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11.12.2016 - 18:290
Aggiornamento : 19.06.2018 - 15:43

«Un referendum a fini elettorali, non sociali»

OKKIo contesta le affermazioni dei referendisti sulla tassa sul sacco. «Sarebbe una tassa in più solo per i luganesi. E se costasse troppo, basta vigilare e non solo scaldare le cadreghe»

BELLINZONA - «L’obiettivo della legge federale, è di salvaguardare l’ambiente grazie alla minor produzione di rifiuti possibile. Per raggiungerlo la legge chiede l’applicazione del principio di causalità che premia i cittadini garantendo loro di pagare solo per i propri rifiuti. In sintesi: i cittadini hanno il diritto di pagare solo per i rifiuti da loro stessi prodotti. E i Comuni che non applicano una tassa causale negano un diritto ai loro concittadini». Ha già preso posizione più di una volta l'Osservatorio per la gestione ecosostenibile dei rifiuti (OKKIO), ma di fronte a quella che ritiene essere una "campagna di disinformazione" portata avanti dal Mattino, desidera farlo di nuovo. OKKIO è convinto che «il referendum è stato lanciato a fini “sociali” bensì a fini elettorali. A conferma del detto che in politica, var püsee la tola da l’or...». I motivi di questa affermazione? La conoscenza di coloro che definiscono "gli eroi del referendum", che "mentono sapendo di mentire». A che proposito? Intanto, viene contestata l'affermazione secondo cui «la raccolta e lo smaltimento rifiuti sono un servizio di base al cittadino! E allora per cosa le si pagano le imposte, se per ogni prestazioni dell’ente pubblico bisogna ancora sborsare un balzello?». Per OKKIO, «anche la fornitura d’acqua e lo smaltimento delle acque luride sono servizi di base, e si pagano con i “balzelli”. Allora perché i nostri “eroi del referendum” non lanciano una iniziativa per far sì che anche quei servizi vengano pagati con le imposte?». Per i referendisti, la tassa sul sacco è la più antisociale, perché non tiene in considerazione la forza finanziaria: «infatti non lo è, non vuole nemmeno esserlo. Si tratta di una tassa “incentivante” cioè che incita ad un comportamento virtuoso, comportamento che si può chiedere a tutti, sia ai ricchi che ai poveri. Più si è virtuosi, meno si spende!». Viene precisato come le famiglie con bambini piccoli e anziani che usano i pannoloni saranno aiutate ricevendo quantitativi importanti di sacchi gratuiti, già ora. «Inoltre, si può girarla e pirlarla come si vuole, ma la tassa sul sacco rimane una tassa in più sul groppone dei ticinesi». Per l'Osservatorio per la gestione ecosostenibile dei rifiuti non è così, «lo è solo per i Luganesi! In 59 Comuni c’è già, quindi non cambierà niente. E va detto che anche se ha successo il referendum per questi Comuni non cambierà nulla! Negli altri 70 che hanno una tassa forfettaria, se la vedranno diminuire, per compensare l’aumento del costo dei sacchi. Ma la cosa più bella è che l’importo globale che pagheranno, sarà inferiore!! Perché con la tassa sul sacco, diminuiscono i rifiuti da smaltire a 180.- Fr a tonnellata, e aumentano quelli che costano solo 10.- o 20.- Fr/ton. Siccome il sistema deve coprire i costi ed essere trasparente, se i costi si riducono, si ridurrà anche la tassa di base e quella sul sacco». E se i balzelli servono a far cassetta, «la legge parla chiaro, ciò non deve, e non può succedere! E se dovesse esserci il pericolo è sufficiente che “i nostri eroi del referendum” tramite i loro rappresentanti nei Municipi e Consigli Comunali contestino gli importi delle tasse e otterranno ragione. È previsto dalla legge secondo il principio della copertura dei costi e della trasparenza. Basta vigilare e non solo scaldare le cadreghe!!». Inoltre, «sarà anche vero che i ticinesi sono già sensibilizzati alla separazione del pattume, tuttavia i dati statistici dimostrano che dare la possibilità ai cittadini di pagare solo per i rifiuti da loro prodotti, incentiva di molto la separazione. Lo dimostra il fatto che i Comuni con la tassa sul sacco producono 150kg/abitante all’anno, i Comuni con la sola tassa forfettaria 310Kg/abitante mentre Lugano senza nessuna tassa Kg 330kg/abitante/anno. Che in soldini vuol dire che nei Comuni con la tassa sul sacco la spesa pro abitante è di molto inferiore a quella dove non c’è! Ma questo ovviamente i nostri “eroi del referendum” fanno finta di non sapere e si guardano bene dal riconoscerlo». Infine, vengono precisati i costi per lo smaltimento dei rifiuti e smentito il fatto che «poi i rifiuti accuratamente separati vanno tutti (o quasi) a finire nell’inceneritore di Giubiasco».
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