Politica
09.09.2020 - 09:140

Caso permessi, i Verdi: "Violazione delle garanzie procedurali nelle indagini?"

Continua la polemica. I Verdi chiedono se vi è stata una "violazione delle garanzie procedurali nelle indagini riguardanti i permessi di dimora?"

BELLINZONA – Continua a tenere banco la polemica sul servizio di Falò del 3 settembre scorso. Nel mirino delle critiche il direttore del DI Norman Gobbi e la gestione dei permessi. A prendere posizione, ora, sono i Verdi del Ticino che tramite due interrogazioni al Governo chiedono alle autorità se vi è stata una "violazione delle garanzie procedurali nelle indagini riguardanti i permessi di dimora?".

"Dalla puntata di Falò della RSI del 3.9.2020 – si legge nell'atto parlamentare – e secondo un recente articolo de La Regione emergono pratiche senza basi legali, umilianti e non pertinenti riguardo alle procedure di rinnovo dei permessi di soggiorno B e C a residenti stranieri in Cantone Ticino. Allo scopo di infliggere una multa per violazione di norme amministrative oppure per infrazioni alla circolazione stradale o per altre infrazioni lievi a contravvenzioni penali le norme di procedura prevedono garanzie alle persone coinvolte che invece da anni nel Cantone vengono negate agli stranieri residenti in Ticino coinvolti nelle perquisizioni al domicilio e nei lunghi interrogatori".

E ancora: "Le risposte che verranno fornite alle seguenti domande permetteranno al Gran Consiglio di verificare se le procedure di inchiesta avviate in questi ultimi anni da parte della sezione della popolazione siano conformi alle garanzie procedurali nonché abbiano dato seguito ai rimproveri contenuti nelle numerose sentenze del tribunale amministrativo che hanno annullato le decisioni della Sezione della popolazione stessa".

Alla luce di quanto esposto, ecco le domande sottoposte al Governo dai Verdi:

1. Quale è la base legale su cui si fondano le centinaia di perquisizioni effettuate dalla Polizia Cantonale e dalla Polizia Comunale (fornendone il numero negli ultimi cinque anni compreso il 2020.) presso centinaia di titolari di permesso B e di permesso C, senza preavviso, anche il mattino presto, compiendo verifiche in tutti i locali del domicilio, frugando negli armadi e nelle scrivanie e ponendo domande ai presenti che rientrano nella sfera privata personale segreta protetta dalla legislazione federale sulla protezione dei dati?

2. Per quale motivo le informazioni e le dichiarazioni raccolte presso i titolari di permesso B e di permesso C non vengono verbalizzate e sottoposte per la firma alla persona interrogata?

3. Per quale motivo gli interrogatori di titolari di permesso B e di permesso C, che possono durare anche ore, vengono effettuati senza preavviso e senza l’assistenza di un patrocinatore legale? In altre parole, come mai lo Stato tratta i titolari di permessi con meno garanzie rispetto a quanto non faccia con un delinquente?

4. Qual è il tenore delle circolari e direttive interne emanate dal Consiglio di Stato rispettivamente dal Dipartimento delle istituzioni o da altri organi di quest’ultimo allo scopo di adeguare la suddetta prassi della Sezione della popolazione al contenuto delle sentenze del Tribunale cantonale amministrativo dopo che questi aveva annullato numerose decisioni della Sezione della popolazione (p.f. allegare testi integrali)?

5. Per quale motivo la prassi di inchiesta e decisionale della Sezione della popolazione non è ancora stata adeguata al contenuto delle numerose sentenze del tribunale cantonale amministrativo che ha già annullato numerose decisioni fondate su questa prassi?

6. Come si giustifica l’apparente deviazione dai compiti istituzionali della polizia nelle prassi adottate per gli accertamenti relativi ai rinnovi del permesso B e C?

7. La prassi investigativa e la prassi cantonale di applicazione restrittiva della legge introdotte negli ultimi anni da parte della Sezione della popolazione è stata sottoposta per verifica alle autorità federali che esercitano l’Alta vigilanza sull’applicazione della legislazione federale sugli stranieri?

Nella mattinata di oggi, è giunta anche la presa di posizione dei Giovani Leghisti sulla vicenda. "Ancora una volta – si legge nel comunicato – dobbiamo prendere atto di come ad una parte della politica interessi particolarmente l’accoglienza di stranieri di dubbia onestà piuttosto che la sicurezza pubblica. Il MGL ha piena fiducia nell’operato del DI e dell’Onorevole Norman Gobbi e auspica che si continui a garantire la pubblica sicurezza negando, laddove sia necessario, il rilascio o il rinnovo di nuovi permessi. Questo a favore di tutta la società: domiciliati, residenti e lavoratori esteri che vivono e/o lavorano sul nostro territorio".

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