"Deputata Bosia Mirra", c'è posta per te, Righini e Pronzini. Poggi scrive, "rispondete a queste quattro domande"
In un'opinione, l'ex granconsigliere torna sul caso della socialista. "Certe questioni di legge valgono solo quando ci sono di mezzo i vostri? Ecco perché il PS perde consensi..."
Politica
BELLINZONA – Il caso del decreto d’accusa che ha colpito la deputata socialista Lisa Bosia Mirra continua a far discutere. Il suo partito la difende, lei non vuole dimettersi, invocando i motivi umanitari che l’hanno spinta al gesto. È di ieri un suo lungo e accorato intervento su Facebook, da noi riportato, che spiega la sua versione dei fatti.

Attraverso un’opinione sul Corriere del Ticino, l’ex deputato Donatello Poggi attacca. “Il fattore umanitario, tanto enfatizzato, potrebbe rientrare in diversi reati, o presunti tali”, scrive, e porta alcuni esempi, decisamente al limite: rubare per la propria famiglia, rapinare una banca per dare il denaro a chi dorme sotto i ponti, aggredire qualcuno, superare i limiti di velocità in autostrada per salvare la vita di un familiare.

“A Righini questo è magari sfuggito, oppure si svegliano loro, unicamente quando c’è di mezzo una loro rappresentante?”, ci chiede Poggi, che in questo fatto trova una spiegazione al calo di consensi degli ultimi anni del PS. “Si sa, per loro la colpa è sempre degli altri”.

Ma il tema dell’opinione è il fattore umanitario, ricorda l’ex granconsigliere, che vuol porre quattro domande a Lisa Bosia Mirra, al suo presidente Igor Righini, ed anche a Matteo Pronzini, deputato MPS, movimento che si è da subito schierato apertamente con la socialista.

“1. Quanti sono i clandestini (anche economici) che la deputata Bosia Mirra ha fatto entrare sul nostro territorio? (si sa che i viaggi sono stati nove, ndr)

2. Di questi clandestini la deputata Bosia Mirra conosceva esattamente la loro provenienza, l’età e il loro passato?

3. Dove si trovano attualmente questi clandestini: in Ticino, nel resto della Svizzera o in Europa?

4. Questi clandestini hanno commesso nel frattempo qualche tipo di reato, capita purtroppo sempre più di frequente. Se sì, chi paga tutte le spese? La deputata Bosia Mirra, Igor Righini o Matteo Pronzini?”

“Insomma, troppo facile (e illegale) fare i martiri con i soldi degli altri e continuamente sciacquarsi la bocca con l’ormai stantia formuletta dei moventi umanitari”, non molla Poggi, che sostiene come in Eritrea da ormai tre anni non vi sia più nessuna guerra e che la Svizzera accoglie in percentuale più profughi di ogni altra nazione nella zona UE. Termina con il classico “la legge è uguale per tutti e non ammette ignoranza. Forse che non tutti siamo uguali?”




Pubblicato il 19.04.2017 16:00

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