Tribuna
23.03.2017 - 16:310
Aggiornamento 19.06.2018 - 15:43

Bellinzona, per la mobilità serve una visione a 360°

di Nicolas Brianza, Candidato al Consiglio Comunale di Bellinzona

Molto è stato fatto nell’ ultima legislatura per il trasporto pubblico, sono state introdotte nuove linee, create nuove pensiline, in alcune c’è persino l’apposita segnaletica che annuncia il tempo di arrivo del bus. Peccato però che buona parte dei bus si trova poi imbottigliata nel traffico, con gli ovvi ritardi, vuoi per le automobili in entrata e uscita dal centro, vuoi per la carenza di corsie preferenziali (o anche chiamate corsie “fantasma”, perché per una tratta ci sono, poi non ci sono più, poi magari riappaiono).

Sono state fatte anche alcune piste “ciclabili” che di ciclabile hanno però ben poco, per esempio in Via Lugano hanno rimosso la striscia che separa le corsie delle automobili per inserire le strisce gialle laterali delle corsie (strette) per le biciclette. Il risultato è che le automobili sono costrette a zigzagare e ad invadere le parte ciclabile quando si incrociano, e i ciclisti, come i ragazzi che si recano a scuola, non possono circolare in sicurezza. Il problema è noto, non c’è spazio sufficiente nelle nostre strade per fare le piste ciclabili che siano degne del nome, figuriamoci le corsie preferenziali per gli autobus, le strade dovrebbero essere allargate e di molto.

Allargare le strade però è un po’ più complesso che fare spazio ad un terzo binario, gli espropri sono infatti minori per la ferrovia. Quindi ben venga il terzo binario, la nuova stazione in Piazza Indipendenza, l’aumento di capacità dei treni, che però non arriverà prima di 10-15 anni. Nel frattempo però il traffico aumenta, e allora potremmo fare i park&ride presso gli svincoli autostradali, la gente che si reca al lavoro potrebbe posteggiare (magari gratuitamente e senza tassa di collegamento) e usare il bus o il Tilo per andare in centro.

Oppure ci potrebbe essere una rete di bike-sharing che attraversa la regione collegando i park&ride e le stazioni Tilo. Perfino il semi-svincolo trova il suo spazio in questa rete di mobilità (permetterebbe di spostare parte del traffico veicolare sull’autostrada rendendola de facto l’asse principale di transito veicolare) ma purché ci sia un posteggio di assestamento nelle vicinanze, collegato con piste ciclabili e reti di bike-sharing, servite da bus che circolano su vere corsie preferenziali.

E non dimentichiamoci i servizi di trasporto innovativi, Bellinzona potrebbe fare da apripista con progetti pilota di sistemi di trasporto elettrici e a guida autonoma simili a quelli in prova a Sion e a Zugo.

Solo con una visione a 360 gradi che comprenda una mobilità pubblica e privata, su strada e su ferrovia, pedonale e ciclabile e perché no altamente tecnologica, permetterà una vera libertà di scelta che renderà la Nuova Bellinzona una città moderna ed attrattiva anche per un ipotetico polo tecnologico sulla mobilità sostenibile.

Nicolas Brianza, Candidato al Consiglio Comunale di Bellinzona e vicepresidente dei Verdi Liberali Ticino
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