"Tifosi del Lugano? Alla Valascia c'era una sola persona che si potrebbe affiancare a noi ma assolutamente innocua"
J.J. Aeschlimann replica ai tifosi e alla società dell'Ambrì che, senza mezzi termini i primi, velatamente la seconda, ritenevano che fans luganesi fossero coinvolti nei disordini avvenuti domenica. "La Polizia peraltro gli ha parlato". Anche il Losanna si distanzia da quanto successo
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AMBRÌ – Continua a far discutere il folle pomeriggio vissuto alla Valascia. Al di là della partita, che i leventinesi hanno perso sul ghiaccio, doveva essere una bella giornata di sport per molti bambini, e fa male leggere testimonianze di ragazzini che volevano andare in pista “a cantare per l’Ambrì” ma ora non tornerebbero sugli spalti per paura.

La società ha mostrato il pugno duro, condannando, come prevedibile, quanto accaduto, aggiungendo elementi: prima di tutto, la tirata d’orecchio ai suoi tifosi, che sono caduti nella trappola della provocazione. Diversi fans biancoblu, sapendo del gemellaggio del Losanna col Lugano, si erano detti convinti che gli ultrà bianconeri avessero partecipato ai disordini. La società ha parlato di disordini premeditati ad opera di un gruppo di facinorosi provenienti da Losanna, dalla Germania e dal Ticino.

Gli ultrà avevano ragione, dunque? Interpellato da La Regione, J.J. Aeschlimann nega. “A quanto ci è stato riferito, alla pista c’era solo una persona (studente a Losanna) che si potrebbe affiancare al Lugano, ma ritenuta assolutamente innocua. Presenza, la sua, che peraltro è stata pure rilevata dalla polizia, che ha pure lei parlato di un unico tifoso riconducibile al Lugano”.

Intanto anche il Losanna ha preso posizione su quanto accaduto. “Il club distanza dal comportamento violento e inappropriato” dei suoi supporter, responsabili degli scontri di ieri alla Valascia. I valori dello sport a cui aderisce il club sono totalmente opposti a quanto accaduto. La violenza non è ammissibile né al’interno né all’esterno delle piste. Non esiteremo a prendere provvedimenti contro chiunque utilizzi lo sport come trampolino per promuovere la violenza“, scrive la società, assicurando di fare tutto il possibile per aiutare a identificare i responsabili del caos.



Pubblicato il 16.01.2018 11:27

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