Don Feliciani: "Amico personale di Giovanni Paolo II, convinse il papa a compiere un gesto ufficiale per la riabilitazione di Galileo"

di Don Gianfranco Feliciani
Il 9 febbraio scorso, all’età di 96 anni, ci ha lasciato Antonino Zichichi, scienziato italiano di fama mondiale. Il mondo della scienza lo ricorda per il suo impegno al CERN di Ginevra e per aver fondato il “Centro Ettore Majorana” di Erice, nella sua amata Sicilia. Instancabile divulgatore e credente convinto, Zichichi ha dedicato la vita al dialogo tra scienza e società e tra ragione e fede. Amava ripetere: “Scienza e religione non sono nemiche, ma alleate nel decifrare il creato. Dobbiamo chiarire gli equivoci del passato”.
Amico personale di Giovanni Paolo II, Zichichi convinse il papa a compiere un gesto ufficiale per la riabilitazione di Galileo. Il 31 ottobre 1992, papa Wojtyla, davanti alla Pontificia Accademia delle Scienze, riconosceva gli errori commessi dalla Chiesa nel processo a Galileo del 1633, dichiarando che i teologi dell’epoca erano giunti ad una condanna indebita perché non avevano saputo distinguere tra fede biblica e rappresentazione scientifica del mondo.
Dice Zichichi: “Con Galileo la scienza è nata come un atto di fede e di umiltà: come riconoscimento che vi è una logica che governa l’universo, e dunque, che vi è un autore di questa logica. Chi pretende il monopolio della ragione o si illude che l’intelligenza matematica sia sufficiente a comprendere il mondo, non è un vero scienziato. Non ci sono scienziati atei, perché non si può negare l’esistenza di Dio in nome della scienza”.
Ma Zichichi mette in guardia anche sull’altro rischio, ugualmente errato, ossia la pretesa di dimostrare Dio scientificamente: “Dio non è riducibile ad una realtà materiale di cui si dimostri l’esistenza o meno. Dio è insieme immanente e trascendente”. Si ricollega a sant’Agostino: “Se credi di aver capito chi è Dio, ciò che credi di aver capito non è Dio”. Verità scientifica e verità religiosa non appartengono quindi allo stesso ordine, ma rappresentano modalità diverse di accostamento alla stessa realtà.
In questa visione il dialogo tra scienza e fede non solo è possibile, ma diventa occasione di un reciproco arricchimento. Insieme, per dirla con Zichichi, scienza e fede si danno la mano per studiare, decifrare e contemplare le meraviglie della creazione!