Politica
25.03.2019 - 10:000

La sinistra autoritaria getta la spugna. "Non conquisteremmo nemmeno un seggio in Consiglio Comunale"

In pochissimi avevano sentito parlare del Partito Popolare Comunista. Esso non era riuscito a diventare un partito, ora dice basta. "Al massimo abbiamo fatto ridere per gli errori ortografici e il nostro stile abbastanza trash"

BELLINZONA – Un partito getta la spugna. Certo, in pochi, pochissimi, avranno sentito parlare del Partito Popolare Comunista: ed è proprio il motivo per cui esso ha deciso di chiudere dal primo aprile, una resa. “Siamo riusciti al massimo a conquistare 31 like ma non abbiamo esercitato nessuna influenza politica. Siamo riusciti piuttosto a far ridere la gente con gli errori ortografici e il nostro stile abbastanza trash”, ci viene detto amaramente.

Chi ci sia dietro questo gruppo, non si sa. Tempo fa, su nostra domanda, ci spiegarono che si trattava di dieci persone dai 20 ai 50 anni. “I nostri capisaldi più importanti sono lottare per una Svizzera autonoma lontana dalla sfera d'influenza euro atlantica per preservare la neutralità e scongiurare il nostro coinvolgimento in una possibile guerra mondiale. Vogliamo scongiurare la politica populista nei confronti dei naturalizzati e stranieri perché ciò non porterà a una buona coesione nazionale ma anzi delle divisioni interne. Siamo per un'economia statalista e l'obbiettivo principale entrare in competizione col settore privato perché ci deve essere una forte presenza dello stato”.

Ma non ha funzionato: i fondi e i numeri per diventare partito non c’erano. E continuano a non esserci, anzi. “Il nostro scopo, era, una volta raggiunte tante persone interessate al nostro movimento, arruolare. Dopo creare un vero partito politico da riuscire ad espanderlo e cambiare il sistema. Ma purtroppo abbiamo realizzato che non conquisteremo neanche un seggio in consiglio comunale altro che cantonali,federali e magari esecutivo”, è la lucida analisi. 

“Cari kompagni dal 1° aprile chiudiamo la nostra attività politica su tutti i social. Abbiamo voluto portare in Ticino una nuova sinistra ma abbiamo capito che il comunismo sovietico è impossibile da applicare in Europa.Siamo diventati famosi grazie ai volantini contro il gay pride di Lugano, siamo finiti su tutti i giornali online persino a Como. La differenza tra noi e altri partiti PC,MPS e POP è che loro sono una sinistra libertaria noi invece autoritaria. Molti ci scambiamo per rossobruni o catto comunisti per le nostre posizioni moraliste che venivano usate nel blocco socialista. Molti dicono che il comunismo in URSS non era vero comunismo è che Stalin non lo era affatto. Noi non siamo falsi comunisti ma comunisti incompresi. Per questi motivi a causa che non abbiamo potuto conquistare le masse chiudiamo la nostra attività”, si legge sulla pagina Facebook, aperta fino al primo aprile per eventuali saluti.

E qualcuno si rammarica: “Siete gli unici che potrebbero portare una sinistra diversa non quella di oggi buonista a favore del capitalismo”.

Un altro bacchetta: “Sinceramente, credo che questo sia il riscontro del fatto che la nostra società si sia evoluta al punto che certe spinte autoritarie non siano più accettate perché incompatibili con l'odierna democrazia. Spero che questo vi abbia insegnato ad aprire la mentalità e magari a proporre idee più consone alla realtà odierna e più rispettose del prossimo”.

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