"Innanzitutto, auspichiamo che, prima di partire con l’implementazione, venga verificata l’accessibilità da parte degli allievi ai traguardi minimi di competenza"

Riceviamo e pubblichiamo dal Movimento per la scuola
Il Movimento della Scuola plaude alla decisione del Consiglio di Stato di procedere con il superamento della differenziazione strutturale degli allievi. Riteniamo che sia una questione importante, che vada finalmente affrontata con la dovuta attenzione. Nell’ultimo mese ci siamo chinati sulla questione in due occasioni; per questo motivo non ci dilungheremo su tematiche che abbiamo già trattato nei documenti consultabili sul nostro sito.
La formulazione del messaggio governativo ci fa però temere che alcune questioni fondamentali per un superamento efficace dei livelli passino in secondo piano.
• Innanzitutto, auspichiamo che, prima di partire con l’implementazione, venga verificata l’accessibilità da parte degli allievi ai traguardi minimi di competenza. Questo è un elemento indispensabile riguardo al quale, però, durante la sperimentazione non sono state effettuate indagini mirate. Sarà pertanto di primaria importanza raccogliere dati al riguardo. Per quanto concerne la matematica, ci aspettiamo che questo venga verificato durante il mese di maggio, somministrando le prove cantonali previste per il corso attitudinale anche nelle sedi sperimentali, che si rifanno al programma del piano di studi, corrispondente dunque a quanto insegnato nel corso attitudinale. Dai dati raccolti sarà possibile, per gli esperti, capire se i traguardi minimi fissati siano accessibili a tutti. Riteniamo che tale questione sia di primaria importanza e che vada risolta in modo oculato il prima possibile.
• Nel caso in cui si riveli necessario ridefinire i traguardi di apprendimento, bisognerà di conseguenza coordinarsi con il medio superiore, affinché vengano ridefinite le competenze richieste in entrata. È impossibile pensare al superamento dei livelli senza coordinarsi con il post-obbligo, che, almeno per la matematica, dovrà per forza adattare le proprie esigenze alle differenti competenze degli allievi in prima.
• Anche i criteri di valutazione devono essere chiari e condivisi: si rischia altrimenti di generare una situazione di caos, in cui i docenti adottino criteri personali o interni alla sede per dare ragione della differenziazione. L’elemento della valutazione rimane comunque subordinato alla definizione dei traguardi di competenza. Riteniamo dunque necessario che detti criteri siano ben definiti prima di procedere all’implementazione.
• Il riconoscimento dell’onere lavorativo è sicuramente un punto sul quale non si può scendere a compromessi. Il Messaggio, al punto 1.3, afferma che lo sgravio concesso ai docenti coinvolti verrà mantenuto “almeno per i primi anni”. Questa è una formulazione ambigua: anticipa la possibilità che lo sgravio inizialmente concesso possa in seguito venire ridotto o addirittura tolto. Questo scenario, a nostro parere, non è ammissibile. La co-docenza richiede un dispendio di tempo maggiore da dedicare alla pianificazione, alla valutazione e, più in generale, alla condivisione di informazioni fra due colleghi. Esigiamo pertanto che si proceda all’implementazione solo quando vi siano garanzie che adeguati sgravi siano riconosciuti a ogni docente coinvolto nell’insegnamento in co-docenza e che siano mantenibili nel tempo.
• L’accompagnamento formativo è un requisito indispensabile. Se i formatori hanno ammesso che non riuscirebbero a seguire più di sei sedi per volta, in virtù di quale miracolo si ritiene che riescano a fornire quello che il Messaggio definisce un “accompagnamento solido” in 15 sedi durante l’anno scolastico 2030-2031, che salirebbero addirittura a 21 l’anno successivo? Nella formazione per l’insegnamento in co-docenza va garantita la qualità, anche in questo caso con risorse adeguate a livello di tempo. Chiediamo che si possano rivedere le tempistiche per l’introduzione della riforma, in modo da poter garantire un accompagnamento efficace durante i primi anni, evitando un’eccessiva sovrapposizione di docenti che necessitano del sostegno dei formatori.
La fretta con cui si è voluto condurre la sperimentazione sui livelli ha impedito che essa fosse preceduta da una fase di riflessione e di approfondimento. Ci auguriamo che ci si premuri di recuperare il tempo perso, ponendo basi solide per l’implementazione. In caso contrario, a pagare il prezzo di un intervento affrettato e superficiale sarebbero gli stessi allievi, le famiglie e i docenti.