Svizzera
05.02.2018 - 17:300
Aggiornamento : 19.06.2018 - 15:43

La Lingera riapre ai minorenni. "È come pensare a un mondo in armonia: non è realistico che non ci sia nessuno che crea problemi. Ma sono un 1%"

Il presidente spiega che con i minori di 18 anni non vi sono stati problemi, mentre sono state espulse diverse persone fra i 20 e i 30 anni. "La maggior parte desidera divertirsi e stare in compagnia. In Grigioni, a 16 anni si può bere, per cui impossibile proibire l'entrata. La pausa magari ha fatto riflettere"

ROVEREDO – Il primo grande carnevale a essersi concluso, con grande soddisfazione degli organizzatori, è quello di Roveredo. Alla Lingera sono 18mila le persone che sono entrate nel corso delle varie serate. “Abbiamo fatto carnevale sulla vecchia autostrada, usando il percorso del corteo della vecchia Lingera”, ci racconta felice il presidente Simone Giudicetti.

Ma la novità di cui desideriamo parlare è la riapertura ai minorenni. “È andata benissimo, non possiamo quantificare quanti ne siano entrati, però nessuno di loro è finito in infermeria”.

Come mai avete cambiato idea e li avete ammessi di nuovo?
“In Grigioni la legge dice che dai 16 anni in poi si possono bere vino e birra, e che di conseguenza i giovani possono acquistarla nei locali pubblici. Di conseguenza, consultandoci, abbiamo dato il via libera. Non possiamo vietare loro di entrare al carnevale, considerato come un luogo pubblico”.

Però per due anni l’avete fatto…
“Avevamo avuto qualche problema coi minorenni, alcuni finiti in infermeria, e abbiamo dato lo stop. Poi siamo tornati sui nostri passi, è giusto permettere anche a loro di far carnevale”.

I due anni di pausa sono serviti a far riflettere?
“Magari, non so, magari è un caso. Forse sono serviti per dire che per essere ammessi alla Lingera devono comportarsi bene. I genitori potrebbero essere divenuti più responsabili, il carnevale non può esserlo verso tutti”.

Cosa pensa del mondo giovanile in generale? Ci diceva che ha sempre fatto carnevale, qualche problema di violenza, e certamente di troppo alcool, c’è anche nei locali notturni.
“Abbiamo tanti giovani, e ne ho visti molti, che hanno voglia di divertirsi, di stare in compagnia, di sfogarsi, di farlo in modo sano. Una percentuale ha magari un disagio suo, che proviene dalla vita, e crea problemi. Sono una piccola parte”.

Come si può arginare questa problematica?
“Difficilissimo dirlo. Pensando alla Lingera, non abbiamo diffidato nessun minorenne. Chi litiga o combina qualcosa, viene espulso e diffidato, non ci preoccupiamo per esempio di chi ha iniziato: fuori tutti! Quest’anno è successo una trentina di volte, non con minorenni. Le persone mandate via sono giovani, ma non  minorenni: direi dai venti fino ai trenta”.

Quindi comunque la tematica esiste, non si parla proprio di minorenni ma della fascia dei giovani.
“Certo, ma si chiede perché c’è la guerra? Una percentuale di persone al mondo vive un disagio, e si può paragonare a qui: una percentuale della gioventù vive un disagio, però non è proibendo alla parte sana di divertirsi. L’anno prossimo proseguiremo su questa via! Sono molto contento di come è andata, e sono sicuro che sarà così anche per gli altri carnevali. Non dobbiamo generalizzare, la maggior parte delle persone vengono per divertirsi. Quelli che non hanno buone intenzioni secondo me è l’1%. Se il mondo fosse tutto rose e fiori, sarebbe bello, ma non succede, e non sarebbe reale nemmeno avere tutti gli avventori di un carnevale che hanno solo voglia di divertirsi”.

Paola Bernasconi
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