Politica
13.02.2018 - 14:290
Aggiornamento 19.06.2018 - 15:43

Il PPD mette i puntini sulle i. "Cara Regione, il partito ha piena fiducia in Dadò: dà fastidio con le sue posizione e per la sua difesa agli attacchi. Lasciamo lavorare Beltraminelli".

I due vicepresidenti Giorgio Fonio e Marco Passalia scrivono a La Regione, il giornale che più di altri ha insistito e posto domande sul caso Argo. "Non entreremo nel merito finché le bocce non saranno ferme, vogliamo occuparci dei grossi problemi del Cantone senza continue interferenze per metterci in difficoltà"

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BELLINZONA – Il PPD ha piena fiducia in Fiorenzo Dadò, e vuole lasciar lavorare in pace Paolo Beltraminelli: dello scandalo Argo, insomma, per un po’ non vuole parlare. Ricorda che ci sono altri temi sul tavolo.

È il contenuto di una missiva inviata dai due vicepresidenti del partito, Giorgio Fonio e Marco Passalia, a La regione, il quotidiano che più di altri, con gli editoriali di Matteo Caratti, ha attaccato il presidente e il Ministro.

“Il PPD sembra essere diventato il principale interesse di questo giornale”, iniziano i due. “Ancora sabato - scrivono i due vice - si è potuto leggere che la Direttiva del Partito si è riunita e che avrebbe affrontato l’opportunità o meno di ricandidare Paolo Beltraminelli alle elezioni 2019. Che la Direttiva del Ppd si riunisca a discutere non è una novità ma nemmeno una notizia”.

C’è  un iter da seguire, come detto dallo stesso Dadò “durante l’affollato Comitato di gennaio”, un discorso che ha “soddisfatto i presenti come ha riferito la stragrande maggioranza della stampa i temi trattati durante gli incontri riguardano sì le liste e la campagna elettorale ma anche molto altro”, in particolare temi concreti: Fonio e Passalia citano iniziative per ridurre le imposte di circolazione e quella in collaborazione col partito nazionale riguardante i costi della salute.

Insomma, Argo e la campagna elettorale non monopolizzano le attenzioni dei pipidini, è il messaggio. “Teniamo a precisare alcuni aspetti che ancora una volta vengono esasperati da chi vuol far credere che all’interno del Partito vi sia chissà quale maretta o discussione. Sulla questione Argo 1, come avevamo riferito, non è nostra intenzione entrare in merito finché le bocce non saranno ferme”: chi di dovere se ne sta occupando, e si chiede di lasciar lavorare in tranquillità. “Ma anche il PPD  vorrebbe continuare a potersi occupare dei grossi problemi del Cantone e delle difficoltà della gente, senza dover continuamente subire interferenze, con l’unico intento di mettere in difficoltà il Partito”, attaccano i due vicepresidenti.

Per quanto concerne Paolo Beltraminelli, “sarebbe opportuno in questa importante fase lasciarlo un po’ in pace, nel suo importante lavoro alla direzione di uno dei dipartimenti più impegnativi dello Stato”.

Invece “per quanto riguarda Fiorenzo Dadò, il Presidente gode della piena fiducia, attestata anche durante i numerosi incontri che abbiamo avuto in questi mesi con i nostri aderenti in tutto il Cantone e nelle lettere ricevute spontaneamente dalle Sezioni. Che Dadò abbia dato fastidio a diverse persone in questi anni con le sue posizioni profilate e che la sua difesa, dopo mesi di attacchi e illazioni, non sia particolarmente piaciuta ad alcuni giornalisti anche di questo giornale, è oramai chiaro a molte persone, ma questa acredine e antipatia personale non scalfisce la sua leadership alla guida del Partito, la quale non è messa in discussione”.

Il PPD ha voluto mettere  puntini sulle i, insomma. Piena fiducia a Dadò, difeso a spada tratta. Per Beltraminelli ci si limita a chiedere di lasciarlo lavorare in pace. Forse non gode della stessa fiducia?

In ogni caso, l’intento era mostrare compattezza, soprattutto verso La Regione. Caratti risponderà? Teniamo d’occhio l’editoriale di domani.
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