Politica
26.10.2018 - 16:360

Anche fra giovani è battaglia. "Sorprendono GISO e Verdi. Tre domande per tutti voi"

I Giovani UDC reagiscono al comunicato congiunto di quattro movimenti giovanili contro l'iniziativa del 25 novembre. "Smascheriamo questa crassa buffonata"

BELLINZONA – “In pulitica come in guera, püsé ball che tera!”. Scelgono una frase dialettale i Giovani UDC per replicare al comunicato congiunto e all’omaggio di un sacco di patate, per far vedere come a loro avviso il sì all’autodeterminazione porterebbe la Svizzera a vivere di sola agricoltura, di quattro movimento giovanili.

“D'accordo che "in pulitica come in guera, püsé ball che tera”, ma i giovani PLR, PPD, PS e Verdi oggi stabiliscono un record difficilmente eguagliabile. Ritornare alla situazione antecedente al 2012, quando la Costituzione era considerata prioritaria rispetto al diritto internazionale, a loro dire, ci condannerebbe alla coltivazione di patate. E allora per smascherare questa crassa buffonata, poniamo tre semplici domande”, scrive il movimento giovanile democentrista.

Le domande?

"1. La Svizzera ha stipulato accordi economici internazionali contrari alla propria Costituzione?
2. Quali accordi economici, ne bastano tre, dovranno essere disdetti a seguito dell’accettazione dell’iniziativa per l’autodeterminazione?
3. Quali Paesi al mondo antepongono senza riserve il diritto internazionale alla propria Costituzione?"

“Mentre il PLR e il PPD hanno sempre dimostrato la loro sudditanza e ubbidienza nei confronti delle grandi lobby economiche, in questo caso ben rappresentate da Economisuissse, sorprendente è l’inciucio dei giovani Socialisti e dei Verdi, oggi a braccetto di quelle multinazionali che in ogni occasione criticano e osteggiano. La coerenza non fa certo parte del loro DNA”, parte l’attacco.

“Nel frattempo, mentre restiamo in attesa di cortesi risposte, ricordiamo loro la presa di posizione del dottore in diritto ed ex presidente del Consiglio degli stati Hansheiri Inderkum (PPD), che ha fatto parte della commissione che negli anni '90 ha elaborato la nuova Costituzione federale. A suo avviso dire che in caso di sì popolare il prossimo 25 novembre si mette in pericolo centinaia di accordi internazionali “è solo un'affermazione populistica che rimane nel regno della fantasia”. Anche il Consigliere nazionale PLR Thierry Burkart, sulle colonne del Blick, si era espresso in tal senso. Le argomentazioni agricole, particolarmente folcloristiche, soffiate nelle orecchie dei giovani PLR, PPD , PS e Verdi da parte del grande capitale non stanno né in cielo né in terra!”, termina la nota.

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