Politica
29.04.2018 - 14:460
Aggiornamento : 19.06.2018 - 15:43

Voto sulla riforma fisco-sociale, le reazioni del Governo e dei partiti. Soddisfazione da PLR e PPD, accuse dai referendisti: "Campagna disonesta e fraudolenta"

Le reazioni al voto di oggi sulla riforma tributaria e sociale

1 anno fa Pochi votanti, poco scarto: la riforma fiscale porta alle urne solo 70mila ticinesi, il sì vince con 193 schede in più
1 anno fa Pochi votanti, poco scarto: la riforma fiscale porta alle urne solo 70mila ticinesi, il sì vince con 193 schede in più
BELLINZONA - Il Consiglio di Stato fa sapere in una nota di aver preso atto “con soddisfazione dei risultati della votazione cantonale odierna che permettono l’entrata in vigore della Riforma fiscale e sociale. Grazie alla sua approvazione il Ticino potrà compiere un concreto passo avanti per migliorare l’attrattiva del sistema tributario ticinese e, al contempo, rafforzare le politiche sociali del Cantone, in particolare per quanto riguarda la conciliabilità tra famiglia e lavoro”.

Il voto odierno conferma le modifiche alla Legge tributaria approvate dal Gran Consiglio ticinese il 12 dicembre 2017. “Sarà dunque possibile procedere a riduzioni mirate dell’onere fiscale a carico di aziende e cittadini, e introdurre una serie di incentivi a favore delle giovani aziende innovative (start-up). Nel contempo, il Cantone potrà adottare un pacchetto di misure sociali, interamente finanziato dalle aziende, che favorirà una migliore conciliabilità fra attività lavorativa e vita familiare. A beneficiare dei provvedimenti saranno in particolare le famiglie, grazie all’introduzione di un assegno parentale e di diverse forme di sostegno alla custodia dei figli”.

Il PLR: “Ha prevalso l’equilibrio”

Il PLR parla di “un risultato raggiunto sul filo di lana, ma molto importante per il futuro del nostro Cantone, perché permette di avvicinare il Ticino fiscalmente alla media intercantonale, consentendogli di diventare più attrattivo per le aziende e per i grossi contribuenti. L’approvazione della riforma fiscale consente anche l’attuazione del pacchetto sociale da 20 milioni in favore delle famiglie, interamente a carico delle aziende, che aiuterà molti ticinesi a meglio conciliare gli impegni lavorativi con quelli familiari.

Un risultato risicato, che sottolinea come in materia fiscale sia fondamentale proporre pacchetti equilibrati così come voluto dal nostro Partito e dal consigliere di Stato Christian Vitta. Il PLRT è soddisfatto che la maggioranza abbia condiviso il principio che prima di poterla distribuire, la ricchezza vada creata.

La riforma fiscale e sociale è stata voluta all’unanimità dal Governo e da una forte maggioranza del Parlamento quale primo passo di un percorso di riforma fiscale e sociale del Cantone. Il Sì emerso in votazione conferma l’indispensabile sostegno popolare a questo indirizzo di ricerca di equilibrio e di soluzioni concordate, che il PLR continuerà ad appoggiare con convinzione anche in futuro.

La riforma, approvata trasversalmente dal Parlamento, con oltre il 70% dei consensi, permetterà di portare il Ticino nella media nazionale, senza dimenticare le misure sociali inserite nel pacchetto. Misure che, giova ricordarlo, sarebbero cadute - per precisa volontà politica del Parlamento e del Governo - qualora il pacchetto fiscale fosse stato bocciato alle urne. E che invece hanno convinto – tra gli altri - rappresentanti sindacali, associazioni di categoria che operano nel sociale e, in ultima analisi, anche la maggioranza dei cittadini che hanno partecipato al voto.

La decisione odierna permette inoltre di migliorare la concorrenzialità fiscale e quindi l’attrattività del Cantone Ticino quale luogo di residenza, in particolare per quanto riguarda l’imposizione della sostanza e del capitale, nonché di favorire l’innovazione e la creazione di nuovi posti di lavoro qualificati.

Il PLRT sottolinea infine anche la presenza nel pacchetto fiscale e sociale di misure a sostegno delle aziende start-up. Aziende particolarmente innovative, che potranno portare sul territorio posti di lavoro qualificati e nuovo dinamismo proprio grazie a questa riforma”.

Bixio Caprara, presidente del PLR, ha dichiarato: “Su questi temi è sempre più difficile spiegare il sì, che opporsi con slogan sexy. Sono molto soddisfatto che l’equilibrio della riforma abbia prevalso a favore di un Ticino più competitivo”.

UNIA: “Propaganda disonesta”

Il sindacato Unia esprime invece “rammarico per il risultato negativo dell’odierna votazione sulla revisione della legge tributaria cantonale, che favorirà i milionari e le grosse imprese e farà venire a mancare 52,5 milioni di franchi alle casse dello Stato. La disinformazione portata avanti dal Governo e dal comitato favorevole alla riforma, con il continuo richiamo improprio a contenuti sociali nonostante si tratti di misure esclusivamente fiscali, ha sicuramente contribuito a questo esito deludente. Un esito che non va tuttavia interpretato come un via libera a ulteriori regali fiscali in favore di pochi privilegiati.

