Politica
09.05.2019 - 12:300

Meno parcheggi (e più cari), più zone senz'auto, stretta sui limiti di velocità, benzina più cara: Quadri dice no. E le FFS intanto...

Di ieri è la notizia che il costo dell'abbonamento generale potrebbe aumentare del 10%. Il leghista inoltra una mozione in cui sostiene che "ulteriori vessazioni non sono accettabili, anzi stracciamone alcune esistenti"

BERNA – Viaggiare, in Svizzera, rischia di diventare davvero caro. Ieri si parlava di un aumento del costo dell’abbonamento generale delle FFS addirittura del 10%, tra le misure ci sarebbe anche l’abolizione di quello ribassato per gli studenti. 

Da tempo si sta promuovendo l’uso dei mezzi pubblici (certo che se le premesse sono quelle, non è molto confortante). Lorenzo Quadri chiede però di non vessare in maniera ulteriore gli automobilisti, e lo fa con una mozione al Consiglio Federale.

“Per promuovere ulteriormente il trasporto pubblico, il Consiglio federale sta esaminando una serie di misure proposte da un nuovo studio per la sostenibilità stradale, commissionato dall’Ufficio federale per lo sviluppo territoriale (ARE)”, scrive il leghista.

Il che vorrebbe dire, per esempio, meno parcheggi (e più cari), più zone senz'auto, limiti di velocità più stringenti e benzina più cara.

“Ancora una volta, simili proposte, teoriche ed estremiste, non tengono conto del fatto che molti cittadini, specie nelle regioni periferiche, non hanno alternativa all’automobile. E che gli automobilisti sono già tartassati e criminalizzati ad oltranza. Ulteriori vessazioni non sono dunque più sostenibili. Bisognerebbe semmai cominciare a stralciare qualcuna di quelle attualmente in vigore, invece di inventarsene sempre di nuove”, sostiene, attaccando poi il populismo climatico, che, “peraltro privo di basi scientifiche, non deve diventare il pretesto per infierire ulteriormente su un’importante categoria di cittadini, sempre più trasformati in mucche da mungere a beneficio delle casse statali”.

“Né si può disconoscere, per motivi ideologici, che le accresciute esigenze di mobilità, con i problemi viari ed ambientali che ne conseguono, sono direttamente legate all’aumento della popolazione dovuto all’immigrazione ed all’esplosione del frontalierato. Una situazione che la maggioranza della politica federale vuole ulteriormente aggravare con la sottoscrizione dell’accordo quadro istituzionale (che comporterà l’applicazione in Svizzera della direttiva UE sulla cittadinanza) e del patto ONU sulla migrazione, che mira ad introdurre la libera circolazione delle persone a livello mondiale”, termina.

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