se hanno fatto così in fretta vuol dire che sentono la pressione, dato che di solito si fanno sentire dopo quattro mesi». E a proposito della seconda interrogazione, il primo firmatario Tiziano Galeazzi ha detto la sua su Facebook. «Fatemi capire: (il giovane torinese ndr) preso come ausiliario per entrare e poi assunto al 60% senza concorso. Finanziato con soldi sempre pubblici sebbene da Berna, esperto rarissimo e bravo in informatica. (Qualità rara pure quella informatica in Svizzera?)". Ed ora è pronta è una ausiliaria (ticinese) che sta formandosi nello stesso campo onomastico, ma a quanto sembra in Svizzera. Per concludere ci ritroviamo nella situazione in cui al posto di diminuire il personale, lo aumentiamo facendo entrare (il ricercatore torinese, ndr) come ausiliario per non emettere un concorso, aggirando cosi il blocco del personale ? Bravi. Ho l'impressione che qualcuno ci stia prendendo in giro, credendoci ancora con l'anello al naso, la foglia di fico tra le gambe e un bastone con uno spago come arco!!!!»
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