Politica
24.05.2018 - 09:000
Aggiornamento 19.06.2018 - 15:43

La Lega all'attacco sui ristorni. "Che PLR e PS siano contro, lo sapevamo. Ma vista la posizione del suo gruppo, da Beltraminelli ci si aspettavano coerenza e coraggio"

Il partito leghista è furibondo per il 3-2 con cui si è deciso di rinviare la decisione sul blocco dei ristorni a data da destinarsi, in attesa dell'incontro con Fontana. L'ago della bilancia era il pipidino e con lui se la prende, soprattutto dopo l'atto parlamentare di Fonio e Agustoni

3 mesi fa Ristorni, tutto rinviato: si aspetta Fontana. Un buon segno per Zali?
BELLINZONA – Pareva una scelta collegiale, fatta per attendere di parlare del tema con Attilio Fontana, Presidente della Regione Lombardia. Invece la decisione di non decidere, in pratica, su un eventuale blocco dei ristorni, è stata presa col solito 3-2, a quanto si evince in un comunicato di una furibonda Lega dei Ticinesi.

“L’altra settimana il Consigliere di Stato leghista Claudio Zali, con l’appoggio del collega Gobbi, ha presentato una proposta che prevede di versare solo parzialmente i ristorni all’Italia allo scopo di realizzare opere di comune interesse (italo-svizzero). Il presidente del Governo Claudio Zali ha messo sul tavolo una proposta concreta, bloccare almeno 25 milioni che ogni anno vengono versati ai frontalieri. Del resto i ristorni dovrebbero servire proprio a finanziare questo genere di investimenti. Invece finiscono a tappare i buchi di gestione corrente dei comuni italici beneficiari”, inizia la nota.

Poi si va all’attacco. “Che i ministri P(L)R e P$ osteggiassero la proposta era cosa nota, ma vista la posizione del gruppo PPD in parlamento dal CdS Beltraminelli ci si aspettava quantomeno un po’ di coerenza e quel pizzico di coraggio che a volte non fa male!”. Il riferimento è all’atto parlamentare di Fonio e Agustoni che, presentato tre anni fa, è stato discusso settimana scorsa ed ha avuto il messaggio favorevole di Dadò, ancora un pipidino, e quello contrario del liberale Quadranti (che poi in realtà non è contrario al contenuto ma al modo).

“Per l’ennesima volta la partitocrazia storica ha boicottato invece la proposta dei rappresentanti leghisti e dimostrato la sudditanza alla politica federale e alla vicina Penisola. Il triciclo P(L)R-PPD-P$ ha difatti “deciso” di non decidere, dimostrando ben poco coraggio e soprattutto evidenziando quanto siano disposti a combattere per gli interessi del Ticino e dei Ticinesi, ovvero ben poco, a differenza dei nostri Consiglieri di Stato Zali e Gobbi che sul tavolo hanno messo un’idea giusta e realizzabile”, si lamenta la Lega.
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