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22.06.2016 - 15:040
Aggiornamento : 19.06.2018 - 15:43

Se si sveglia Lewa... Ma la Polonia è una squadra solida

I prossimi avversari della Svizzera hanno una difesa forte, e contro di loro non si potrà incorrere in errori difensivi. In attesa del bomber del Bayern, la stella è Milik, la spina dorsale "italiana"

EURO2016 - Chiunque passerà, scriverà la storia. Polonia e Svizzera, in parte, lo hanno già fatto: entrambe non avevano mai passato la fase a gironi in un Europeo. Entrambe seconde nei loro gruppi, la prima dopo la Germania, la seconda con solo la Francia che ha fatto meglio, si danno appuntamento a sabato. Il rischio, nell'incerto gruppo C, era di trovarsi di fronte la Germania. Sulla carta, erano preferibili forse Ucraina o Irlanda del Nord. Ai rossocrociati è capitata la Polonia, certamente più abbordabile dei temibili tedeschi, ma non da sottovalutare. Prima di tutto, perché solo la differenza reti li ha fatti finire dietro la Germania, perché sono imbattuti e perché sono una compagine interessante. La punta di diamante rappresenta in questo momento il punto dolente. Si pensa al calcio polacco, e si pensa a Robert Lewandowski, bomber del Bayern di Monaco. Eppure, in questo Europeo fatica, e molto. Non ha ancora segnato, ma non gli sono mancate le occasioni. Ieri, per fare un esempio emblematico, se ne è mangiata una clamorosa a pochi passi dalla porta ucraina. Se si sbloccasse, sarà di sicuro l'arma in più, però se gioca in questo modo... E certamente una sua eventuale esclusione, per il ct Adam Nawalka, non sarebbe una scelta a cuor leggero. Il punto forte, sinora, è stato invece il 22enne Arkadiusz Milik. Non si può dire che si tratti di una sorpresa, perché il ragazzo viene da 47 reti in 75 partite nell'Ajax, e su di lui il ct rimodella le posizioni degli esterni, per dargli la possibilità di esprimersi al meglio. Nella prima partita con l'Irlande del Nord, è stato decisivo, con la Germania si era divorato le occasioni che avrebbero potuto permettere ai suoi di vincere (partita e dunque girone). La Polonia ha siglato solo due reti, quella decisiva di ieri è arrivata da Blazczykowski, ma per contro non ne ha subita neppure una. Piszczek e Pazdan stanno facendo un ottimo Europeo in difesa, aiutati dall'esperienza del torinese Glik. La colonna portante gioca in Italia, ben sei elementi, fra cui il portiere Scszesny. Da tener d'occhio anche Krychowiak, che con il Siviglia ha vinto due volte l'Europa League. I polacchi preferiscono il 4-2-3-1, nelle qualificazioni a questo torneo, che hanno visto la squadra compiere un ottimo cammino, hanno giocato a volte col 4-4-2 e non disdegnano neppure il 4-3-3. Per la Svizzera, quindi, ecco un'avversaria coriacea. Analizzando il percorso, si può dire che la prima partita è stata la migliore. Nella seconda, con la Germania, la Polonia ha tenuto testa con una difesa impeccabile ai più quotati avversari, ma davanti ha mostrato qualche inattesa difficoltà. E ieri ha faticato più del dovuto a battere un'Ucraina già eliminata. Parabola discendente? In un Europeo, sarebbe un'eresia dirlo, perché la fase a eliminazione diretta esalta e cambia gli equilibri. Potrebbe esaltare, appunto, Lewandowski, che sarà l'osservato numero 1 della difesa svizzera. Guai pensare che una prima parte di torneo deludente gli possa tarpare le ali, con la sua voglia di prendersi la Nazionale sulle spalle è più pericoloso che mai. I rossocrociati, qualche volta, si sono lasciati andare a incertezze difensive, costate per esempio il rigore contro la Romania o qualche brivido contro l'Albania, mentre tutto sommato hanno retto bene l'urto della Francia. Con la Polonia, gli errori saranno però vietati. E bisognerà concretizzare, perché gli avversari dietro hanno un bunker, e non hanno ancora subito reti. La Svizzera, si sa, non segna molto facilmente, pur alternando ritmi rapidi ad altri più cadenzati in modo da indirizzare la gara il più possibile come desidera. Servirà cinismo, e non saranno negative velocità e idee. Embolo o Seferovic? Il primo, quando è entrato in corso, ha mostrato grande attitudine al sacrificio, mentre dall'inizio con la Francia non ha fatto benissimo. Tende a cercare di allargarsi, il che potrebbe non essere un problema, anzi un punto di forza se riuscisse a far aprire la difesa polacca, se non fosse che in mezzo non ci sarebbe nessuno. Ciò che manca alla Svizzera è un centravanti vero da area di rigore, quello che Seferovic nelle prime due sfide non ha saputo essere. Per scardinare una retroguardia rocciosa, ci vorrebbero le sgroppate di Lichtsteiner, in ripresa contro la Francia, e Rodríguez (positivo ma poco visibile in fase d'attacco) e la fantasia di Shaqiri. Il folletto, per ora, ha deluso, senza riuscire a rendersi protagonista. Gli ottavi lo attendono. Sarà la partita di Lewandowski e Shaqiri? Probabilmente, di uno solo dei due. Chi si sveglierà, potrà essere decisivo, ma l'errore più grande che la Svizzera può fare è concentrarsi solo su di lui.
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