Politica
13.01.2018 - 17:490
Aggiornamento 19.06.2018 - 15:43

LIA, per salvarla si potrebbe snellire. Però intanto la tassa è stata riscossa...

Gli artigiani reclamano contro la riscossione dei soldi per l'iscrizione all'albo per il 2018, nonostante ci siano discussioni in corso su come agire. La proporzionalità delle misure è un punto critico, per risolvere si potrebbero escludere alcune professioni

9 mesi fa La LIA sotto l'albero. Il Governo chiede approfondimenti per decidere il futuro del contestato albo dei padroncini
BELLINZONA – Salvare la LIA? Si potrebbe, con una cura… “dimagrante”. Il cosiddetto albo dei padroncini non è mai piaciuto agli artigiani, e ci sono una ventina di ricorsi pendenti, oltre a raccolte firme. La scossa decisiva è arrivata da una sentenza del TRAM a favore di un’azienda del Sopraceneri, a cui è stato riconosciuto che iscriversi all’albo fosse eccessivo in relazione al tipo di lavoro svolto.

Ed ora? Zali non aveva eslcuso di dover addirittura abbandonare il progetto. E potrebbe essere una delle opzioni.

Oppure si potrebbe, riporta il Corriere del Ticino di oggi, cambiare qualcosa. Il Consiglio di Stato non sta lasciando nulla di intentato e ha richiesto una perizia interna e una esterna. Quest’ultima, appena consegnata, ha rilevato in particolare delle criticità per quanto concerne la proporzionalità delle misure (quello che si contestava nella sentenza che ha fatto scattare l’intero processo).

"È verosimile che una soluzione che permetta di rendere compatibile la legge con il diritto superiore possa essere ricercata – oltre che in una migliore definizione dell’interesse pubblico e delle categorie assoggettate – in una procedura meglio architettata”, è la conclusione. Come? "In base a quanto emerso fino ad oggi, occorrerebbe valutare se non snellire per quanto possibile le procedure, eventualmente escludere determinate categorie dall'obbligo di iscrizione o semplificare gli obblighi per queste professioni, eventualmente sul modello delle leggi federali".

Agli artigiani non è andato giù nemmeno il fatto che la Commissione incaricata del controllo abbia già riscosso la tassa per il 2018, ben sapendo che non è detto che rimanga in vigore (o forse, proprio per quello…). Anche il Governo ha fatto notare come i fondi necessari per i controlli ci fossero senza dover andare a bussare subito per la tassa.

Insomma, la LIA è nata male e continua peggio, tra le proteste.
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