Politica
15.05.2018 - 16:180
Aggiornamento 19.06.2018 - 15:43

Ristorni, anche la Gestione spaccata: Lega, la Destra e PPD chiedono di trattare con l'Italia, socialisti e liberali tendenzialmente sono contrari. E domani in Governo, Beltraminelli ago della bilancia?

Il rapporto di Fiorenzo Dadò, che appoggia una mozione del 2015 di Fonio e Agustoni (a cui la proposta di Zali che sarà discussa domani assomiglia molto), è appoggiato da destra e centro destra, mentre il PLR, prima di appoggiare quello contrario di Quadranti ha voluto porre alcune domande

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BELLINZONA – La Commissione della Gestione questa mattina ha discusso in merito al tema dei ristorni, un giorno prima di quanto lo farà il Consiglio di Stato. Zali, che sarà seguito da Gobbi, ha chiesto di legarli alla realizzazione di determinate opere, che dovranno essere certificate dall’Italia. Ma non è una richiesta nuova, quella del blocco almeno, che però non ha mai trovato la maggioranza. Non si sa se domani cambierà qualcosa, al limite l’unico ago della bilancia potrebbe essere il pipidino Beltraminelli.

Nel 2015, i pipidini Fonio e Agustoni hanno chiesto in una mozione che  il Governo avviasse delle trattative con le autorità italiane affinché la quota parte di imposte alla fonte venisse utilizzata per il finanziamento di servizi e infrastrutture in favore della mobilità transfrontaliera. Un atto di ormai tre anni fa., che casualmente chiede circa le stesse cose di Claudio Zali.

I rapporti scaturiti dalla Commissione sono due, quello contrario del liberale Matteo Quadranti, che in sostanza ritiene che si debba lavorare su base bilaterale e con dei negoziati, non con prove di forza come il blocco dei ristorni. Ritiene anche che la mozione può essere considerata evasa a seguito del nuovo accordo fiscale parafato ma mai firmato dalle parti.

Non è d’accordo invece il pipidino Fiorenzo Dadò, che sostiene come al momento e probabilmente per un po’ ancora la questione sarà regolata dall’accordo del 1974, e che quindi discuterne fa bene, anche se il Ticino non può decidere su come l’Italia debba usare i soldi dei ristorni. Comunque, a suo avviso potrebbero servire per” mitigare le conseguenze negative – per l’ambiente per la mobilità – dell’afflusso massiccio di manodopera frontaliera in Ticino”.

La Commissione si è spaccata, anche se c’è la sensazione diffusa che in ogni caso ben difficilmente cambierà qualcosa. Secondo quello che TicinoLibero ha appreso, Lega, la Destra e PPD hanno firmato il rapporto favorevole di Dadò, mentre socialisti e liberali sarebbero orientati a firmare quello di Quadranti, ma hanno voluto porre alcune domande (in particolare, se il liberale ha prove che i soldi non siano utilizzati in opere, magari non transfrontaliere, ma di interesse per l’Italia: si rischierebbe una provocazione alla Penisola) e attendono la posizione del Consiglio di Stato, per non mandare segnali contrastanti. Ad ogni modo, il Parlamento non può bloccare i ristorni, non è di sua competenza.
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