Dopo la “maratona” di interrogatori, l’inchiesta va avanti senza stop nonostante l’istanza di ricusazione di 5 magistrati del dossier. I Moretti di nuovo in aula l’11 e 12 febbraio

SION (VS) - Dopo una nuova giornata di interrogatori-fiume, il Ministero pubblico vallesano ha fatto il punto sull’inchiesta penale relativa al dramma di Crans-Montana. Poco prima delle 21 di ieri, lunedì 9 febbraio, la procuratrice generale Béatrice Pilloud ha diffuso un aggiornamento sullo stato del procedimento, al termine di una seduta definita “maratona”, dedicata all’audizione, in qualità di imputato, dell’ex responsabile della sicurezza del Comune.
Sul fronte della richiesta di ricusazione che prende di mira le cinque procuratrici coinvolte nel dossier – inclusa la magistrata di turno che aveva adottato le prime misure d’urgenza – la Procura precisa che l’istanza è stata presentata da un solo avvocato. L’istruttoria proseguirà comunque senza interruzioni, in attesa che venga deciso se e come darvi seguito. Nel frattempo, il numero dei legali coinvolti continua a crescere: le parti civili annunciate sono ormai 263, contro le 130 registrate a fine gennaio, rappresentate complessivamente da 74 avvocati.
L’inchiesta si è nel frattempo estesa a due nuove persone: l’attuale responsabile del Servizio di sicurezza del Comune di Crans-Montana e l’ex incaricato della sicurezza, che ricopriva anche la direzione del servizio a partire dal 2021. Entrambi sono stati sentiti recentemente come imputati. Le audizioni, svoltesi tra venerdì e lunedì, sono state interrotte dopo dodici ore e riprenderanno in un secondo tempo, poiché non tutte le parti hanno potuto porre le proprie domande.
Rinvio anche per gli interrogatori di Jacques e Jessica Moretti, titolari del bar Le Constellation, perseguiti per incendio colposo nonché per omicidio colposo e lesioni personali per negligenza. Le loro audizioni riprenderanno l’11 e il 12 febbraio. Anche in questo caso, gli avvocati delle parti civili hanno annunciato una lunga serie di quesiti.
Criticata fin dall’inizio per la gestione e la comunicazione dell’inchiesta, la Procura ha voluto sottolineare l’intensità del lavoro svolto. Dal 1° gennaio 2026 sono state emesse circa cinquanta ordinanze e mandati, condotte oltre dieci audizioni e richieste diverse commissioni rogatorie internazionali. Il fascicolo procedurale conta oggi quasi 2’000 pagine e oltre 8’500 atti materiali. Considerato l’elevato numero di parti coinvolte, le udienze sono state trasferite nell’aula della HES-SO di Sion.
Nei prossimi giorni è inoltre prevista una seduta durante la quale gli avvocati potranno visionare le immagini delle telecamere di sorveglianza di Crans-Montana e quelle del Constellation, o almeno ciò che ne resta, poiché una parte dei filmati non è stata conservata in tempo. Le immagini saranno inserite agli atti, ma non trasmesse alle parti, a causa del loro contenuto e del carattere privato.
Sul piano internazionale, su invito dell’Ufficio federale di giustizia, il 19 febbraio 2026 a Berna si terrà un incontro tecnico tra le autorità di perseguimento penale italiane e vallesane. L’obiettivo è chiarire le modalità delle indagini e rafforzare le basi della cooperazione giudiziaria, in un contesto segnato anche da crescenti pressioni politiche. Una comunicazione ufficiale seguirà al termine dell’incontro.
Infine, un passaggio centrale dell’inchiesta riguarda la perizia tecnica. Tutte le parti hanno potuto formulare domande supplementari, che saranno prese in considerazione nel mandato già trasmesso al Forensisches Institut di Zurigo. In attesa delle conclusioni degli esperti, la polizia cantonale proseguirà con l’audizione di testimoni e persone informate sui fatti. Un’indagine che, secondo la Procura, procede ora a ritmo sostenuto.