Il consigliere nazionale della Lega chiede al Consiglio federale di chiarire la propria posizione e di valutare una riduzione dei ristorni ai frontalieri

BERNA - La perizia giuridica commissionata dal Consiglio di Stato ticinese continua a produrre effetti politici anche a Berna. Dopo le conclusioni del professor Pascal Hinny, secondo cui la cosiddetta “tassa sulla salute” italiana violerebbe l’Accordo sulla fiscalità dei frontalieri, il consigliere nazionale della Lega Lorenzo Quadri ha depositato un’interpellanza al Consiglio federale, chiedendo spiegazioni sulla linea fin qui seguita e sollecitando una reazione più netta a tutela degli interessi ticinesi.
Interpellanza al Consiglio federale
“Tassa sulla salute”: la perizia Hinny smentisce nettamente il Consiglio federale. E adesso?
Il Consiglio di Stato ticinese ha prodotto una perizia, redatta dal Prof. Dr. Pascal Hinny, ordinario della cattedra di diritto tributario dell’Università di Friburgo, dalla quale emerge che la “tassa sulla salute” a carico dei “vecchi frontalieri”, decisa dall’Italia, rappresenta una violazione dell’Accordo sulla fiscalità dei frontalieri.
La perizia Hinny smentisce dunque la recente risposta (20 maggio scorso) del Consiglio federale all’interpellanza 26.3205.
La “tassa sulla salute” è di per sé positiva per il Ticino: aumentando la pressione fiscale sui frontalieri, essa esercita una benvenuta funzione anti-dumping. L’obiettivo svizzero non deve pertanto essere impedire all’Italia di applicarla, bensì di avvantaggiarsene per ridurre l’ammontare dei ristorni dei frontalieri, permettendo così al Ticino di mantenere sul proprio territorio una quota maggiore del gettito fiscale. Gettito che, senza l’accordo fiscale con l’Italia, gli spetterebbe per intero.
Domande al Consiglio federale:
- Come valuta il CF l’esito della perizia del Prof. Dr. Hinny, che smentisce in modo netto la posizione espressa dal CF nella risposta all’interpellanza 26.3205?
- L’obiettivo del CF è difendere gli interessi del Ticino e della Svizzera, oppure accettare ogni forzatura pur di evitare difficoltà con l’Italia, come sembra suggerire il tenore della risposta all’interpellanza 26.3205?
- Quali approfondimenti giuridici specialistici ha esperito il CF per affermare che la “tassa sulla salute” non costituirebbe una violazione dell’Accordo fiscale?
- La tassa sulla salute non è ancora applicata; tuttavia, la base legale che la istituisce è definitiva e cresciuta in giudicato: questa circostanza non è forse già sufficiente a sostanziare una violazione dell’Accordo sulla fiscalità dei frontalieri, la quale non può non dare adito a una risposta da parte elvetica?
- È intenzione del Consiglio federale adoperarsi nei dovuti gremi, anche in sede arbitrale con l’Italia, affinché la tassa sulla salute porti - in virtù della sua incompatibilità con l’Accordo sulla fiscalità dei frontalieri - almeno ad una riduzione dell’ammontare dei ristorni dei frontalieri?