Più giovani e neofiti per PLR e PPD, tante donne per Lega e PS. Favorito chi esercita un professione 'politica', il web non è ancora uno strumento di comunicazione sufficiente
Oscar Mazzoleni presenta uno studio riguardante i candidati per le elezioni del 2015. "Tanti nuovi eletti, ma anche essere un uscente è una carta vincente. Il tema più sentito da eletti e elettori è quello dei frontalieri. Il ruolo dei partiti nell'elaborazione delle liste è importante"
Politica
BELLLINZONA - Come si diventa candidati alle elezioni del parlamento cantonale? Come si svolge la campagna elettorale dei candidati? Qual è il profilo degli eletti? In che senso i candidati e gli eletti rappresentano le preoccupazioni e le opinioni degli elettori?

Ad alcuni mesi dal prossimo rinnovo dei poteri cantonali ticinesi, l’Osservatorio della vita politica cantonale dell’Università di Losanna pubblica un’analisi che consente di tornare sulle ultime elezioni del 2015. Lo studio, basato su un campione rappresentativo di 390 candidati, mostra diverse continuità con il passato e alcune novità.

Il ricambio parlamentare è in continuità con il recente passato: nel 2015, 24 deputati in carica non si sono ricandidati e 32 nuovi candidati, non in carica, sono stati eletti in Gran Consiglio. Di converso, nonostante il ricambio, essere un uscente continua a essere vincente.

Nella fase di elaborazione delle liste, il peso dei partiti rimane forte. Le candidature spontanee rimangono una minoranza rispetto a quelle sollecitate dai responsabili delle liste.

Nella promozione della propria candidatura in campagna elettorale, l’insieme dei candidati punta a dialogare direttamente con il territorio attraverso i mezzi tradizionali (partecipazione a riunioni, assemblee e comizi). Il web è importante ma non è ritenuto sufficiente.

Le elezioni del 2015 sono state un’occasione importante per i neofiti della politica, ciò che rappresenta una novità rispetto alle precedenti tornate elettorali. Infatti, coloro che ricoprivano o hanno occupato cariche comunali, cantonali o di partito prima delle elezioni rappresentavano una quota inferiore. Ciò valeva per tutte le liste, e in particolare per quelle del Partito liberale-radicale e del Partito popolare democratico, le quali hanno ugualmente impresso un ringiovanimento alle rispettive candidature che si è riflesso anche sugli eletti.

Le elezioni del 2015 saranno soprattutto ricordate per l’avanzata significativa delle elette nel Gran Consiglio ticinese che ha permesso loro di raggiungere la quota più elevata dal 1971 (24,4%). In particolare, la metà delle donne elette figura nelle fila della Lega dei ticinesi e del Partito socialista.

In generale, una formazione elevata ha favorito un maggiore successo; inoltre, più che in passato, chi esercitava una professione di tipo “politico” (funzionari di associazioni, sindacalisti, municipali ecc.) ha avuto più chance di successo nel 2015. La fascia di età più premiata è stata quella tra i 31 e 45 anni, diversamente dal 2011, quando le maggiori chance le avevano avute i candidati tra i 46 e 65 anni.

L’analisi ha inoltre permesso, per la prima volta, di confrontare le opinioni dei candidati e degli eletti al parlamento con quelle degli elettori, sulla base di un’analoga indagine svolta presso i cittadini ticinesi in occasione delle elezioni del 2015. I risultati mostrano una convergenza complessiva, con alcune divergenze, in particolare sull’ordine di priorità dei problemi da risolvere (il tema dei frontalieri risultava più sentito fra gli elettori che fra i candidati e gli eletti nel loro complesso), sul rapporto con l’Italia e sull’UE.

Lo studio presentato si è svolto nell’ambito della convenzione tra il Cantone Ticino e l’Università di Losanna, di recente rinnovata per il quadriennio 2019-2023. Lo studio integrale è disponibile all’indirizzo http://www.unil.ch/ovpr/elezioni2015


Pubblicato il 12.06.2018 11:58

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