Politica
19.02.2018 - 11:280
Aggiornamento : 19.06.2018 - 15:43

Il "treno dei frontalieri" e i suoi eterni problemi. Pronzini, "Consiglio di Stato, non puoi intervenire presso le FFS?"

Ritardi, cancellazioni, guasti tecnici, addirittura posizioni invertite: la linea Mendrisio-Varese sta esasperando molti utenti, e da giugno, con la Lugano-Malpensa, aumenteranno i passeggeri. Le FFS dicono che non si possono potenziare i convogli, il deputato coinvolge il Governo

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MENDRISIO – Attivo ormai da un po’ di tempo, il collegamento fra Varese e Mendrisio non sembra… decollare, anche se non si parla di aerei. Non passa giorno in cui non arrivano notizie di soppressioni, di ritardi, di treni “dimezzati” per guasti.

Il “treno dei frontalieri” che doveva ridurre il traffico sulle strade del Ticino insomma si sta mostrando pieno di lacune e di problemi. Matteo Pronzini, facendo sua la voce esasperata di molti utenti, ha voluto interrogare il Consiglio di Stato, cercando di capire se può fare qualcosa.

“Purtroppo invece di fornire un servizio adeguato a quei pendolari che vorrebbero
utilizzare questo mezzo di trasporto in alternativa all’auto, vengono riscontrati costantemente problemi e disservizi. I problemi maggiori riscontrati da nord a sud del Ticino sono:  i costanti ritardi, per i quali immancabilmente poi vengono perse le coincidenze con altri mezzi di trasporto, allungando il viaggio anche di ore,  il sovraffollamento dei treni, ed i continui guasti
tecnici o altri motivi svariati, per cui spesso i treni TILO accusano ritardi o
soppressioni. La messa in funzione della linea Varese-Stabio a gennaio 2018 non ha fatto che
peggiorare ulteriormente la situazione. Tra guasti tecnici ai convogli, mancanza della
corretta documentazione dei macchinisti (8.01.2018), ritardi e treni soppressi (11.01.2018), e non da ultimo il convoglio che a Mendrisio si divide e inverte le direzioni (12.02.2018). Tutti questi disagi su un’unica linea hanno poi avuto serie ripercussioni con ritardi e soppressioni di treni anche su tutto il resto della rete ferroviaria ticinese”, scrive il deputato, citando solo alcuni dei casi più eclatanti.

“Nel mese di giugno del 2018 verrà inoltre messa a disposizione la linea che collega
Lugano-Malpensa, che molto probabilmente verrà utilizzata anche da molti turisti
provenienti da nord delle alpi, incrementando ulteriormente il numero di passeggeri che
utilizzeranno questo mezzo di trasporto”, aggiunge: una preoccupazione in più, al momento, più che un valore aggiunto.

E le FFS? Con le loro prese di posizione, hanno puntato “sull’impossibilità di potenziare i convogli, sul fatto che ritardi di qualche minuto siano ritenuti giustificabili e di aver già intrapreso i passi necessari sia per una migliore coordinazione tra FFD ed autopostale e per far si che la nuova linea Varese-Stabio entri a pieno regime in tempi brevi”.

Ma Pronzini vuol rivolgere alcune domande al Governo.

“1. Non ritiene il Consiglio di Stato che, visto il costante incremento del traffico viario, sia di interesse comune il fatto che la linea TILO funzioni adeguatamente senza creare disagi all’ordine del giorno ai pendolari che decidono di utilizzare questo mezzo di trasporto?
2. Sulla base della prima domanda il Consiglio di Stato è intenzionato ad intervenire
presso le FFS per fare in modo che i costanti disagi riscontrati dai pendolari possano essere in breve tempo eliminati?
3. In considerazione del fatto che con la messa in funzione della linea  Lugano-Malpensa, si avrà un incremento di viaggiatori, come intende agire in merito il Consiglio di Stato? Si è già informato presso le FFS se i convogli messi a disposizione saranno potenziati?
4. Sulla base della domanda tre, non ritiene il Consiglio di Stato che sia già ora
importante, e quindi intervenire presso le FFS, affinché i continui disagi causati dalla messa in funzione della linea Varese-Stabio vengano risolti in tempi brevi affinché’ la stessa funzioni correttamente e a pieno regime in previsione dell’apertura a giugno della linea Lugano-Malpensa?”
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