Politica
13.11.2017 - 18:010
Aggiornamento 19.06.2018 - 15:43

L'UDC in visita alla dipendente licenziata dalla Manor. Marchesi, "la politica smetta di discutere e indignarsi e passi ai fatti"

Il presidente del partito assieme a Marco Chiesa è andato a casa della signora. "Siamo felici, ci aspettavamo un cenno da politica e sindacati, ma solo loro... Dobbiamo pensare ai nostri figli". Marchesi, "Prima i nostri c'è. Contatteremo il direttore di Vezia, poi valuteremo altri passi"

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LUGANO – Stamattina, il campanello a casa della dipendente licenziata dalla Manor di Vezia, la prima a raccontarci la sua vicenda, seguita poi da altre testimonianze. Sulla porta, il presidente dell’UDC Piero Marchesi e il Consigliere Nazionale Marco Chiesa che, dopo aver letto la storia su TicinoLibero, hanno voluto far visita alla famiglia per provare a parlare di soluzioni.

A raccontarci la visita sono la donna e il marito, piacevolmente sorpresi.

“Sono contenta della loro presenza e del fatto che si stiano interessando alla vicenda. Prima di tutto, contatteranno il direttore della Manor di Vezia per vedere che cosa dirà, poi eventualmente sono pronti a scrivere alla direzione generale. Hanno degli elementi sufficienti per poter dire la loro sul tema. Infatti non si parla solo del mio caso, bensì di una problematica diffusa”, ci ha detto la donna.

Felice anche il marito della signora. “Per prima cosa desiderano parlare con la Manor, ma Marchesi e Chiesa ci terranno informati di tutto ciò che faranno. Siamo soddisfatti della visita, ci dà sollievo e sono due persone molto alla mano. Ci fa molto piacere l’idea di poter fare qualcosa per il futuro dei nostri ragazzi”. La famiglia si sarebbe aspettata magari una chiamata dalla politica o dai sindacati, “invece nulla, e quindi queste persone possono comportarsi come vogliono. Mi scrivono molti amici, chiedendomi di organizzare uno sciopero. Ma anche altri lavoratori mi raccontano la loro storia, compresi per esempio ferrovieri e gente che lavora in Posta”.

Sa che a suo moglie non sarà restituito il posto di lavoro. “Mi sono accorto che erano coinvolti dal tema, soprattutto pensando ai giovani. Se i miei figli avranno a loro volta figli, che cosa ne sarà di loro? O diventeranno avvocati o medici va bene, altrimenti devono ricorrere l’assistenza? Noi ci siamo sempre basati sul lavoro, che era la nostra certezza, assieme al posto fisso. Lavoravamo non per acquistare banche o lussi bensì per vivere. Cosa ne sarà dei ragazzi che non provengono da famiglie ricche? Ho chiesto a Chiesa se dovremo andare tutti a vivere in Italia…”.

Abbiamo contattato Piero Marchesi per capire che cosa vuol fare l'UDC in merito. “La soluzione ci sarebbe, noi con Prima i nostri abbiamo promosso qualcosa per favorire i residenti e il popolo l’ha votato. Ora tocca al Parlamento attuare le varie misure. Per il caso Manor contatteremo la direzione della filiale di Vezia per sentire anche la loro campana, poi valuteremo i prossimi passi. Ci sembrava giusto interessarci a questo caso, come abbiamo fatto con altri in passato, per verificare i presunti casi di sostituzione di manodopera residente con quella frontaliera. È però ora che la politica smetta di discutere e di indignarsi e che passi dalle parole ai fatti. I ticinesi si aspettano solo questo.”
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