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Ultimo aggiornamento: 21.01.2019 05:14
Politica
22.12.2018 - 10:420

Mondo radar! Oltre 400 flash al giorno e multe per oltre 11 milioni all'anno

Rispondendo a un’interrogazione di Sergio Morisoli e Paolo Pamini, il Dipartimento delle istituzioni ha raccontato per filo e per segno il “famigerato mondo radar”

BELLINZONA - Da gennaio a settembre di quest’anno i radar fissi posizionati in Ticino hanno scattato qualcosa come 110’512 istantanee. Il che significa che ogni giorno, in media, oltre 400 automobilisti sono stati beccati a una velocità superiore al consentito.

 

Rispondendo a un’interrogazione di Sergio Morisoli e Paolo Pamini, il Dipartimento delle istituzioni ha raccontato per filo e per segno il “famigerato mondo radar”, fornendo anche i raffronti e l’evoluzione rispetto agli anni precedenti.

 

I flash degli apparecchi fissi, che corrispondono evidentemente al numero delle infrazioni rilevate e delle multe comminate, sono passati dai 36’228 nel 2015 ai 110’512 nei primi nove mesi di quest’anno.

 

Principale protagonista di questa impennata è stato l’implacabile radar installato sull’autostrada a Balerna, poco prima della dogana di Brogeda e poco dopo il cartello che indica il passaggio del limite di velocità da 120 a 100 all’ora. Una vera e propria trappola per topi che già nei primi sei mesi dalla messa in funzione, nel 2016, aveva fruttato 8 milioni di contravvenzioni. Un radar funzionale alla limitazione della velocità su un tratto dove spesso di creano colonne di veicoli fermi in attesa di varcare il confine.

 

Ma le polemiche non sono mancate, in Ticino come oltre confine, visto che il 59% delle multe per eccesso di velocità legate a questa postazione sono indirizzate verso i domicili di automobilisti stranieri, in gran parte italiani e frontalieri.

 

Rispondendo all’atto parlamentare, il Dipartimento spiega che la Polizia cantonale ha in dotazione solo 2 apparecchi per i radar fissi che, a rotazione, vengono impiegati nelle 9 postazioni: Ambrì, Malvaglia, Gudo, Vira Gambarogno, Avegno, Vezia, Serocca D’Agno, Magliaso, Maroggia.

 

Nelle scorse settimane il ministro Norman Gobbi ha annunciato che questi radar verranno smantellati e i controlli verranno effettuati solo con radar mobili: “A partire dal 1° gennaio 2019 il rilevamento della velocità sulle strade cantonali ticinesi sarà affidato a due apparecchi semi-stazionari, i quali sostituiranno le nove postazioni fisse citate poc’anzi e che saranno in seguito smantellate. Una decisione che si inserisce nella strategia del Dipartimento delle istituzioni di rimuovere i radar fissi dalle strade cantonali (resteranno in funzione solo quelli presenti lungo l’autostrada A2) e di segnalare tutti i controlli di velocità mobili e semi-stazionari tramite comunicazione ai media e i social network della Polizia cantonale, continuando così con la comunicazione trasparente avviata nel corso del 2017 e voluta dal Parlamento”.

 

Ma, come avrete ben capito, le postazioni autostradali (Gentilino e Balerna, entrambe attive unicamente in direzione sud) rimarranno e sono munite di un apparecchio sempre in funzione. È quindi inutile giocare alla roulette russa sperando che il radar sia spento.

 

Oltre alle postazioni fisse, si legge nella risposta all’atto parlamentare, “la Polizia dispone di 3 apparecchi mobili (di cui uno semi-stazionario, impiegato in prevalenza in presenza di cantieri autostradali) utilizzati a rotazione in tutto il Cantone”.

 

Il Dipartimento precisa che la Polizia cantonale dispone di due soli operatori radar (su un totale di 743 agenti a tempo pieno), per cui viene utilizzato un solo radar mobile per volta.

 

E aggiunge: “Si segnala che, al momento attuale, la Polizia cantonale non è in grado di evadere le numerose richieste provenienti sia dagli Enti locali che dai privati, i quali chiedono di effettuare controlli di velocità su tratti specifici”.

 

Occorre inoltre “sottolineare che la Polizia cantonale non è la sola ad operare con tali apparecchiature. Le Polizie comunali dispongono infatti di un totale di 15 radar (incluse le pistole laser). La suddivisione di questi apparecchi tra i vari corpi e le loro modalità d’impiego, nonché tutti gli ulteriori dati ad essi collegati, devono venir richiesti ai singoli enti locali”.

 

Questa ed altre misure si fa per dire “preventive”, spiega il Dipartimento, hanno contribuito ad un importante miglioramento della sicurezza stradale, confermato dalle statistiche. In effetti, dal 2008 ad oggi, incidenti, feriti e morti sulle strade sono nettamente diminuiti: quasi dimezzati: dagli oltre 6'000 incidenti del 2008 si è passati ai circa 3'900 del 2017.

 

Alla domanda sui costi dei radar, il Dipartimento spiega che quello di Balerna, posizionato sulla A2, è stato interamente finanziato dalla Confederazione. E che in sostituzione delle postazioni fisse presenti sulle strade cantonali, nel 2018 sono stati acquistati i citati due apparecchi semi-stazionari ad un prezzo di circa 417'000 franchi.

 

I radar sono forniti da aziende specializzate, “i cui prodotti hanno ottenuto l'omologazione da parte dell'istituto di metrologia Metas di Berna. In Svizzera vi sono essenzialmente tre grandi fornitori: CES COMPLETE ELECTRONICS SYSTEMS, JENOPTIK TRAFFIC e BREDAR”.

 

Veniamo agli incassi. Le multe relative a infrazioni rilevate dai radar sono state nel 2015 pari a 6 milioni e 682'710 franchi, nel 2016 pari a 10 milioni e 234'349, e sono salite nel 2017 a 11 milioni e 175'596 franchi. I dati del 2018 non sono ancora disponibili.

 

“Gli introiti derivanti dalle multe – scrive il Dipartimento -, come pure le altre tipologie di entrate, sono accreditati alle voci di ricavo del conto economico del Cantone”.

 

E aggiunge: “Per quanto attiene alle attività di sensibilizzazione legate alla sicurezza stradale, ricordiamo che il Dipartimento delle istituzioni ha avviato il progetto “Strade Sicure”, il quale per il tramite della Polizia cantonale assicura opere di prevenzione e sensibilizzazione in tal senso. Lo stesso è finanziato dal Fondo per la sicurezza appositamente costituito e viene alimentato con gli importi incassati grazie alla vendita delle targhe di controllo dei veicoli”.

 

 

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