La jihad vicina a noi, Don Feliciani contro corrente. "Un motivo in più per voler bene ai migranti, costretti anche a difendersi da questi loro fratelli"
Se in molti sono preoccupati dopo l'arresto del fratello dell'attentatore di Marsiglia e della moglie, l'arciprete dice: "sono attaccati da tutti mentre non si può fare di ogni erba un fascio. Soffrono già molto e devono farlo anche per colpa di alcune mine vaganti"
Mendrisiotto
CHIASSO – Un motivo per amare di più i profughi. È questa la lettura, destinata a far discutere, dell’arciprete di Chiasso Don Feliciani dopo l’arresto dei due tunisini, marito e moglie. Lui, come noto, è fratello dell’attentatore di Marsiglia, anche se non è la mente dell’uccisione delle due cugine. Sono stati fermati al centro di registrazione, e ora rimarranno incarcerati sino a quando potrà essere messa in atto l’espulsione.

La jihad, in fondo, a due passi da casa, i protagonisti degli episodi che purtroppo si vedono in tv che entrano nelle nostre vite. Per molti, un motivo di preoccupazione. Antitetico, appunto, il commento di Gianfranco Feliciani al Corriere del Ticino.

“Vicende come questa forniscono semplicemente un motivo in più per voler bene a questi poveri migranti. Queste persone non soltanto devono fuggire dalla guerra che imperversa a casa loro, ma devono anche difendersi da questi loro presunti fratelli, che invece non sono altro che lupi in un gregge di pecorelle”.

Insomma, costretti a fuggire da casa loro ed anche traditi da terroristi che si nascono al loro interno. “Quando la gente se ne approfitta e un fratello tradisce un proprio fratello non è mai piacevole”, prosegue l’arciprete.

I migranti “sono attaccati da tutti. È sbagliato fare di ogni erba un fascio perché queste persone soffrono già molto e, per colpa di alcune mine vaganti, devono soffrire anche per il comportamento di alcuni di loro”.


Pubblicato il 11.10.2017 11:00

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