Svizzera
05.07.2018 - 10:240
Aggiornamento 13.07.2018 - 12:21

"Era un invito, non una proibizione". La scuola dice la sua sulla grigliata e sui cervelats

La polemica l'aveva scatenata il democentrista Andreas Glarner, che aveva riportato la telefonata di una mamma a cui era stato detto di non far portare cervelats per rispetto ai bambini musulmani. "Portate formaggi, dolci, carne, evitando il maiale in modo che possano mangiare tutti", diceva la lettera

1 mese fa Storia di una grigliata e di usanze. "Non potete grigliare il cervelats, altrimenti i bambini musulmani non possono partecipare"

OBERWIL-LIENI - “Mi ha appena chiamato una mamma delusa. Le è stato comunicato che i suoi figli, che partecipano in un'organizzazione giovanile, non possono portare a casa il cervella”, denunciava attraverso i social il democentrista Andreas Glarner, sindaco di quel comune argoviese che non aveva voluto accogliere i rifugiati.

Il tutto riguardava una grigliata fra bambini, in cui a suo dire si era imposto ai ragazzini di non portare cervelats perché altrimenti i giovani musulmani presenti non avrebbero potuto partecipare (o di portare un grill a parte). Una vicenda che aveva scatenato polemiche.

Tele M1 ha indagato sulla storia. In realtà, non sarebbe stata un’associazione giovanile bensì una scuola che organizzava una festa di fine anno scolastico .

La scuola afferma di aver chiesto ai bambini di portare qualcosa da mangiare, pensando a formaggi, dolci e carne, e in merito a quest’ultima, si pregava di evitare il maiale in modo che tutti potessero mangiare.

“Si sta ingigantendo la cosa. Da parte nostra non è stato imposto alcun divieto, abbiamo solo invitato alla comprensione”, ha detto il direttore della scuola.

In sostanza, poco cambia…. Però l’istituto scolastico ci tiene a precisare che si trattava, appunto, di un invito e non di un divieto.

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