Tribuna
05.08.2016 - 10:250
Aggiornamento : 19.06.2018 - 15:43

Bosia Mirra la paladina dei finti rifugiati e degli spalancatori di frontiere

di Boris Bignasca

Prima di aiutare i finti rifugiati, bisogna aiutare i ticinesi in difficoltà, per colpa del dumping salariale e della libera circolazione! Da qualche giorno la deputata del PS Lisa Bosia Mirra, improvvisamente liberata dai suoi impegni con Soccorso Operaio Svizzero, si è fatta paladina dei migranti, che giornalmente bussano alla porta sud della Svizzera per entrare in territorio svizzero. La signora Bosia Mirra, che in qualità di Presidentessa dell’Associazione Firdaus si è eretta a loro paladina, li accoglie, li consiglia, li accompagna alla frontiera, li consegna nelle mani delle guardie di confine e scrive le intenzione dei migranti: chiedere l’asilo in Svizzera. Il bello, o il brutto, è che lo fa anche per chi di loro in Svizzera non vuole rimanere e l’asilo non lo vuole chiedere. Lo fa anche per quelli il cui unico obiettivo è raggiungere i Paesi del nord Europa, come poi dichiarano alle guardie di confine. Nel turbinio delle cifre le autorità federali, infatti, affermano sempre che le richieste di asilo sono diminuite, dimenticando che sono aumentate in modo esponenziale i cittadini che vedono la Svizzera come un corridoio di transito. Così facendo non fanno altro che nascondere quello che il Consigliere di Stato leghista Norman Gobbi va dicendo da mesi: con la chiusura dei valichi francesi e austriaci, l’unica alternativa è la via elvetica. Ma torniamo all’impegno civico della signora Bosia Mirra, anzi, alle conseguenze dello stesso. Prima di tutto nei confronti dei migranti, che, abbindolati dalla rappresentante PS, depositano una richiesta d’asilo ignari del fatto che essa li legherà alla Svizzera. Chiedendo asilo in Svizzera si precludono definitivamente la possibilità di raggiungere la meta sperata, perché se trovati in un paese terzo, verranno coattamente rispediti laddove hanno fatto richiesta d’asilo, cioè in Svizzera. La conseguenza? Grazie all’opera benefica della signora Bosia Mirra i costi sostenuti dalla Confederazione, pagati dai contribuenti svizzeri, aumenteranno. La situazione ha delle conseguenze anche per le finanze, già sotto pressione, del Ticino. Infatti la signora Bosia Mirra dovrebbe spiegare ai ticinesi che tutti i migranti che desiderano solo attraversare la Svizzera, anche se muniti di dichiarazione firmata dalla deputata socialista, devono essere accompagnati alla frontiera dove vengono presi a carico dalle autorità italiane. Visto che, ad esempio di notte, la presa a carico da parte italiana non è possibile, i migranti pernottano nelle strutture organizzate dal cantone, a carico quindi dello Stato. Il costo dell’operazione? Qualche centinaia di migliaia di franchi al mese. Non farebbe meglio la signora Bosia Mirra a spiegare ai suoi assistiti che non è possibile transitare dalla Svizzera? Renderebbe un vero servizio a loro e a noi! Ultima trovata della compagna Bosia Mirra è quella di denigrare il lavoro delle guardie di confine, appellandosi niente di meno che ad Amnesty International. Complimenti! Istigazione a depositare domande d’asilo, aumento dei costi sostenuti dal cantone, intasamento delle strutture ricettive delle guardie di confine… ecco il risultato dell’attività che la signora Bosia Mirra utilizza per riempire le sue giornate. Insomma, i migranti alla ricerca di oro e incenso devono accontentarsi delle false illusioni elargite loro dalla Bosia Mirra. Boris Bignasca
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