"Anziani al volante pericolo costante?". Le statistiche dicono di no, "però la vista e la capacità di reazione... La visita di controllo non dovrebbe essere eseguita dal medico di famiglia"
In un momento in cui la sicurezza stradale è tornata tristemente alla ribalta dopo il dramma di Sigirino Matteo Lordelli, si interroga sul ruolo degli over dopo l'innalzamento a 75 anni dell'età per la visita medica obbligatoria. "Bevono meno, vanno meno veloce e usano le cinture".
Politica
di Matteo Lordelli*

Il tema della patente agli anziani è sempre molto complesso e controverso.

Soprattutto dopo l’ultimo «via libera» da parte del Consiglio federale per la possibilità
d’innalzamento dell’età, da 70 anni a 75 anni, per la visita obbligatoria presso un medico di fiducia. L’attuale legge prevede ciò: sono tenuti a sottoporsi a una visita medica di controllo da un medico di fiducia, i titolari di una licenza che hanno compiuto 70 anni, ogni 2 anni. Guardando le statistiche uufficiali sembrerebbe che gli anziani guidino addirittura meglio dei giovani, visto che il numero di incidenti in Svizzera causati da quest’ultimi è inferiore del 2,15% rispetto alla categoria conducenti dai 18 ai 24 anni.

Eppure dopo l’ultimo incidente causato da un uomo di 74 anni, che ha imboccato l’autostrada in contromano a Lugano, per circostanze che la polizia deve ancora chiarire, la discussione si è riaccesa. Nei vari forum online si leggono moltissimi commenti di critica all’attuale sistema per la verifica dell’idoneità alla guida per gli anziani! Perché è vero che la tecnologia di supporto alle automobili è migliorata nei vari anni permettendo una guida «facilitata», ma è anche vero che dal 2012 al 2016 il numero di incidenti causati dagli «over 65» è aumentato del 12%.

A questo punto la domanda sorge spontanea: "I pirati della strada hanno i capelli grigi"? Beh, personalmente ritengo di no e penso che la dichiarazione da parte dell’Ufficio prevenzione infortuni (UPI) confermi la mia idea. Ecco qua un estratto: i conducenti di una certa età non si distinguono in modo negativo né per il numero degli incidenti, né per il loro comportamento. A differenza di diversi giovani, gli anziani pigiano meno sull’acceleratore, sono meno frequentemente sotto l’influsso dell’alcol e utilizzano con più frequenza la cintura.

Ad ogni modo non approvo l’attuale sistema di verifica di idoneità della patente per anziani e nemmeno la proposta di modifica dell’età. Seppur più prudenti, gli anziani sono confrontati con problemi psicofisici della vecchiaia: con l’età, la vista e la capacità di reazione si riducono e può aumentare la propensione ad ammalarsi di demenza. Per queste motivazione penso che sia giusto permettere agli anziani una certa libertà nel decidere quando è il momento opportuno per rinunciare alla propria patente, ma allo stesso tempo bisogna fermare le persone che non vogliono rendersi conto dei propri limiti. Inoltre reputo che lo Stato dovrebbe invogliare maggiormente con incentivi l’auto-riconsegna della patente da parte degli over 70.

In conclusione ritengo importante che dai 70 anni in avanti sia e¬ffettuato un controllo biennale delle varie capacità importanti per la guida, dalla vista fino ad arrivare ai riflessi.

Ma questo controllo sarebbe più opportuno che la svolga un medico che non abbia alcun interesse verso il paziente, quindi un medico non di fiducia. Agli anziani che rinunciano o gli viene negato il rinnovo della licenza di condurre è importante che sia permesso finanziariamente la possibilità di spostarsi con i mezzi pubblici, quindi è necessario concedere maggiormente e con più pubblicizzazioni delle agevolazioni all’abbonamento annuo dei trasporti cantonali. Infine bisogna sensibilizzare gli anziani ma soprattutto le persone a loro care.

Perché è vero che attualmente non vi è un serio problema di incidente causati da anziani, ma è importante che se ci sono dei limiti fisici o mentali,bisogna riconoscerli!

*vicepresidente Giovani Liberali Radicali del Mendrisiotto


Pubblicato il 13.11.2017 09:30

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