Politica
31.05.2019 - 16:340

Foletti contro i 'cafoni dell'e-bike'. "Faccia una bella pedalata". "Vedo solo cafoni prodotto della Lega di Lugano"

Un'opinione del leghista, in cui prende di mira i 'ciclisti metropolitani'. "Sub categoria di cittadino egoista e irrispettoso". Gli rispondono Stephani, Ghisletta e Jermini

LUGANO – Michele Foletti contro tutti. Per politiche di destra o di sinistra? Per l’economia? Per i frontalieri? No, per le e-bike e chi le guida!

Che evidentemente non piacciono più di tanto al Municipale luganese, che in un’opinione pubblicata dal Corriere del Ticino. “Come cittadini siamo diventati tutti vittime inconsapevoli del ciclista metropolitano: colui che attrezzato con e-bike, magari con gomme da motocicletta e motore da supercar, spadroneggia tra corsie del bus, marciapiedi e sensi unici, per non parlare delle zone pedonali. Il cafone elevato all’hi-tech; un tipo che piace alla sinistra perché non inquina e – soprattutto – infrange le regole di convivenza civile che sono un vecchio simbolo del fascismo. Il cafone in e-bike è una sub categoria di cittadino egoista e irrispettoso che pretende di appropriarsi dello spazio comune per i propri comodi. Non diamogli retta, né spazio”.

Niente a che vedere col ciclista, quello sì che suda!

Una presa di posizione che non poteva che scatenare una serie di reazioni in difesa dei “cafoni in e-bike”!

A partire dal deputato verde Andrea Stephani, che pubblica su Facebook una sua foto in bicicletta. “Non so cosa sia successo al deputato Michele Foletti, ma vorrei ricordargli che in ogni agglomerato umano troviamo sia la persona educata che il cafone, più o meno tecnologico. Da monsignor Della Casa a Gigi il troione: il mondo è bello perchè è vario. E allora, con la mia migliore faccia da ciclocafone hightech, consiglio al collega una salutare pedalata in questa giornata di sole!”. Team ‘ciclocafoni’, insomma.

Più duro il (possibile) candidato al Consiglio Nazionale per il PS Andrea Ghisletta:”IIl cafone hi-tech che piace alla sinistra e le famosissime regole di convivenza civile fasciste. Cose che vengono pubblicate dai giornali (dal CdT)! Fossi redattore io risponderei: "grazie Michele, forse è stato un maggio difficile, ha piovuto e le elezioni non sono andate alla grande...riscrivi a giugno che magari passa!"

Agguerrito anche lo storico esponente del PS luganese Marco Jermini. “I cafoni sono quegli imprenditori (parolona che non si addice al caso) che la giunta leghista ha portato e continua a portare in città. Cafoni di serie A, come esercenti che comprano e fanno fallire società ed esercizi pubblici uno dietro l’altro, nail studios e tatuatori, gelatai e pastifici, boutique presso le quali si può acquistare solo prima di carnevale. Negozi che vendono aria fritta! Posti creati ad arte per portare qui €€€, far fallimento e raccogliere magari anche la disoccupazione per parenti e amici”, scrive. ““Questa è la politica di sviluppo economico della città promossa anche probabilmente attraverso sotterfugi edili (ristrutturazioni senza dire niente a nessuno) al limite della legalità. Quando vado in città vedo solo cafoni di questo tipo: completo a righe, camicia, cravatta con nodo gigantesco, cellulare con auricolare rigorosamente Bluetooth, ma mutande piene di “bolletta” e calzini col buco. Questo è il prodotto della Lega di Lugano, Alcalde in testa!”. Una replica che va oltre l’e-bike, che va a colpire la Lugano leghista.

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