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Ultimo aggiornamento: 17.10.2019 21:41
Politica
21.03.2017 - 15:280
Aggiornamento : 19.06.2018 - 15:43

Righini, "il triciclo dovrebbe sciogliersi. Sulla politica migratoria di Super Norman è intervenuta anche Amnesty International..."

Il presidente del PS, dopo l'adesione al Comitato umanitario per una nuova politica migratoria svizzera, non le manda a dire a Lega, PLR, PPD e parla anche di sinistra unita

2 anni fa La sinistra contro Gobbi, "cambiamo radicalmente le politiche del DI: vogliono indebolire le garanzie sociali di tutti i cittadini"
2 anni fa I Verdi, "non vogliamo più morti folgorati alla porta di casa nostra. Creeremo un gruppo per lavorare sulla migrazione”
2 anni fa Marchesi durissimo, "la sinistra lancia un messaggio gravissimo, chiedendo di non applicare le leggi. Con noi troveranno un muro"
BELLINZONA – Il PS ha aderito alla coalizione di sinistra denominata Comitato unitario per una nuova politica migratoria svizzera. L’obiettivo? Contrastare le politiche migratorie del Dipartimento delle Istituzioni di Gobbi. Un primo passo verso la sinistra unita? Ne abbiamo parlato col presidente socialista Igor Righini.

Cosa cercate in questo comitato?
“Non cerchiamo qualcosa di preciso e definito, ma perseguiamo i nostri obiettivi, e nell’ambito di una politica migratoria si è sempre espresso in questo modo. È stato costituito questo Comitato, questo gruppo di lavoro, cui abbiamo aderito perché condividiamo e sposiamo i principi che fanno parte di una politica di sinistra nel rispetto delle persone. Lega e UDC hanno una loro visione, noi ne promuoviamo un’altra, del tutto diversa”.

Che effetto vi fa essere uniti con altre forze di sinistra come Verdi (anche se devon oancora ratificare l'adesione), MPS, GISO e POP?
“Cominciamo ad abituarci! Le politiche di destra si fanno sempre più accese e pronunciate e s radicalizzano, e dall’altra parte se si vuole dare una risposta efficace alla destra bisogna imparare a lavorare insieme”.

Si va verso un polo unico? Magari i tempi potrebbero essere maturi, con lei alla guida del PS e i Verdi con i cinque co-cordinatori...
“Abbiamo collaborato assieme più volte, penso alla Riforma III delle imprese, in cui il PS nazionale ha lottato con le forze sindacali contro una riforma che non rispettava la ripartizione giusta ed equa della ricchezza, favorendo poche persone, privilegiandole, e penalizzando il ceto medio. Anche a livello cantonale ci siamo mossi insieme con tre referendum, di cui uno portato a casa, con le forze sindacali e quelle progressiste si sinistra. Mi sembra prematuro discutere di un grande partito, il tema non  è quello. Abbiamo mostrato di saper lavorare assieme collaborando sui temi ed è quello che vogliamo fare. Quello della migrazione è un argomento molto importante che tocca la società e la risposta a questi problemi è qualcosa che vogliamo proporre assieme”.

È consapevole che si andrà verso uno scontro destra-sinistra?
“Non vorrei scontrarmi bensì tornare al dibattito politico, discutendo in modo civile senza scadere nello scontro e in un conflitto ideologico. Preferirei discutere sulla problematica. Mi sembra possibile farlo in modo civile, fa parte della nstra dialettica, e il PS si muove in questo ambito. Il dibattito politico moderno purtroppo spesso scade di livello e non parla più, non si confronta più sui temi, mentre noi vorremmo farlo".

Gobbi si sentirà sotto assedio da parte vostra...
"Gobbi ha assunto la paternità di un gioco suo, da Supernorman, e lo ha fatto celebrandosi quando ha portato a casa dei successi o ottenuto dei risultati positivi.  Ritengo che non si debba discutere di essere con Norman o no, ma di una politica di migrazione che va attuata in un certo modo. Norman Gobbi è stato criticato non dal partito socialista ticinese, bensì da Amnesty International, che ha detto che la Svizzera operava dei respingimenti ben oltre quanto è concesso dalla legge. C’è una criticità nell’attuare le misure a disposizione per governare in questo difficile problema che è la migrazione. Non la metterei sul piano di Gobbi, però di come vogliamo mettere in atto le leggi di questo paese".

Le vostre posizioni sono diametralmente opposte, un compromesso potrebbe andarvi bene?
"Non penso che dobbiamo discutere di compromessi ma di legge. Amnesty International è intervenuta dicendo che non la stiamo rispettando, che stiamo respingendo in modo compulsivo, semplicemente rimandando al di là del confine persone in difficoltà. E si tratta di un'organizzazione di persone autorevoli che goda di grande fiducia. Quando intervengono questi personaggi sta a significare qualcosa… Una volta si parlava di quando si facevano sentire in regioni del mondo che a noi parevano poco civili, ora parlano delle nostre modalità e del nostro modo di fare politica, vediamo di discuterne per capire se ci stiamo comportando secondo la nostra politica umanitaria svizzera o se la stiamo perdendo. In fondo si tratta anche di questo, la tradizione umanitaria tipica della Svizzera, un fiore all’occhiello della democrazia e del nostro stato , e va portata avanti".

L'UDC ha già detto che opporrà un muro, l'ago della bilancia saranno PLR e PPD?
"Non so se loro sono nella condizione e hanno la libertà di fare l’ago della bilancia. Lo auspico, come mi auguro grande apertura individuale e libertà d’azione, che ultimamente è andata un po’ scemando proprio perché è nata quella coalizione che voi giornalisti chiamate triciclo, che fa fatica a sciogliersi. La colla che tiene assieme i partiti diventa un ingrediente indigesto per la libertà d’espressione. Auspico che di fronte ai recenti scandali a livello cantonale ci sia maggior apertura da parte dei partiti che hanno governato da anni questo paese, che si esprimano sui temi senza nessun timore".

Altrimenti, è come se il polo ci fosse già, vero?
"Vorrei che ogni partito ritorni ad avere la sua freschezza e la sua individualità, esprimendosi secondo la propria coscienza, senza sminuire la loro specificità e la loro inentità per non scattivare questa sacra alleanza dei partiti di maggioranza. Essa dovrebbe cessare per il bene di tutta la collettività e di tutte le persone".

Intende dire, paura della Lega...
"Non so se tutti hanno paura della Lega, in fondo essi e il PLR pesano uguale e col PPD fanno la differenza. Ognuno dovrebbe recuperare la propria specificità politica e dire come stanno le cose senza farne uso strumentale a scopo elettorale".


Paola Bernasconi
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