Politica
26.05.2017 - 14:000
Aggiornamento : 19.06.2018 - 15:43

Ticino verde, giallo o rosso? La Posta vuol parlare coi Cantoni, Ghisolfi (e altri pipidini) torna alla carica

La sindacalista si fa sentire sul tema con una nuova interpellanza. "È già avvenuto il secondo colloquio con il Gigante Giallo? Se sì, che posizioni sono state prese?"

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BELLINZONA – Verde, giallo o rosso? Ovvero, che colore del semaforo sceglie il Ticino, nella classificazione della Posta Svizzera? Essa ha infatti intenzione di dialogare coi Cantoni e poi di “classificarli in funzione della loro attitudine nei confronti dei progetti di chiusura: rosso per i Cantoni che si oppongono fermamente alle intenzioni di smantellamento, giallo per coloro che esprimono qualche dubbio, e verde per quei Cantoni che accettano la strategia della Posta. I colloqui con le autorità cantonali dovrebbero terminare entro la fine del corrente mese di maggio. La classificazione sarà effettuata e comunicata in giugno".

Lo si legge nel testo di una nuova interpellanza sul tema degli uffici postali, sottoscritta dalla sindacalista transfair Nadia Ghisolfi, molto attiva sull’argomento. La deputata PPD ha il sostegno dei comapgni di partito Fiorenzo Dadò, Claudio Franscella, Luca Pagani e Alex Pedrazzini, che hanno sottoscritto l’atto.

Dunque, “il Cantone Ticino deve quindi prendere una posizione definitiva in merito alle decisioni della Posta Svizzera e la strategia sugli uffici postali. È importante conoscere la tempistica e la posizione del Consiglio di Stato, per analizzare la situazione, informare la popolazione ed il parlamento. Da questa presa di posizione dipenderanno le decisioni della Posta sul futuro della rete degli Uffici postali sul nostro territorio. L’impatto in termini di servizio pubblico ed impiego del personale potrebbero essere oltremodo nefasti per il Ticino", scrivono i cinque.

Vengono poi ricordati i passi intrapresi contro la chiusura degli uffici postali in Ticino, che nelle intenzioni del Gigante Giallo dovrebbero diminuire di 32 unità, su 113 totali, e poi forse di ulteriori 46 nei prossimi tre anni.  “Il Gran Consiglio si è già espresso su questo tema nel dicembre del 2016 inviando all’attenzione della politica federale un’iniziativa cantonale, chiedendo di migliorare la qualità della rete di uffici postali e rafforzare il ruolo delle autorità comunali, e tramite la proposta di risoluzione generale indirizzata al Consiglio federale che chiedeva di modificare urgentemente nell’ambito delle proprie competenze l’ordinanza federale sulle poste (OPO; 783.01), nel senso di sancire una moratoria generale nella chiusura o trasformazione di uffici postali, nei casi in cui vi è opposizione da parte dei Comuni, e ciò fintanto che il Parlamento federale non si sarà determinato sulle modifiche legislative riguardanti i criteri per la chiusura di uffici postali, il conferimento del carattere vincolante alle decisioni della PostCom e l’introduzione della facoltà di ricorso contro le medesime”, ricordano I pipidini, che sottolineano anche come « il Consiglio di Stato ha sottoposto lo scorso 1° febbraio alla Posta Svizzera, a seguito di un primo colloquio, un documento nel quale sono state inserite rivendicazioni e desiderata concernenti il futuro della rete degli uffici postali in Ticino".

Ma ora serve, a loro avviso, una presa di posizione netta, contro quello che rischia di essere un indebolimento del servizio pubblico, in particolare nelle zone periferiche. Dunque, anche se non viene detto, si auspica che il Ticino diventi un Cantone rosso.

Le domande inoltrate al Governo sono le seguenti :

"1. La discussione con la Posta (secondo colloquio) ha già avuto luogo? Se sì, quali sono le conclusioni presentate dalla Posta e che posizione ha preso il Consiglio di Stato al riguardo?

2. Nonostante la richiesta di congelamento del Consiglio di Stato del 1° febbraio 2017, la Posta Svizzera ha continuato ad annunciare delle chiusure di Uffici postali. Che passi ha intrapreso il Consiglio di Stato al riguardo per evitare queste e future chiusure?

3. Il Consiglio di Stato ha preso contatto con altri Cantoni per coordinare le prese di posizione?"
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