L'UDC ha deciso: sosterrà Cassis. Chiesa, "la Svizzera italiana deve essere rappresentata in Consiglio Federale"
Importante vittoria per il ticinese durante le audizioni. Il democentrista, "ovviamente i candidati non hanno idee vicine alle nostre. I temi su cui ci siamo concentrati sono in particolare quelli dei rapporti con l'UE. Io sono qui anche per cercare di favorire il mio Cantone"
Politica
BERNA – L’UDC oggi ha sentito i tre candidati liberali al Consiglio Federale e ha deciso: sosterrà Ignazio Cassis, che riporta dunque un’importante vittoria nel cammino verso il giorno X, ovvero il 20 settembre.

Abbiamo sentito Marco Chiesa per chiedergli i motivi della scelta.

Avete dunque deciso di sostenere Cassis?
“Abbiamo scelto di sostenere il candidato della Svizzera Italiana. Saremo compatti, la discussione era stata fatta già molto lungamente al nostro interno”.

Quali sono i motivi che vi hanno spinto a questa scelta?
“Siamo per la concordanza, rispettiamo i tre candidati scelti dal Partito Liberale, evidentemente non sono candidati UDC e non potevamo aspettarci che sotto molti punti di vista a noi cari fossero vicini a noi. In mezzo alle tante valutazioni fatte, che sono state molte come i temi esaminati, c’è stato il fatto che la Costituzione recita che le parti linguistiche devono essere rappresentate in seno al Consiglio Federale. E questo ha avuto un peso”.

Immagino che Cassis vi abbia anche dato delle risposte soddisfacenti però…
“Evidentemente non c’è stato motivo di dover privilegiare qualcun altro al di là del fatto di fare la riflessione che la Svizzera Italiana merita di tornare in Consiglio Federale. Ognuno vede la Svizzera italiana in modo diverso, noi faremo il possibile affinché il Ticino torni a sedere a Berna”.

Quali sono stati i temi da voi toccati?
“Dall’UE all’accordo dei giudici stranieri. I rapporti con l’Unione Europea per noi sono centrali. Ma non dirò niente di quel che ci è stato risposto dai candidati”.

Come ticinese, lei è contento della decisione del gruppo parlamentare?
“Credo che sono qui anche per cercare di favorire il mio Cantone, quindi laddove posso far sì che ci sia una rappresentanza della Svizzera Italiana sarebbe sleale non sostenerla”.


Paola Bernasconi


Pubblicato il 12.09.2017 19:00

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