Lettera aperta del primo cittadino che replica alle accuse social. Individuati i corpi degli altri sub dispersi nella grotta degli squali

Sono stati individuati i corpi dei quattro sub italiani dispersi nella grotta sommersa di Thinwana Kandu, nell’atollo di Vaavu, alle Maldive, dove ha perso la vita anche Federico Gualtieri, 31 anni, biologo marino e istruttore subacqueo di Omegna, nel Verbano-Cusio-Ossola. La salma del giovane, già recuperata, sta rientrando in Italia, mentre da domani dovrebbero iniziare le operazioni per riportare in superficie anche gli altri quattro corpi intrappolati a circa 50-60 metri di profondità nella cosiddetta “Grotta degli squali”.
Sulla tragedia è intervenuto con una lunga lettera aperta il sindaco di Omegna, Berio Mina, che ha annunciato il lutto cittadino nei giorni del funerale di Federico Gualtieri.
“In questi giorni, a seguito della tragica scomparsa di Federico Gualtieri - ha scritto - la nostra comunità si è ritrovata a condividere il grande dolore della sua famiglia e le forti e contrastanti emozioni che suscitano queste tristi vicende.
Spiace constatare che allo stesso tempo qualcuno abbia pensato di lasciar passare più o meno diretti messaggi volti a far intravedere una presunta insensibilità o distrazione da parte delle istituzioni locali, sia pur con la classica premessa di non voler fare polemica. Ma i social non conoscono questi limiti e lasciano campo libero a qualsiasi divagazione, anche quando il silenzio sarebbe la scelta più saggia. Ci sono soglie di riservatezza e rispetto personale che andrebbero mai oltrepassate. Ma a quanto c’è chi non aspetta altro per far strisciare considerazioni che nulla hanno a che fare con la vera sensibilità civica, istituzionale e personale.
Ieri ho avuto un lungo e intenso colloquio con la mamma di Federico. Mi ha ringraziato per aver trattato con attenzione e scrupolo l’attesa di questi giorni interminabili e abbiamo concordato che la città di Omegna dichiarerà il lutto cittadino a seguito del ritrovamento di Federico e in coincidenza con i giorni del funerale. Solo oggi è arrivata la conferma del ritrovamento degli altri 4 corpi. Solo domani cominceranno le operazioni di recupero.
Pochi minuti dopo l’arrivo delle prime notizie che rimbalzavano dalle Maldive, l’amministrazione comunale esprimeva profondo cordoglio e si metteva a disposizione della famiglia. Ho avuto modo di ribadire vicinanza e dolore anche in occasione di eventi pubblici, non ultimo in occasione della serata al Teatro Sociale ‘Marta fiore di maggio’, insieme alla famiglia Giroldini che ringrazio per la sensibilità.
Peccato che non sempre e non da tutti vengano tenuti in debita considerazione tempi e modi di reazione opportuni, adeguati e rispettosi. I nostri lo sono stati e lo saranno sempre nei confronti di ciascuno, in particolare delle persone colpite così duramente dalla vita che a volte non perdona”.
Le vittime della tragedia sono Monica Montefalcone, docente di ecologia marina dell’Università di Genova, la figlia ventiduenne Giorgia Sommacal, Gianluca Benedetti, istruttore subacqueo, Muriel Oddenino, biologa marina e ricercatrice di 31 anni, e Federico Gualtieri.
Per le operazioni di recupero sono arrivati alle Maldive specialisti finlandesi della DAN Europe, organizzazione internazionale esperta in sicurezza subacquea e interventi in ambienti estremi. I soccorritori hanno spiegato che i corpi si trovano in fondo a un tunnel nel secondo ambiente della grotta e che potranno essere recuperati due alla volta.
Intanto proseguono le polemiche sulle autorizzazioni per immersioni oltre i 30 metri. Le autorità maldiviane sostengono che soltanto tre sub fossero autorizzati a scendere a quelle profondità, circostanza contestata dai familiari delle vittime e dai legali coinvolti nella vicenda.
Il marito della professoressa Montefalcone ha respinto con forza la tesi che la moglie e la figlia abbiano affrontato un’immersione senza le necessarie competenze, definendo la docente “preparatissima, esperta e coscienziosa”. Anche il legale della famiglia Gualtieri ha chiesto che vengano sequestrati documenti, computer ed effetti personali per chiarire ruoli, autorizzazioni e responsabilità.
Sul caso indagano ora sia la polizia delle Maldive sia la Procura di Roma. Restano ancora sconosciute le cause precise della tragedia.