Eolo, da dove arriva quel vento così forte? La spiegazione del meteorologo, che tranquillizza, "fenomeni come quelli dei giorni scorsi non influenzeranno l'estate"
Guido Della Bruna di MeteoSwiss: "il fattore determinante è stata una forte corrente da nord. Ma venti e freddo non sono così insoliti, in pochi giorni si tornerà alle temperature normali"
Locarnese
LOCARNO MONTI – Il vento ha sferzato fortissimo l’intero Ticino, nei giorni scorsi (causando parecchi disturbi anche a livello di salute, in particolare mal di testa, nervosismo, insonnia, stanchezza, irascibilità). Ma in Svizzera Interna è andata anche peggio, con qualche nevicata e un freddo che poco si addice alla primavera. Cosa è successo, a livello metrologico? Lo abbiamo chiesto a Guido Della Bruna, di MeteoSwiss.

Il vento sembra essersi calmato. Come spieghiamo queste giornate in cui ha imperversato così?
“Ci sono stati diversi fattori. Prima di tutto c’era una forte corrente da nord in quota, fattore indispensabile. Si trattava di aria molto fredda, e proprio per questo, quando oltrepassa le Alpi, è molto più pesante di quella che già c’era e si precipita verso valle, come fa un fiume in piena, causando grosse turbolenze. Non direi comunque che è un fenomeno anomalo, succede, soprattutto in questa stagione, che ci sia vento da nord. Certo, con questa intensità non è frequentissimo, ma si trattava comunque di un’allerta 3 su una scala che arriva fino a 5”.

Nei prossimi giorni, soffierà ancora?
“Rimarrà un po’ di vento da nord, in particolare in montagna, anche durante il fine settimana, ma non dovrebbe più riuscire a spingersi fino alle basse quote, dove i venti saranno abbastanza deboli. Oppure arriveranno addirittura da Sud e non da Nord (quindi più caldi, ndr)”.

Invece, cosa ha portato al freddo e addirittura alla neve in Svizzera Interna?
“I fenomeni sono abbastanza legati. Si è trattato dell’arrivo di una massa di aria molto fredda, di origine polare. Se da noi il freddo è stato compensato dal vento favonico, al nord non è successo e hanno avuto la massa di aria solo fredda, che ha causato nevicate in pianura. Non sono state comunque particolarmente intense, si è trattato di precipitazioni localizzate di breve durata, e in gran parte hanno faticato ad attaccare al suolo, dunque non hanno portato a grandi problemi sulle strade”.

In molti temono un’estate glaciale, viste le temperature attuali… non sembra primavera.
“Non è per forza collegato, sono degli episodi brevi. Infatti abbiamo avuto un riscaldamento e nei prossimi giorni dovremo tornare a temperature nella normali”.

Per quanto concerne l’inquinamento, il vento è positivo, aiuta a diminuire la concentrazione di particelle nocive nell’aria?
“Ci sono le due facce della medaglia. In sé, il vento da nord è molto turbolento e causa un buon rimescolamento dell’aria, così gli inquinanti non si possono accumulare vicino al suolo come avviene quando non c’è vento. D’altra parte, però, con la facilitazione agli incendi, i roghi hanno provocato la loro parte di inquinamento. Come effetto netto, in ogni caso direi che quello positivo supera quello negativo sull’inquinamento”.

Sintomi di un cambiamento climatico diffuso?
“Esso lo vediamo soprattutto quando ci sono temperature calde, non fredde. Come si può vedere sul nostro sito, con le cartine con le anomalie di temperature, negli ultimi 20-30 anni la frequenza di valori fuori dall’ordinario come temperature troppo calde sono aumentati”.

Per voi, è diventato più difficile prevedere il tempo?
“Con l’aumento delle temperature, c’è una maggior frequenza di estremi, sia di periodi siccitosi e di piogge intense, questa è la differenza rispetto al tipo di tempo di qualche decennio fa. Per noi che a Locarno Monti ci occupiamo di previsioni del tempo più che di clima, dunque su un periodo di una decina di giorni, non cambia molto, la prevedibilità resta più o meno quella di prima. È più difficile invece capire che cosa potrà avvenire su tempi più lunghi”.

Tornando all’estate, sapete già che mesi ci aspettano?
"Secondo le primissime indicazioni, le probabilità di un’estate calda sono alta, è ancora presto invece per capire se sarà soleggiata o meno".

Paola Bernasconi


Pubblicato il 21.04.2017 19:00

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