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18.03.2019 - 14:000

"Ti vogliamo bene Cora, ora e per sempre". "Una canzone per te? Quanto avrei voluto scriverla!"

La scomparsa dalla calciatrice Cora Canetta ha colpito l'intero Ticino, che la ricorda con commozione. Maurizio Canetta: "Quando segnasti alla squadra africana, eri quasi dispiaciuta: ma giocare al massimo è segno di rispetto per gli avversari"

BALERNA – La scomparsa di Cora Canetta, probabilmente la principale giocatrice di calcio femminile ticinese, ha lasciato il Ticino sportivo e non solo attonito e sconvolto. Come è stato riferito, raramente si è vissuto un minuto di silenzio toccante e sentito come quello per ricordarla ieri alla partita del “suo” Balerna.

Tanti i ricordi commossi per la 27enne, una ragazza bionda e sempre sorridente, col calcio nel cuore, ricordi che arrivano da mondi diversi.

Dal calcio, naturalmente, con una straziante lettera scritta dal responsabile del responsabile della squadra femminile del Balerna, suo ex allenatore, Stefano Scali. “Cora non ha potuto così vivere la vita che avrebbe meritato e soprattutto non potrà regalarci altri insegnamenti come fatto negli ultimi anni. Insegnamenti donati con il cuore e l’immancabile sorriso, in punta di piedi, senza mai far pesare le sue enormi qualità calcistiche e umane. Sempre in punta di piedi si faceva carico di tutto e con la sua straordinaria umiltà trainava la squadra senza però mai prendersi i giusti meriti ma condividendoli con le compagne che a lei piaceva definire famiglia”, si legge. “Chi come me ha avuto l’onore e il piacere di allenare per diversi anni una splendida ragazza come Cora, non può non avere tantissimi ricordi e pensieri da scrivere su una persona meravigliosa che ci ha regalato emozioni uniche e irripetibili. Chiunque ha avuto il piacere di condividere un pezzo della propria vita con Cora porterà sicuramente nel proprio cuore un ricordo, un aneddoto, un’emozione, che solo una campionessa come lei può darti”.

Dopo le condoglianze ai familiari, Scali conclude così: “Ti vogliamo bene Cora ora e per sempre, e ti saluto come dicevi tu “Ho visto un gran Balerna!”

Nei giorni scorsi l’ha ricordata con un post anche il direttore della RSI, Maurizio Canetta, che con lei condivide il cognome, ma nessuna parentela. “Quando la incontravo, scherzavamo. “Mi chiedono sempre se sono tuo padre”, dicevo io. “Mi chiedono sempre se sono tua figlia”, rispondeva lei. Con il sorriso stampato sul volto. Non sono parente di Cora, l’ho frequentata perché giocava a calcio ed era una donna stupenda. Una volta le ho chiesto di darmi, un giorno, la sua maglia della nazionale con il nome, vista l’omonimia. Sai, mi ha detto, a noi non danno le maglie con il nome, non siamo mica ricche come il calcio maschile. Adesso la situazione sta cambiando, ma solo dieci anni fa le cose stavano così. Quando le ragazze dell’AYSA, la scuola calcio di Marc Duvillard ad Harare, sono venute in Ticino per giocare il torneo del Rapid, si sono trovate proprio contro il Rapid. Hanno perso uno a zero e il gol decisivo - ovviamente viene da dire - lo ha segnato Cora. Io accompagnavo le ragazze africane e ho guardato il volto di Cora, era quasi dispiaciuta per aver frustrato la gioia di quelle ragazze che giocavano per la prima volta in uno stadio vero. Ma lei era un’attaccante e il suo compito era fare gol. Giocare al massimo anche quando sai che sei superiore e potresti risparmiarti un po’ è il massimo segno di rispetto per gli avversari. Grazie Cora, un bacio e un abbraccio!”.

Ed anche Maxi B ha speso parole emozionanti per lei: “Ti ho conosciuta personalmente negli ultimi due anni.
Prima eri “solo” una grande sportiva che seguivo sui giornali.
Poi, grazie alle interviste pazze in radio che rilasciavi a noi BB.
E dopo, perché mi hai dato l’occasione di conoscere la tua famiglia e chi ti vuole un mondo di bene, invitandomi a intrattenere il tuo matrimonio. In fine, la tua richiesta. Con la solita allegria nella voce:
“Maxi, vorrei scrivessi una canzone per me.” Cara Cora, quanto avrei voluto farlo. Dio solo sa quanto. Grazie dei tuoi magnifici sorrisi. Mi mancherai. Riposa in pace cara Cora”.

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