Politica
18.08.2017 - 13:450
Aggiornamento : 19.06.2018 - 15:43

"I contratti normali di lavoro non tengono conto delle spese aggiuntive di chi lavora fuori casa". Durisch chiede un adeguamento

Il socialista ha inoltrato una mozione dove chiede che il famoso limite minimo che si vorrebbe fissato a 20 franchi orari salisse a 21 o 22. "E i CCL di obbligatorietà generale sono un strumento più adatto dei CNL a combattereil deterioramento del mercato e il dumping"

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BELLINZONA - Chi lavora fuori casa ha anche spese aggiuntive riguardo a quello che accadrebbe se invece il luogo di lavoro fosse la propria abitazione (dunque con il telelavoro, per esempio). I contratti normali di lavoro però non ne tengono debitamente conto.

È un fattore, questo, emerso dalla ormai famosa sentenza del Tribunale Federale sul caso Neuchâtel, che fa notare il socialista Ivo Durisch in una sua mozione inoltrata ieri al Consiglio di Stato.

Dapprima spiega, di nuovo, perché la sentenza ha importanza in Ticino: "Negli scorsi giorni il Tribunale federale di Losanna ha respinto il ricorso inoltrato dal padronato e dalle associazioni economiche contro l’introduzione di un salario minimo di 20 franchi l’ora nel Canton Neuchâtel. Le motivazioni dei ricorrenti vertevano verso la violazione della libertà economica.La decisione dei giudici di Losanna non lascia spazio a nessuna interpretazione e fa’ giurisprudenza anche per il nostro Cantone. Il Tribunale federale di Losanna è infatti stato chiarissimo affermando che un salario minimo, che permetta di evitare il fenomeno dei “working poor”, non mette assolutamente in discussione la libertà economica".

Poi fa notare come "il Tribunale federale ha affermato che un salario minimo dignitoso, per evitare di ricorrere ricorrere all’assistenza sociale, deve essere di almeno 41'759 franchi annui o 3’480 franchi mensili, per una settimana lavorativa di 41 ore. Questo corrisponde a una retribuzione oraria di 20 franchi all’ora. La stessa sentenza precisa però anche che una persona lavorando ha delle spese aggiuntive, che non avrebbe stando a casa. La cifra di 20 franchi all’ora va quindi corretta verso l’alto fino ad un importo tra i 21 e i 22 franchi all’ora".

Durisch prosegue aggiungendo che "tutti icontratti normali di lavoro  (CNL) emanati dal cantone prevedono una retribuzione oraria inferiore ai 20 franchi all’ora. Chiediamo quindi al lodevole Consiglio di Stato di correggere direttamente questa distorsione o, tramite i suoi rappresentanti, di fare pressioni all’interno della Commissione tripartita affinché tutti i CNL siano immediatamente aggiornati in modo da prevedere uno stipendio minimo di 21.50 franchi all’ora, pari a 3’741 franchi al mese. Chiediamo inoltre al Consiglio di Stato aggiornare la scala stipendi del Cantone in modo da non prevedere nessun salario di entrata inferiore ai 44'891 franchi annui".

Un'altra richiesta, più tecnica, riguarda invece la modifica del CNL in CCL: "infine visto che attualmente nel nostro Cantone abbiamo troppi CNL, un chiaro segnale di un mercato che non è in grado di tutelare i lavoratori, chiediamo al Consiglio di Stato di fare pressioni all’interno della Commissione tripartita affinché si promuovano in maniera decisa i Contratti collettivi di lavoro (CCL) di obbligatorietà generale e non si spinga più sui CNL, se non in caso di situazioni estremamente problematiche. Per combattere realmente il deterioramento del mercato del lavoro e il dumping salariale i CCL di obbligatorietà generale sono infatti lo strumento più adatto".

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