Politica
25.05.2018 - 15:450
Aggiornamento 19.06.2018 - 15:43

"L'Italia può far quel che vuole dei soldi". Ristorni, si discute ancora. La Lega, "il Consiglio Federale ha invece detto che c'è possibilità di siglare accordi"

Il Governo ha risposto a Quadranti, che per stendere il rapporto di minoranza sull'atto parlamentare Fonio-Agustoni aveva chiesto lumi, dicendo che "solo nelle premesse dell'Accordo c'è un intento comune di devolvere i ristorni per spese e opere transfrontaliere". Ma per i leghisti non è così, anzi

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BELLINZONA – I ristorni non smettono di far discutere. Secondo il Consiglio di Stato, l’Italia non è tenuta a dire per che cosa li usa. Secondo il Consiglio Federale, seppur si tratta di qualcosa valido in linea di principio, si potrebbe creare un accordo.

Il Governo ha risposto alle domande di Matteo Quadranti, relatore di minoranza e contrario sull’iniziativa di Fonio e Agustoni che domandavano di poter parlare con l’Italia per l’utilizzo dei famosi soldi che, secondo l’accordo fiscale ancora in vigore fino alle firma del nuovo, vanno ai Comuni di frontiera. “L’Accordo sui frontalieri non contiene disposizioni precise sulla destinazione degli importi dei ristorni. È unicamente nelle premesse dell’Accordo che si rileva l’intento comune di voler devolvere le compensazioni finanziarie a copertura delle spese per opere e servizi pubblici che alcuni Comuni italiani di confine devono sostenere a causa dei frontalieri”, scrive il Consiglio di Stato.

Dunque, l’Italia può far quello che vuole dei soldi.

Ma la Lega, in un ennesimo comunicato furente, riporta come “il Consiglio Federale, rispondendo ad un’interrogazione (18.3118), alla domanda: “Quale margine è dato al Cantone, nell'ambito delle proprie competenze di politica internazionale transfrontaliera, di costruire un accordo con la regione Lombardia che vincoli l'utilizzo dei ristorni alla realizzazione dei P&R?” ha chiaramente smentito ed asfaltato i due presidenti:  “L'articolo 56 della Costituzione federale conferisce ai Cantoni la facoltà, a condizioni rigorose, di concludere con l'estero trattati nei settori di loro competenza. Il finanziamento delle infrastrutture transfrontaliere può, in linea di principio, rientrare in tale competenza”.

Un margine limitato, ma che parrebbe esserci. Chi ha ragione, quindi? “I Presidentissimi dei partitoni storici P(L)R Bixio Caprara e Igor Righini P$, ai microfoni della RSI, hanno attaccato la Lega dei Ticinesi sulla posizione del blocco dei ristorni, accusando i ministri leghisti e il movimento di proporre solo soluzioni inapplicabili e prendere in giro il popolo ticinese. Ebbene, i difensori del diritto “superiore” e degli interessi italici hanno fatto male i conti”, scrive il Movimento di via Monte Boglia, che ancora una volta punta il dito contro Paolo Beltraminelli, oltre che contro appunto Righini e Caprara.

Settimana prossima l’atto parlamentare di Fonio e Agustoni, risalente a tre anni fa e per caso arrivato in aula nel periodo in cui anche il Governo deve decidere se bloccare o meno i ristorni, sarà probabilmente battaglia.
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