Governo e Parlamento dovranno tener conto della forte opposizione presente nel paese (i no hanno raggiunto il 49,9%) e che questo risultato è stato condizionato dalla propaganda sulle cosiddette misure sociali, che pur essendo poca cosa, hanno indubbiamente fatto presa sull’opinione pubblica. Una propaganda disonesta e costruita sul ricatto, cui purtroppo ha contribuito anche una parte del movimento sindacale e della sinistra: oltre che del sostegno - piuttosto scontato - da parte dell’Ocst, i regali fiscali hanno infatti goduto dell’appoggio da parte dei vertici della Vpod e dell’anima più filo-istituzionale del Partito socialista. Un comportamento semplicemente irresponsabile per organizzazioni che sono chiamate a difendere gli interessi dei salariati e delle fasce più deboli della popolazione (…).

L’approvazione di strettissima misura (solo 193 i voti di scarto) della revisione della Legge tributaria non significa d’altro canto che il popolo abbia dato la sua approvazione ad ulteriori manovre fiscali che dissanguano le casse pubbliche ed attraggono aziende interessate solo a pagare poche tasse e salari da fame, contribuendo così a peggiorare le condizioni generali di vita e di lavoro nel nostro cantone.

I Verdi: “Una campagna fraudolenta”

Per i Verdi, che sostenevano il referendum, si tratta invece di “un risultato risicato dopo una campagna fraudolenta”.

I Verdi, si legge in una nota, “esprimono costernazione per il risultato del referendum fiscale cantonale. Ritengono ingiusto il modo in cui la campagna sia stata condotta, ma si intravede al contempo una maggiore consapevolezza che questa economia sta massacrando il nostro Cantone (…). Il risultato odierno ci spinge a volerci impegnare ancora maggiormente per un’applicazione della nostra iniziativa “Salviamo il lavoro in Ticino” che sia in linea con i reali obbiettivi della stessa. Saremo pronti a dar nuovamente battaglia qualora le richieste della popolazione non siano ascoltate.

Prendiamo inoltre fermamente le distanze da questo modo poco trasparente di far politica, un metodo che volutamente non vuole mettere in evidenza le volontà politiche principali, lasciando l’elettorato in confusione e senza le necessarie informazioni per decidere con obbiettività su un oggetto in votazione.

Il basso tasso di partecipazione mostra chiaramente che molti cittadini, confusi da questa campagna, hanno semplicemente deciso di non andare a votare, un dato davvero preoccupante che deve far riflettere!

Il risultato ottenuto va molto al di là del reale elettorato dei referendisti, altro segnale che mostra uno scontento della popolazione e lo scollamento sempre più profondo tra cittadini e classe politica. Da oggi è urgente più che mai che la politica si metta in ascolto con umiltà dei reali bisogni della popolazione, senza giochetti e sotterfugi.

Purtroppo oggi dalle urne se ne esce sconfitta la popolazione che probabilmente sarà chiama alla cassa quando si tratterà di sanare gli ammanchi fiscali generati dagli sgravi alle imprese”.

Boris Bignasca: “Sì agli sgravi, ma solo con salari dignitosi”

Per la Lega si registra una dichiarazione del deputato Boris Bignasca: “I ticinesi voteranno gli sgravi fiscali in maniera più convinta solo quando saranno condizionati alla lotta contro la sostituzione dei residenti nei posti di lavoro e alla lotta contro il dumping. Sono d’accordo con una politica fiscale competitiva, ma solo se accompagnata dal 9 febbraio e da salari dignitosi”.

Il PPD: “Hanno vinto le famiglie”

Per il PPD, “a vincere sono le famiglie ticinesi”.  Famiglie che, “grazie alle misure sociali proposte da Paolo Beltraminelli e dal Dipartimento Sanità e Socialità, potranno ad esempio contare sulla riduzione delle rette degli asili nido e su strutture d’accoglienza extra-famigliari potenziate.
Un’altra misura di grande valore che riguarda i neo genitori è lo stanziamento di un assegno parentale di 3'000 franchi. Una somma non indifferente che, a fronte dell’aumento incontrollato dei costi della salute, equivale a 3 anni di cassa malati gratis (…). Anche le persone più vulnerabili, anziani e malati, beneficeranno del risultato positivo odierno. Ai loro famigliari curanti verrà infatti garantita la continuità dell’aiuto finanziario.

L’impegno del PPD a favore delle famiglie è stato dunque apprezzato e si è così rivelato vincente. I lavoro però continua; nelle prossime settimane il PPD farà nuove proposte per aiutare i ticinesi in difficoltà”.

I comunisti: “Ha vinto l’ignobile ricatto”

Il Partito Comunista, che faceva parte del comitato unitario coordinato dal sindacato UNIA, scrive che questa “iniqua riforma che prevede regali fiscali ai ricchi” causerà pesanti buchi nelle casse pubbliche.

“Purtroppo la maggioranza dei nostri concittadini – si legge in uno nota - si è lasciata convincere dalla presunta contropartita, cioè quella riforma cosiddetta sociale su cui la destra ha costruito un ignobile ricatto: o accettate i regali ai ricchi oppure vi togliamo anche l’elemosina! Un modo di fare che deploriamo ma che dimostra una cosa: vi è una tale emergenza sociale nel nostro Paese che i cittadini sono pronti a ogni compromesso, anche al ribasso, pur di risolverla.

Ci spiace che parte del fronte sindacale e progressista abbia preferito giocare al ribasso, con un compromesso vantaggioso ai ricchi e al padronato e svantaggioso per la stragrande maggioranza della popolazione”.

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